Published On: Sab, Set 3rd, 2016

Rapallo, svolta sulle palme infette: saranno abbattute

Sembrava essere temporanemente approdata a un punto d’intesa la faccenda del punteruolo rosso a Rapallo, dopo mesi e mesi di continue polemiche, interventi fitosanitari, dubbi e incomprensioni sulla modalità dell’affidamento degli appalti e svariati battibecchi fra rappresentanti della politica locale. Pace fatta? No, tutto da rifare.

«Le palme trattate stanno bene, sono quelle ancora non soggette a cura che sono a rischio crollo»: questa la posizione ufficiale dell’Amministrazione rapallese emersa dalla seduta di Consiglio Comunale dello scorso 18 agosto. Ora, a poco più di due settimane di distanza, il dietrofront sulle pagine del Secolo XIX: il parassita delle palme è invincibile, non ci sono trattamenti di provata efficacia, tutto è perduto. E così il sindaco Carlo Bagnasco dichiara che «è ora di iniziare a pensare a soluzioni per il futuro, di riconcepire il lungomare. Penso che daremo incarico a un esperto per progettare soluzioni nuove».

Ripartire da zero, insomma, con altre piante meno soggette a malattie e infezioni che cambino, sì, il profilo del fronte mare ma assicurino un lungo futuro di stabilità per il patrimonio verde di Rapallo. Un accenno alla medesima proposta era già arrivato proprio in sede di Consiglio da parte del capogruppo di maggioranza Giorgio Tasso, il quale aveva ventilato la rimozione e sostituzione delle palme come soluzione a un problema a suo avviso sopravvalutato: in fondo, che sarà mai sostituire qualche palma? Una posizione forse impopolare in un ambito rapallese conservatore ai limiti dell’integralismo, ma apprezzabilmente pragmatica. E che ha già i suoi sostenitori, almeno a giudicare dall’entusiasmo con cui alcuni membri del tessuto commerciale rapallese si stanno lanciando in proposte per il rimboschimento.

Via i filari di palme, tutti uguali nelle località turistiche della Riviera: meglio la classica macchia mediterranea, sostiene il presidente degli albergatori Giacomo Carpi. Perché non limoni, ulivi e pini marittimi, suggerisce il presidente Ascom Rocco Costanzo? E ancora aranci, chinotti, corbezzoli, lecci e pini d’aleppo, che però presentano il classico problema del tessuto stradale dissestato da radici troppo superficiali. Chissà, sarebbe forse il definitivo pretesto per fare qualcosa per la riorganizzazione della passeggiata a mare, il cui stato sarebbe – o dovrebbe essere – fonte d’imbarazzo anche per la meno ambiziosa delle mete turistiche.

Quale che sia la decisione della giunta – presente o futura, a seconda di quanto a lungo si trascinerà la vicenda – il danno è fatto. È un danno importante, e se responsabilità ci sono è doveroso riscontrarle, accertale e affrontarle; fatto ciò, tuttavia, se non c’è altra soluzione si deve necessariamente guardare avanti con atteggiamento propositivo, e saper cogliere nella crisi quella che è un’occasione per reinventare l’immagine del più iconico scorcio della Rapallo turistica.

Speriamo in meglio.

Rapallo palme lungomare

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