Pubblicato il: sab, Lug 15th, 2017

Rapallo, viabilità e vivibilità: la soluzione è in un Piano Urbano del Traffico? (2 di 2)

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Piuttosto fredde le reazioni dei rappresentanti di comitati e associazioni intervenuti all’incontro. Dopo un intervento di Enrico Castagnone (neo-coordinatore di Confesercenti Tigullio) sull’impatto dei pullman turistici sul tessuto commerciale del centro rapallese, Nicola Fenelli (Atletica Due Perle) ha puntato il dito contro la mancanza di lungimiranza delle Amministrazioni comunali degli ultimi decenni. Punto massimamente dolente nella gestione della viabilità a Rapallo l’assenza di vigili urbani: a parità di popolazione la città conta solo 33 agenti di Polizia Municipale a fronte dei 45 di Chiavari, e arterie fondamentali come via della Libertà – uno fra i tratti stradali più pericolosi del comprensorio, soprattutto per i pedoni – sono costantementi neglette. Per non parlare poi del costante carico e scarico merci legato soprattutto ai supermercati, attività regolata in orari precisi in altri centri urbani ma che a Rapallo gode invece di piena libertà.

A esemplificare l’umore generale dell’assemblea è stato il rappresentante del Comitato di Quartiere S. Rocco Riccardo Cecconi: «Ho combattuto su questi temi per quarant’anni, a un certo punto mi sono stufato e rassegnato. I progetti di cui sentiamo parlare sono aria fritta, se ne parla da sempre e non saranno mai realizzati perché manca la cooperazione comprensoriale». L’unica soluzione per il traffico, a suo dire, sarebbe «non far passare da Rapallo chi non sta venendo a Rapallo», realizzando uno svincolo autostradale che doti finalmente Santa Margherita di un suo proprio casello in zona San Siro.

Loriana Rainusso (neo-presidente di Ascom Rapallo-Zoagli) ha poi identificato il maggior problema non tanto in una mancanza d’intenti quanto in un immobilismo dettato dal timore di “pestare i piedi” a qualcuno: «Ogni volta che a Rapallo si sposta qualcosa si dà fastidio a persone che puntualmente chiamano il sindaco di turno per chiedere di tornare a com’era prima». Rainusso si è detta concorde sulla questione inquinamento, «evidente per chiunque abbia un negozio a livello della strada su via Libertà nella quantità di polvere spazzata quotidianamente sul marciapiede»; ha poi fatto sapere che lunedì 17 luglio Ascom avrà un incontro col sindaco Carlo Bagnasco per affrontare proprio il problema dello scarico merci, da limitarsi non tanto agli orari notturni – per evitare, appunto, rimostranze da parte di condomini e alberghi – quanto a quelli serali. In aggiunta, saranno proposte restrizioni in tema di raccolta dei rifiuti nell’area del centro per evitare che essa sia effettuata in corrispondenza degli orari di ingresso e uscita dalle scuole e in quelli di maggior flusso di traffico.

Una nuova proposta è stata presentata da Nadia Molinaris (presidente del Circolo della Pulce): modificare il senso di marcia di via Mameli e via della Libertà così che esse fungano da sensi unici rispettivamente verso il centro e verso l’autostrada. Ciò eviterebbe teoricamente di far gravare il grosso del traffico cittadino sull’incrocio all’altezza dell’ex cinema Grifone, passaggio obbligato per il rientro dal lavoro anche per chi non abita in centro. Il suggerimento del Circolo della Pulce è quello di un periodo di prova, per evitare che nell’attesa di una bozza definitiva per il Piano Urbanistico si finisca con l’incorrere nell’ennesimo cambio di giunta.

La serata avrebbe quindi dovuto concludersi con l’approvazione di un testo da presentare all’Amministrazione comunale, al fine di sollecitarla a dare incarico a esperti del settore per la redazione di uno studio tecnico approfondito sulla viabilità rapallese nei diversi periodi dell’anno che potesse fungere da base per la formulazione del PUT. Gli intervenuti non hanno però tardato a dar voce al proprio malumore: perché rivolgersi a pareri tecnici esterni da parte di chi non vive né conosce Rapallo? I comitati di quartiere finirebbero con l’essere esclusi dal processo, e le loro richieste col rimanere inascoltate da un progetto definitivo «stilato al computer da qualche università».

Evidente l’imbarazzo dell’ing. Ottonello di fronte al palpabile sentimento anti-tecnico diffusosi tra i partecipanti: diversi rappresentanti dei comitati sembravano infatti voler suggerire che la redazione di un piano comunale per la regolamentazione del traffico non sia di per sé materia tecnica, e che le associazioni da sole siano perfettamente in grado di raggiungere la quadratura del cerchio. Contenzioso di difficile risoluzione, soprattutto nel contesto di una discussione che andava ormai dilungandosi in una serata estiva particolarmente afosa. Il dibattito si è perciò concluso con un rinvio di compromesso: come richiesto da Castagnone le associazioni si riuniranno nuovamente, stavolta intorno a un tavolo tecnico, per vagliare ulteriori proposte da sottoporre al Comune.