Pubblicato il: sab, Lug 15th, 2017

Rapallo, viabilità e vivibilità: la soluzione è in un Piano Urbano del Traffico? (1 di 2)

Si è svolto dalle 21 alle 23:15 di ieri venerdì 14 luglio, presso la Casa della Gioventù in via Lamarmora, un incontro fra associazioni e comitati rapallesi sull’annoso problema della viabilità cittadina, vera e propria crux desperationis delle Amministrazioni comunali nell’ultimo mezzo secolo. L’incontro, indetto in funzione puramente esplorativa e propositiva, è stato presieduto dall’ing. Federico Ottonello – presidente del Comitato di Quartiere Parco delle Fontanine – e dall’arch. Massimo Zero con moderazione di Maurizio Fasce, alla presenza di diverse realtà associazionistiche rapallesi fra cui Ascom-Confcommercio, Confesercenti, AVAD, Bocciofila rapallese, Comitati dei Genitori, COR via Mameli, Circolo della Pulce, Accademia Culturale, Consulta Handicap e diversi Comitati di Quartiere. Presenti fra il pubblico anche il capogruppo regionale M5S Fabio Tosi e il consigliere comunale Eugenio Brasey.

Pochi gli argomenti che si potessero definire realmente nuovi: com’è noto, Rapallo è una città di poco meno di 30.000 abitanti (circa 15.000 famiglie) la cui popolazione raddoppia nel periodo estivo, con conseguente costipazione di un tessuto viario frutto di diversi periodi di progressiva stratificazione urbana e non pensato per incanalare un simile flusso di traffico. La situazione è particolarmente critica sulle arterie di via Mameli e via della Libertà – direttrici di traffico da e per il centro cittadino – e di via Sant’Anna e Arpinati, su cui si concentra il flusso da e verso il casello autostradale. Rapallo è inoltre “corridoio” turistico per il traffico diretto a Santa Margherita e Portofino a ovest e Zoagli e tutta la tratta dell’Aurelia di Levante a est: un recente rilevamento ha registrato il passaggio di ben 100.200 veicoli nelle vie rapallesi nell’arco di sole 24 ore, di cui 19.500 indirizzati verso “Santa” e 15.000 verso Levante. Nel corso dell’anno Rapallo è inoltre percorsa da 2.000 pullman turistici, altro nodo chiave della problematica.

Arcinote le proposte storiche: in primis il tunnel Rapallo-Santa Margherita, ma anche la tangenziale con sbocco autostradale a Zoagli e la bretella che attraverso il campo da golf rapallese convogli su via Milano il traffico proveniente dall’autostrada, bypassando via Sant’Anna. Poi l’abbassamento del manto stradale in corrispondenza dei sottopassi ferroviari di via Rosselli – già messo in conto nel programma delle opere pubbliche per il triennio 2017-2019 – e via Amendola e, nuova proposta, anche per quelli di via Betti e via Bolzano: in tutti i casi il tratto carrabile dovrebbe essere ribassato per fare in modo che l’altezza complessiva dei sottopassi raggiunga i 4,2 metri sufficienti al passaggio dei pullman; nel caso di via Rosselli, poi, sarebbe necessaria la realizzazione di un secondo sottopasso laterale a uso pedonale.

E ancora il problema dei parcheggi, anch’esso oggetto nel corso degli anni di diversi progetti via via abbandonati: fra questi, svariate proposte per parcheggi interrati al di sotto del campo Macera, di piazza IV Novembre – precedentemente irrealizzabile causa rischi dovuti al vicino alveo del fiume Boate, il cui dragaggio e messa in sicurezza hanno ora trasformato la piazza, in termini di rischio, da zona rossa a gialla – e sotto piazza delle Nazioni, a sua volta impraticabile finché non sarà messo in sicurezza il torrente San Francesco. Altro punto più volte discusso è quello della realizzazione di un parcheggio d’interscambio merci a lato del casello autostradale.

Infine, il problema dell’inquinamento: l’unica centralina di rilevamento attualmente attiva a Rapallo è posizionata all’altezza del Macera, zona considerata «idilliaca» rispetto alle aree limitrofe. I dati da essa raccolti sono sempre al di sotto delle soglie d’allarme, ma non sono rappresentativi della vera situazione del centro città e delle aree a ridosso dell’autostrada. Problema difficilmente risolvibile, a causa dell’alto rapporto di veicoli pro capite a Rapallo e alla totale impossibilità di circolare in bicicletta o con mezzi elettrici, data l’assenza di piste ciclabili e colonnine di ricarica.

Un primo spiraglio per trovare l’inizio di una soluzione? Secondo gli organizzatori della serata lo si potrebbe trovare nel PUT (Piano Urbano del Traffico), che in base al nuovo codice della strada risulta obbligatorio per tutti i Comuni di più di 30.000 abitanti o che, pur contandone meno, facciano fronte a importanti afflussi turistici in determinanti periodi dell’anno: una norma che parrebbe scritta apposta per Rapallo, e che comporterebbe l’assunzione di misure tecniche mirate – e aggiornate ogni due anni – da parte dell’Amministrazione per la riduzione del traffico, dell’inquinamento atmosferico e acustico, e per il risparmio energetico. Un passo dovuto ma che appare ancora lontano in una città tuttora sprovvista di un PUC (Piano Urbanistico Comunale) approvato dalla giunta.

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