Published On: Mar, Gen 31st, 2017

Reddito di cittadinanza: la proposta di legge del M5S per la Liguria

 

Il Reddito di cittadinanza è uno strumento di welfare richiesto da una raccomandazione (441/CEE del Consiglio del 24 giugno 1992).
La proposta di legge M5S Liguria fa seguito a proposte avanzate in altre regioni italiane e, in Liguria, anche dal PD (con altro nome). Sono molti i problemi dovuti alla crisi economica. Secondo una statistica fatta a Sestri Levante una famiglia ogni 30 ha bisogno di sostegno per il cibo, le bollette etc.
Il nodo per un nuovo welfare che non aggravi l’economia generale (magari accrescendo le tasse) è mirare al target al 100%. Cioé: evitare i furbi che -come avvenuto in altre nazioni europee- o smettono di cercare lavoro, oppure falsificano i dati per passare come cittadini al di sotto della soglia di povertà.

 

Il Reddito di cittadinanza regionale prevede l’erogazione di 400 euro mensili per il 5% della popolazione ligure, per un’operazione complessiva da 350 milioni di euro annui.

Il provvedimento “nasce dalla volontà di contrastare povertà, disuguaglianza ed esclusione sociale, includendo un’indennità economica di durata transitoria erogata a favore dei nuclei familiari maggiormente disagiati. Per richiederla è necessario sottoscrivere un PAI (Piano di Azione Individuale) che definisce il percorso di ricerca attiva del lavoro e favorisce il reinserimento nel mondo lavorativo”.

 

Secondo M5S Liguria: “Gli studi di diversi economisti, effettuati attraverso modelli econometrici, come quello del Dipartimento di Economia dell’Università Roma Tre, calibrato su 34 paesi OCSE nel periodo 1990-2013, dimostrano, invece, che non ci sono ostacoli di efficienza (impatto su occupazione) che impedirebbero l’attivazione di un reddito minimo in Italia, nel senso che quest’ultimo non è una variabile che riduce il tasso di occupazione. Anzi, i risultati di tali studi dimostrano che uno schema di reddito di cittadinanza aiuta, insieme ad altre variabili, a incrementare i livelli di occupazione.

 

“…Sotto il profilo strettamente economico, un reddito di cittadinanza avrebbe un impatto decisamente positivo sulla domanda aggregata soprattutto in periodi di crisi o di stagnazione come quello attuale  e in particolare in Italia e in Liguria. L’effetto di tale strumento sui consumi sarebbe notevole, poiché permetterebbe a chi non ha un lavoro comunque di mantenere più o meno stabile il proprio livello di consumo.”

L’indennità di disoccupazione, la NASPI, sebbene allarghi un po’ la platea degli aventi diritto, rendendo i criteri di accesso meno stringenti rispetto alla precedente ASPI, rimane comunque ancora uno strumento non universale e comunque limitato rispetto agli altri paesi europei sia in termini di durata che di compenso.

 

 

In Liguria, per M5S “E’ grave è il fatto che Toti non sembri essere disposto a trovare alcuna mediazione, neppure per addivenire all’approvazione di disposizioni a carattere sperimentale rivolte a un numero di beneficiari indubbiamente limitato: infatti, pare voglia respingere persino una proposta che riguarda circa 6.000 persone (a fronte dei circa 80.000 liguri che vivono al di sotto della soglia di povertà!) che avrebbe comportato una spesa di circa 27 milioni annui”. (…)

Riguardo la spesa: “Potevamo risparmiare 26 milioni di Euro impegnati per acquistare l’inutile e lussuosa reggia di De Ferrari, avremmo quindi risparmiato 1.246.000 Euro annui di affitto (in Via Fieschi c’è tutto lo spazio necessario, infatti fu progettata per quello scopo). In 5 anni avremmo risparmiato 4.230.000 Euro più i 26 milioni dell’acquisto, per un totale di 30.230.000 Euro utili per il reddito di cittadinanza e tutte le altre misure volte a creare nuova occupazione in Liguria, a cui vanno aggiunti i 27 milioni Euro annui per la fase sperimentale del provvedimento”.

Di seguito il testo completo del disegno di legge regionale:
P.D.L. n. 41 (di iniziativa dei Consiglieri Salvatore, Battistini, De Ferrari, Melis, Pisani, Tosi): “Disposizioni regionali sul Reddito di cittadinanza”.

Articolo 1 (Oggetto e finalità)

  1. In attuazione dei principi di cui agli articoli 2, 3, 4, 38, secondo comma, della Costituzione, dei diritti sanciti dall’articolo 34 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea, dell’articolo 2 dello Statuto e nel rispetto dei principi fondamentali della legislazione nazionale, la Regione Liguria istituisce il Reddito di cittadinanza, quale misura regionale diretta a contrastare lo stato di povertà, disuguaglianza ed esclusione sociale, a creare condizioni che rendano effettivo il diritto al lavoro, a valorizzare le competenze di base e professionali delle persone, a promuovere la coesione sociale e la crescita economica ed occupazionale del territorio.
  2. La presente legge individua i destinatari del reddito di cittadinanza, i requisiti di accesso, le modalità di erogazione e di controllo, il finanziamento degli interventi.

Articolo 2 (Definizioni)

  1. Ai fini dell’applicazione della presente legge, si intende per:
  2. a) “Reddito di cittadinanza”: misura rivolta ai soggetti esposti al rischio di marginalità sociale e lavorativa, costituita da programmi volti a perseguire l’integrazione sociale e l’inserimento occupazionale e da interventi monetari temporanei, anche integrativi del reddito, per contrastare la povertà e l’esclusione sociale;
  3. b) “richiedente”: qualunque soggetto che, essendone titolato sulla base della presente legge, effettua la richiesta di accesso al Reddito di cittadinanza;
  4. c) “soglia di povertà relativa”: valore convenzionale calcolato annualmente dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) che individua il valore di spesa per consumi al di sotto del quale una famiglia, anche composta da un singolo soggetto, viene definita povera in termini relativi in riferimento al contesto ligure;
  5. d) “beneficiario”: qualunque soggetto appartenente al nucleo familiare che beneficia del Reddito di cittadinanza;
  6. e) “nucleo familiare”: i soggetti che compongono la famiglia anagrafica alla data di presentazione della richiesta di accesso al Reddito di cittadinanza; per la definizione del nucleo familiare ai fini della presente legge vale quanto stabilito dall’art. 3, commi da 2 a 6, del DPCM 5/1/2013 n. 159;
  7. f) “ISEE corrente”: indicatore di situazione economica equivalente, in corso di validità, riferito ad un periodo di tempo più ravvicinato al momento della richiesta di accesso al Reddito di cittadinanza, come definito dall’articolo 9 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 5 dicembre 2013, n. 159 (Regolamento concernente la revisione delle modalità di determinazione e i campi di applicazione dell’Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE));
  8. g) “Piano di azione Individuale (PAI)”: programma elaborato dal Centro per l’Impiego territorialmente competente e sottoscritto dal richiedente, che definisce il percorso di ricerca attiva del lavoro e riassume le azioni e le misure di ricerca del lavoro, potenziamento professionale e prevenzione della disoccupazione di lunga durata;
  9. h) “intervento monetario temporaneo”: integrazione del reddito erogato nell’ambito di un percorso concordato mediante il Piano di azione individuale.

Articolo 3  (Istituzione dell’Intervento monetario temporaneo e del Piano di azione individuale del Reddito di cittadinanza)

  1. Mediante l’intervento monetario temporaneo la Regione Liguria garantisce ai soggetti in possesso dei requisiti di cui all’articolo che segue e ai rispettivi nuclei familiari il raggiungimento di un reddito annuo netto ai fini Irpef pari alla soglia di povertà relativa con riferimento alla Liguria, determinata annualmente dall’ISTAT; l’intervento è commisurato alla consistenza numerica del nucleo familiare e alla presenza di minori.
  2. In caso di più soggetti beneficiari, appartenenti al medesimo nucleo familiare, la misura di integrazione al reddito può essere, su richiesta, erogata in forma disgiunta.
  3. L’erogazione dell’intervento monetario è subordinata alla sottoscrizione da parte del richiedente del Piano di azione Individuale (PAI) che viene elaborato, entro 30 giorni dalla data di accoglimento della richiesta di accesso al Reddito di cittadinanza, dal Centro per l’impiego territorialmente competente, tenendo conto delle caratteristiche personali e familiari dei soggetti e concordando con i medesimi il contenuto e gli impegni derivanti dall’attuazione del programma.

Nel caso il nucleo familiare sia composto da più persone, ai soggetti in età lavorativa, non occupati e abili al lavoro può essere richiesta la disponibilità a frequentare corsi di formazione professionale e la disponibilità al lavoro; in tal caso, l’erogazione dell’intervento monetario è subordinata alla sottoscrizione di una dichiarazione di impegno anche da parte di tali componenti del nucleo familiare.

Articolo  4 (Requisiti di accesso)

  1. Possono richiedere l’accesso al Reddito di cittadinanza i cittadini italiani, ovvero i cittadini di altri paesi dell’Unione europea, ovvero ancora i cittadini extracomunitari in possesso del permesso di soggiorno UE per soggiornanti di lungo periodo, residenti nel territorio della Regione Liguria, che posseggano cumulativamente i seguenti requisiti:
  2. a) non percepire redditi da pensione di anzianità o vecchiaia;
  3. b) avere raggiunto la maggiore età;
  4. c) risiedere nel territorio della Liguria da almeno trentasei mesi (requisito che deve essere posseduto anche da tutti i componenti del nucleo familiare del richiedente);
  5. d) nel caso dei cittadini stranieri, essere cittadini di Stati che hanno sottoscritto con l’Italia convenzioni bilaterali di reciprocità per la sicurezza sociale;
  6. e) disporre di attestazione ISEE o ISEE corrente del nucleo familiare in corso di validità tale da risultare inferiore alla soglia di povertà relativa;
  7. g) essere inoccupato o disoccupato o percepire un reddito di lavoro inferiore alla soglia di povertà relativa;
  8. h) sottoscrivere il PAI ed obbligarsi ad offrire la propria prestazione lavorativa per un minimo di 10 ed un massimo di 12,5 ore settimanali a favore della collettività in funzione delle proprie competenze nell’ambito di progetti sociali organizzati dal Comune di residenza ;
  9. Non possono accedere al reddito di cittadinanza:
  10. a) i soggetti che si trovano in stato detentivo, per tutta la durata della pena;
  11. b) i soggetti in stato di disoccupazione, da meno di dodici mensilità, a seguito di dimissioni o risoluzione consensuale del rapporto di lavoro.
  12. Non rientrano nelle condizioni del comma 2, lettera b) i casi di dimissioni o di risoluzione consensuale del rapporto di lavoro tutelati dalla normativa vigente e successive modifiche e integrazioni

Articolo  5 (Regolamento regionale)

  1. Con regolamento da emanarsi entro 180 giorni dall’entrata in vigore della presente legge, la Giunta regionale, sentito il parere della competente Commissione consiliare, stabilisce:
  2. a) i termini e le modalità per la presentazione delle richieste al Comune di residenza e la documentazione a corredo, nonché per la presentazione della dichiarazione annuale di cui all’articolo 8, comma 1, lettera d);
  3. b) le modalità di istruttoria, di riconoscimento o diniego dei benefici da parte dei soggetti competenti;
  4. c) le modalità ed i tempi di erogazione dell’intervento monetario temporaneo del Reddito di cittadinanza adottando soluzioni che ne assicurino la fluidità, la fruibilità, la tracciabilità e l’efficacia delle attività di controllo;
  5. d) le modalità di raccordo tra le diverse istituzioni interessate;
  6. e) la determinazione delle tabelle di equivalenza per la commisurazione dell’intervento monetario in caso di nuclei familiari composti da più persone;
  7. f) l’eventuale aggiornamento annuale della misura dell’intervento monetario del Reddito di cittadinanza;
  8. g) i criteri per la definizione dei contenuti e degli obblighi del PAI.

Articolo  6 (Richiesta di accesso al Reddito)

  1. La richiesta di accesso al Reddito di cittadinanza è presentata al Comune di residenza, anche tramite posta elettronica certificata.
  2. I Comuni ricevono le domande da parte dei richiedenti e ne curano l’istruttoria di competenza secondo i termini e le modalità definite dalla Regione con il regolamento di cui all’articolo 5.
  3. I Centri per l’Impiego elaborano i PAI nei termini e secondo le modalità definite dall’articolo 3, comma 3 e dal regolamento di cui all’articolo 5

Articolo 7 (Erogazione e durata)

  1. L’intervento monetario temporaneo di cui all’art. 3 ha una durata non superiore a trentasei mesi anche non consecutivi nell’arco di cinque anni in relazione a ciascun beneficiario.
  2. Il riconoscimento del Reddito di cittadinanza è subordinato alla permanenza dei requisiti di cui all’articolo 4.
  3. La Regione inizia a corrispondere mensilmente l’intervento monetario non oltre sessanta giorni dall’accoglimento della richiesta di accesso da parte dei Comuni. La corresponsione è sospesa in caso di soggiorno del beneficiario all’estero di durata superiore a trenta giorni o su richiesta del beneficiario.
  4. La Regione effettua, su un campione pari almeno al 10 per cento delle domande accolte, i controlli direttamente o, previa convenzione, tramite attività ispettive realizzate dalle forze di Polizia statale o locale, nonché dagli enti competenti in materia di lavoro o di accertamento delle evasioni fiscali. Il numero degli accertamenti e l’esito dei medesimi è comunicato ai Comuni ed ai Centri per l’Impiego. In presenza di irregolarità, la Regione, i Comuni, i Centri per l’impiego procedono, per quanto di competenza, all’immediata sospensione o revoca della misure e alla comunicazione alle autorità competenti in caso di illeciti.

Articolo  8 (Obblighi del beneficiario)

  1. Il beneficiario, pena la decadenza dal Reddito di cittadinanza, deve:
  2. a) rispettare gli impegni previsti dal PAI sottoscritto;
  3. b) essere disponibile per l’espletamento di attività utili alla collettività di cui all’articolo 4 , comma 1, lettera h);
  4. c) comunicare tempestivamente al Comune ove è stata presentata la richiesta, ogni variazione della situazione lavorativa, familiare o patrimoniale che comporti la decadenza dal Reddito di cittadinanza o la sospensione dell’indennità economica ovvero la rideterminazione del suo importo;
  5. d) presentare annualmente, per la durata di riconoscimento del Reddito di cittadinanza, a far data dall’accoglimento della richiesta, una dichiarazione di permanenza dei requisiti stabiliti per accedere al Reddito di cittadinanza;
  6. La disponibilità allo svolgimento dei progetti del comma 1, lettera b) corrisponde ad un monte ore pari alla misura del Reddito di cittadinanza percepito dal beneficiario diviso la tariffa oraria prevista dai Buoni lavoro (Voucher) di cui all’articolo 49 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81 (Disciplina organica dei contratti di lavoro e revisione della normativa in materia di mansioni, a norma dell’articolo 1, comma 7, della legge 10 dicembre 2014, n. 183). Gli Enti presso cui sono svolti progetti di cui al comma 1, lettera b) sostengono le spese di trasferimento del lavoratore qualora questi risieda in altro Comune

Articolo  9 (Agevolazioni per la costituzione di nuova impresa e per l’assunzione)

  1. La Regione riconosce ai fruitori del Reddito cittadinanza, che intendano avviare un’attività imprenditoriale sotto forma di lavoro autonomo o cooperativo, condizioni di maggiore favore nei bandi dedicati alla costituzione di nuova impresa e nell’accesso ai relativi percorsi formativi individuali sostenuti dalla Regione Liguria con la concessione di assegni formativi (Voucher).
  2. La Regione riconosce altresì priorità nell’attribuzione di eventuali agevolazioni ai datori di lavoro che assumono beneficiari del Reddito di cittadinanza.

Articolo  10 (Cause di decadenza)

  1. Il beneficio del Reddito di cittadinanza decade al verificarsi di uno dei seguenti casi:
  2. a) inottemperanza agli obblighi di cui all’articolo 8;
  3. b) recesso senza giusta causa, durante la fruizione del beneficio, da contratto di lavoro;
  4. c) raggiungimento per il nucleo familiare del beneficiario di un reddito pari o superiore alla soglia di povertà relativa;
  5. d) rifiuto delle attività formative previste dal PAI, superiore ad un terzo del montante ore
  6. e) rifiuto senza giustificato motivo di una offerta di lavoro coerente con quanto previsto dal Pai sottoscritto;
  7. f) conseguimento di redditi da pensione di anzianità o vecchiaia;
  8. g) ogni altra condizione che comporti il raggiungimento dei limiti reddituali della lettera c);
  9. h) trasferimento della residenza al di fuori del territorio regionale;
  10. i) il verificarsi delle condizioni di cui all’articolo 5, comma 2.

Articolo  11 (Integrabilità e cumulabilità)

  1. Il Reddito di cittadinanza è integrabile, sul medesimo beneficiario, con altri servizi e prestazioni previsti da norme regionali e nazionali e diretti ai medesimi scopi, ed in particolare con gli interventi previsti dalla legge regionale 1 agosto 2008, n. 30 (Norme regionali per la promozione del lavoro).
  2. L’intervento monetario temporaneo del Reddito di cittadinanza è cumulabile, entro i limiti indicati all’articolo 4, con altre prestazioni pubbliche dirette al medesimo scopo.

Articolo  12 (Fondo regionale per il Reddito di cittadinanza)

  1. Per il finanziamento degli interventi di cui alla presente legge è istituito il “Fondo regionale per il Reddito di cittadinanza”, alimentato da risorse regionali.
  2. Il Fondo può essere incrementato dalle ulteriori risorse che si rinvengano dalla programmazione del Programma Operativo Regionale –POR FESR Liguria 2014/2020 e del POR FES 2014/2020 e da ulteriori disponibilità che dovessero realizzarsi sulla programmazione del POR FES 2013/2017, per quanto compatibili e coerenti.

Articolo  13 (Clausola valutativa)

  1. Il Consiglio regionale Assemblea Legislativa esercita il controllo sull’attuazione della presente legge e valuta i risultati ottenuti nel realizzare il Reddito di cittadinanza nonché l’adeguatezza delle risorse finanziarie ivi previste. A tal fine, trascorsi quindici mesi dall’entrata in vigore della legge e, successivamente, con cadenza annuale, la Giunta regionale presenta alla Commissione consiliare competente per materia una relazione articolata sui seguenti aspetti:
  2. a) caratteristiche quantitative e qualitative dei beneficiari;
  3. b) tipologia dei servizi prestati e previsti dai PAI;
  4. c) inserimenti lavorativi realizzati;
  5. d) casi di sospensione e decadenza;
  6. e) eventuali criticità riscontrate nell’attuazione della legge.
  7. Gli esiti dell’esame della relazione da parte della Commissione competente vengono trasmessi alla Commissione competente in materia di verifica di attuazione delle leggi per la formulazione di eventuali osservazioni e proposte al Consiglio.

Articolo  14 (Norma finanziaria)

  1. Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge per l’esercizio 2016 si provvede tramite prelevamento di euro 350 milioni, in termini di competenza e cassa dallo stanziamento iscritto alla missione 2, programma 3 “altri fondi” iscrizione dello stesso importo in termini di competenza e cassa alla missione 12, programma 4 “interventi per soggetti a rischio di esclusione sociale” di nuova istituzione.
  2. Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge per l’esercizio 2017 si provvede tramite prelevamento di euro 350 milioni, in termini di competenza e cassa dallo stanziamento iscritto alla missione 2, programma 3 “altri fondi” iscrizione dello stesso importo in termini di competenza e cassa alla missione 12, programma 4 “interventi per soggetti a rischio di esclusione sociale” di nuova istituzione.
  3. Agli oneri derivanti dall’attuazione della presente legge per l’esercizio 2018 si provvede tramite prelevamento di euro 350 milioni, in termini di competenza e cassa dallo stanziamento iscritto alla missione 2, programma 3 “altri fondi” iscrizione dello stesso importo in termini di competenza e cassa alla missione 12, programma 4 “interventi per soggetti a rischio di esclusione sociale” di nuova istituzione.