Published On: Mar, Ott 22nd, 2013

Rapallo: politica in crisi. Le valutazioni di Circolo della Pulce e Meetup

Grave gestione del Consiglio Comunale di Rapallo, culminata (si fa per dire) con l’espulsione dei cittadini e col proseguimento a porte chiuse . Uno dei punti all’Ordine del giorno è infatti stato affrontato a porte chiuse, dopo che è arrivata la richiesta di smentita a un “grave concetto espresso pubblicamente in conferenza stampa da un membro dello staff del Sindaco“, come scrive il Circolo della Pulce. La smentita non è arrivata. Si è proseguito a porte chiuse, il che è l’antitesi stessa del consiglio della città, quale è -o dovrebbe essere- il consiglio comunale (si veda come si fanno le politiche pubbliche, a partire dagli USA di fine 1700).

In questo modo, aggiunge il Circolo della Pulce “…Se un qualunque cittadino manifesta apertamente un’opinione diversa da quella di questa Amministrazione, si troverà di fronte un muro. …Con questa affermazione non solo si ledono i diritti più basilari dei cittadini, ma si rischia di indurre i Cittadini stessi a non manifestare le proprie idee e a tacere per timore di essere ascritti nella “lista dei cattivi”. Il che lederebbe il principio secondo cui:

Tutti i cittadini hanno pari dignita’ sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali….

Secondo il Meetup 5 Stelle Rapallo libera “E’ stato uno spettacolo pietoso, un consiglio comunale dove si sono sentiti discorsi e visto cose che nulla a che fanno con la democrazia, con il senso civico e che hanno offeso le intelligenze dei cittadini presenti in aula.

Un presidente del consiglio che si aggira tra i banchi e tra il pubblico, esce ed entra dalla sala e poi se ne va in totale spregio alla sua carica e al rispetto verso i cittadini, un assessore all’ambiente che invece di dare spiegazioni su una gestione fallimentare dei rifiuti aggredisce chi gli fa domande e afferma che un “esposto alla corte dei conti fa curriculum”, un consigliere che come risoluzione del problema rifiuti propone un assessore o un consigliere in piu’.

Poteva essere una buona occasione di affrontare due problemi importanti come i rifiuti e l’ospedale, spiegare e proporre soluzioni alla cittadinanza. VERGOGNA, VERGOGNA E ANCORA VERGOGNA…TORNIAMO A VOTARE.”, questa la conclusione del Meetup che si ispira al movimento di Beppe Grillo.

Commento

Mentre crolla un ponte a Carasco, segno probabile dell’incapacità da parte degli amministratori italiani -di non importa di quale colore- di gestire la cosa pubblica, in diverse città del Tigullio crescono i segni di una disintegrazione e inadeguatezza totale della macchina amministrativa e burocratica. Caos nei Consigli comunali di Chiavari e Rapallo, e qualche problema che si affaccia anche per la nuovissima amministrazione a Sestri Levante. Ma -se a Sestri (e Chiavari)- il problema riguarda i rapporti tra maggioranza e minoranze, altrove si rischia di mettere in contrasto il principio stesso della rappresentanza democratica, l’abc della politica. Non è il caso di buttare tutte le colpe sul sindaco Costa: è tutta una classe politica che ha mancato l’appuntamento con i cambiamenti epocali di fine e inizio millennio. Negli anni ’90 le sinistre mondiali cercavano di agganciare i mutamenti globali, fondando la Terza Via di Clinton e Blair. In Italia la Terza Via è una sconosciuta. Mentre la Germania si imponeva lacrime e sangue in anticipo di dieci anni sulla crisi dei Fondi Sovrani degli Stati Europei, in Italia il Centrodestra mancava clamorosamente l’appuntamento con le riforme liberali e con i princìpi economici che hanno permesso alla Germania e ai Paesi Scandinavi di riformare il Welfare senza affondare le loro nazioni, ma anzi continuando a crescere.

Negli Stati Uniti le politiche pubbliche (public policy) sono diventate una scienza a partire dal 1950. Da noi ancora oggi la scuola, la politica e persino le arti restano in mani alchimistiche. Si lavora alla giornata, si inventano soluzioni, le si impone ai cittadini, non ci sono criteri standard per valutare le soluzioni e per comunicare con i residenti. Le infrastrutture liguri sono ferme per colpa della burocrazia e dei ricorsi al Tar. L’inadeguatezza della politica e della scuola si riflette in una parallela inaguedatezza da parte della “società civile”, che impreca, urla, ma non crea, non migliora, non cambia (stendiamo un pietoso velo sulla Stampa).
Le aziende produttive, invece di essere “santificate” sono messe alla gogna e spremute come limoni. Essere ricchi è un segno di colpa, invece che di merito. Il guaio è che -spesso- i nuovi ricchi non sono “bravi imprenditori” ma “bravi intrallazzatori”. Un disastro da bloccare di corsa. Presto, a Rapallo, e non solo a Rapallo.

Nota sulle Public policy

In America decine di università offrono corsi e master in public policy, incorporando studi economici e scienze sociali. La saggistica al riguardo è infinita e numerose organizzazioni, fondazioni, aziende, fanno parte del settore. Si tiene conto del paradosso dell’Autorevolezza scientifica: nella società tecnologica la comunità scientifica non ha quasi voce nelle scelte che riguardano il tessuto sociale, la Sanità, l’Educazione, la ricerca.[2]

Al contrario la scienza può contribuire a dare spazio a idee scartate dal sistema che si basa sul binomio partiti/corporazioni, come si vede nell’infografia seguente:

Policy

Il Terzo Escluso permette di prendere distanza (=indipendenza) dalla politica che si basa sul binomio partiti/corporazioni, imporre dei tempi meno convulsi, trovare policy efficaci e autenticamente innovative (il p. making è anche un atto creativo).
Alessandro Colombo, research director dell’Istituto IRER (ora Eupolis)[3], aggiunge che in Italia è più facile effettuare con indipendenza un lavoro di ricerca e supporto stando all’interno delle istituzioni, in quanto spesso la struttura esterna chiamata come consulente, tende ad allinearsi maggiormente di un dipendente ai desiderata del Principe.

Secondo Thomas A. Birkland (docente ad Albany e autore di Policy process, Teorie concetti, modelli del public policy making [4] ) le public policy consistono nello “studio delle azioni di un’amministrazione, nell’analisi del processo di attuazione, l’implementazione, l’impatto e la valutazione”. Si noti che il termine “public” va connotato in maniera diversa dall’uso italiano. Da noi “pubblico” corrisponde a “statale” o “dell’amministrazione”, mentre nelle culture anglosassoni “pubblico” è lo spazio sociale comune.

politiche pubbliche, ciclo

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