Pubblicato il: ven, Ago 4th, 2017

Rapallo, martedì 8 agosto torna in scena il teatro religioso del “Portico di Salomone”

Dall’ufficio stampa del Comune di Rapallo riceviamo il seguente comunicato:

Martedì 8 agosto alle ore 21:30, nella cornice di Villa Tigullio a Rapallo, la compagnia teatrale Il Portico di Salomone metterà in scena il mistero in sei quadri Miguel Mañara di Oscar Milosz, drammaturgo lituano di inizio Novecento.

«Continua negli anni la stretta collaborazione tra il Comune di Rapallo e la compagnia de il portico di Salomone, a sottolinearne la valenza culturale e formativa di assoluto livello» evidenza Mentore Campodonico, Presidente del consiglio comunale – ribadendo le parole della regista e presidente dell’associazione culturale (no profit) Marina Maffei, che pone l’accento sull’importanza di queste forme di aggregazione giovanile. Conclude gli interventi dell’amministrazione comunale l’assessore al Turismo e commercio Elisabetta Lai, parlando dell’attualità delle tematiche affrontate nella pièce e dell’importante progetto che da anni porta avanti la compagnia Il Portico di Salomone che si esprime maggiormente nella capacità di comunicare con i giovani e attraverso i giovani.

Il lavoro si colloca all’interno della pastorale giovanile della diocesi di Chiavari; fulcro dei sei quadri in scena è l’evoluzione del personaggio protagonista, Miguel Mañara, cavaliere spagnolo storicamente esistito nella Siviglia del 1600, uomo senza coscienza e scrupoli morali, secondo alcuni critici archetipo del mito di Don Giovanni. L’incontro inaspettato con Don Fernando, durante un festino, mette a nudo domande e insoddisfazioni che angosciano il cuore del protagonista, aprendo al contempo una via d’uscita. Da questo momento comincia la conversione di Miguel, incentivata dal rapporto con Girolama, che gli permette di scoprire il vero amore e iniziare una strada verso il cambiamento. Si stagliano così scenari inaspettati, in un percorso fatto di colpi di scena e tensione religiosa crescente.

L’opera ha coinvolto fortemente i ragazzi nella non semplice interpretazione che si arricchirà di linguaggi musicali, scenografici e coreutici, nonché di apporti audiovisivi. Nell’impegno per la resa psicologica dei personaggi e per una vivace contestualizzazione, mai si è persa di vista la vicenda umana di Miguel: sono proprio le sue domande e le sue insoddisfazioni a renderlo un personaggio attuale e vicino a ciascuno di noi. Dal loro esordio nel 2013 con Barabba, i ragazzi del Portico sono davvero cresciuti, e quest’anno sono pronti ancor più a “metterci la faccia” per promuovere il loro lavoro, a cominciare dalle locandine che verranno affisse per tutto il Tigullio. L’immagine vuole essere il tableau vivant sulla base del quadro del giovane fumettista Gabriele Dell’Otto, rappresentante proprio il giovane Miguel impensierito da un’ insoddisfacente vita di piaceri.

CONOSCIAMO L’AUTORE

Oscar Vladislas Milosz nasce in Lituania nel 1877 da Vladislas Milosz e Marie Rosalie Rosenthale. Il clima familiare (il padre è considerato folle fin dalla sua giovinezza, mentre la madre – poiché ebrea – viene esclusa da qualunque possibilità di rapporto sociale) condiziona pesantemente la sua infanzia; tuttavia egli rimarrà sempre attaccato alla propria terra d’origine, come spesso emerge nelle sue opere.

Nel 1889 la famiglia si trasferisce a Parigi, dove il giovane Milosz riceve la maggior parte dell’educazione. Sarà egli stesso a dichiarare di «essere stato educato secondo i principi del più ingenuo e brutale libero pensiero» nella laica Francia della Belle Époque. Nel 1899 viene pubblicato a Parigi Le Poème de Décadances, sua prima raccolta. I primi anni del nuovo secolo segnano una svolta per l’autore: egli entra nel vivo la sua “ricerca”, ricerca del divino attraverso l’umanità e la carnalità. Tale ricerca si concretizza spesso, nelle sue opere, nella figura femminile, che è insieme simbolo di carnalità e possibilità di elevazione spirituale. Il suo cammino umano non procede tanto dal male al bene, quanto piuttosto dall’apparenza alla realtà: è, in fondo, lo stesso cammino del nostro Miguel, nel quale il cambiamento scatta non per la presa di coscienza del male commesso, ma piuttosto per la percezione dell’illusione e il bisogno di verità.

Sebbene il Miguel Mañara risalga al 1912, il cammino e la ricerca di Milosz giungono al culmine alla fine del 1914, quando si verifica per lui quella che descrive come «una notte di illuminazione», in seguito alla quale dirà di aver visto il «sole spirituale». Dalla fine degli anni ‘10 svolge un’intensa attività diplomatica tra Lituania e Francia, successivamente alternandola a quella poetica. Verso la fine degli anni ‘20 (non conosciamo la data con certezza), abbraccia definitivamente il cattolicesimo. Dal 1932 si dedica agli studi biblici, soprattutto sull’Apocalisse di San Giovanni. Muore alla fine del 1938 a Fontainebleau.

Miguel Manara Vicentelo De Leca

È un personaggio storicamente esistito. Nasce a Siviglia nel 1627, figlio di una famiglia agiata.

A otto anni riceve il titolo di cavaliere dell’ordine di Calatrava e trascorre una giovinezza dedita ai piaceri, come tutti i caballeros del tempo. Sposa realmente la nobile Geronima Carillo e, alla sua morte, si avvicina alla confraternita de la Santa Caridad: avviene così la sua conversione. La sua prima preoccupazione è dare sepoltura ai giustiziati e ai tanti poveri che morivano nelle strade di Siviglia, e a proprie spese fa costruire l’Ospedale de la Caridad per offrire cure agli infermi. Muore nel 1679.

Nel 1985 è stato proclamato venerabile da Giovanni Paolo II. Miguel Manara è stato considerato da alcuni critici l’archetipo del Don Giovanni: in realtà non può essere stata la sua vita ad aver ispirato la figura del primo Don Giovanni, quello di Tirso da Molina: la pubblicazione dell’opera Il Seduttore di Siviglia e il Convitato di Pietra, infatti, risale al 1630, quando Miguel aveva solo tre anni.

In allegato due immagini dalla conferenza stampa di presentazione dell’evento tenutasi stamane in Comune, in cui figurano alcuni tra i protagonisti dello spettacolo  Irene Costanzo, Gabriele Spelta, Virginia Magri e Rossella Campodonico – con la regista Marina Maffei, il Presidente del Consiglio Comunale Mentore Campodonico e l’assessore a turismo e commercio Elisabetta Lai.