Published On: Mar, Set 6th, 2016

Referendum a Sestri: l’ammissibilità sarà decisa dal collegio dei Garanti

Dopo la raccolta di firme a sostegno del referendum sulla chiusura del tratto di Aurelia (Sì/No), come si giudicherà ammissibile o meno lo stesso referendum?
La questione ha un suo iter preciso.

  1. Il Collegio è nominato dal Consiglio Comunale ad inizio del mandato e rimane in carica per tutta la durata dello stesso. Esso è composto:
  2. da un funzionario designato dall’Ufficio Territoriale di Governo [Prefettura] ed esperto in materia elettorale, che lo presiede;
  3. dal Segretario Generale, con funzioni di Vice Presidente;
  4. da due Consiglieri Comunali, in rappresentanza dei gruppi di maggioranza;
  5. da due Consiglieri Comunali in rappresentanza dei gruppi di minoranza;
  6. dal Dirigente Comunale dei Servizi Istituzionali o, su sua delega, dal responsabile dell’Ufficio Elettorale;
  7. da un funzionario della Segreteria con compiti di segretario, senza diritto di voto.

Il Collegio è l’organo che gestisce l’intero processo: vedere qui di seguito l’art. 7 del Regolamento.
Si noti che il referendum è consultivo. Di seguito il regolamento comunale sui referendum .

Art. 1 (Oggetto del Regolamento)

  1. Il presente Regolamento disciplina lo svolgimento delle consultazioni referendarie e delle altre iniziative autonome di partecipazione democratica (istanze, petizioni, proposte) nel Comune Sestri Levante in conformità ai principi stabiliti nel Titolo IV dello Statuto Comunale.
Art. 2 (Limiti alle consultazioni referendarie) 
  1. In ciascun anno solare è ammesso lo svolgimento di una sola consultazione referendaria.
  2. La consultazione è ammessa su argomenti di esclusiva competenza e di interesse locale, rispetto ai quali sia attribuito all’Amministrazione Comunale l’esercizio di funzioni discrezionali, ivi compresa l’espressione di pareri o proposte nell’ambito di procedimenti di competenza di altre amministrazioni o di conferenze di servizi di cui all’art. 14 e seguenti della legge 7.8.1990 n. 241.
  3. Può formare oggetto della stessa consultazione una pluralità di quesiti, fino ad un massimo di tre, purchè ciascuno di essi attenga ad un argomento diverso e distinto dagli altri con riguardo alla materia trattata.
  4. Non è per contro ammessa la contestuale consultazione su una pluralità di quesiti attinenti allo stesso argomento.
  5. 5. Non possono formare oggetto di referendum le materie tributarie, di bilancio, le revisioni statutarie, i provvedimenti di natura personale e le attività vincolate o di mera esecuzione di norme statali o regionali, gli atti inerenti alla tutela di minoranze etniche o religiose.
  6. Il medesimo quesito referendario non può essere riproposto all’interno dello stesso ciclo amministrativo.

Art. 3 (Dotazione finanziaria)

  1. L’Amministrazione Comunale istituisce regolarmente, in sede di formazione del Bilancio annuale di previsione, un apposito capitolo di spesa con idonea dotazione finanziaria, finalizzato a consentire lo svolgimento di una consultazione referendaria nell’esercizio di competenza.

 CAPO II INIZIATIVA REFERENDARIA

 Art. 4 (Comitato Promotore)

  1. L’iniziativa per la raccolta delle firme a sostegno di una proposta referendaria è esercitata da un Comitato Promotore costituito, ai sensi dell’art. 39 e seguenti del Codice Civile, da almeno cinquanta cittadini del Comune, come definiti dall’art.3 dello Statuto, che abbiano raggiunto la maggiore età al momento della sottoscrizione di cui al comma successivo e risultino residenti nel Comune almeno dal 1 gennaio dell’anno in corso.
  2. Il Comitato Promotore si considera costituito, nei confronti dell’Amministrazione Comunale e per ogni effetto attinente all’iniziativa referendaria, con il deposito presso la Segreteria del Comune del documento di presentazione della proposta, corredato dalla sottoscrizione dei presentatori autenticata a norma dell’art.14 della legge 21.3.1990 n.53 e successive modificazioni ed integrazioni.
  3. Tale documento deve contenere, a pena di inammissibilità:
  4. la denominazione del Comitato
  5. le generalità complete dei componenti
  6. la sede del Comitato ovvero il domicilio elettivo ai fini delle comunicazioni o notificazioni d’ufficio
  7. il legale rappresentante del Comitato e gli eventuali vicari, sostituti o delegati;
  8. la formulazione della proposta referendaria;
  9. l’elenco dei luoghi pubblici nei quali il Comitato intende svolgere autonomamente la raccolta delle firme.
  10. Il Comitato Promotore, formalmente costituito, è legittimato ad esercitare, attraverso i propri legali rappresentanti, le funzioni e le prerogative attribuite dal presente Regolamento.
  11. A tale scopo è riconosciuto ai rappresentanti del Comitato Promotore il diritto di libero accesso a tutti gli atti del procedimento referendario.

Art. 5 (Proposta referendaria)

  1. La proposta referendaria deve contenere un quesito rivolto all’elettore e formulato in modo chiaro ed univoco, tale da consentire al votante una non equivoca espressione di volontà affermativa o negativa e da costituire un sicuro riferimento per le successive determinazioni del Consiglio Comunale.
  2. Lo stesso Comitato Promotore, costituito nelle forme di cui al precedente art. 4, non può proporre più di un quesito referendario.
  3. Le proposte referendarie devono essere depositate presso la Segreteria del comune entro il 15 novembre di ogni anno, in funzione della consultazione da tenersi nell’anno successivo, ad eccezione dei periodi di svolgimento delle campagne elettorali per l’elezione del Consiglio Comunale.
  4. In sede di prima applicazione del presente Regolamento il termine di cui al precedente comma 3 si intende posticipato al 31 dicembre 2006

Art. 6 (Collegio dei Garanti)

  1. Il Collegio dei Garanti è l’organo dell’Amministrazione Comunale cui spetta di sovrintendere a tutte le operazioni referendarie e di assicurarne il regolare ed imparziale svolgimento nel rispetto delle norme stabilite dal presente regolamento.
  1. Il Collegio è nominato dal Consiglio Comunale ad inizio del mandato e rimane in carica per tutta la durata dello stesso. Esso è composto:
  2. da un funzionario designato dall’Ufficio Territoriale di Governo ed esperto in materia elettorale, che lo presiede;
  3. dal Segretario Generale, con funzioni di Vice Presidente;
  4. da due Consiglieri Comunali, in rappresentanza dei gruppi di maggioranza;
  5. da due Consiglieri Comunali in rappresentanza dei gruppi di minoranza;
  6. dal Dirigente Comunale dei Servizi Istituzionali o, su sua delega, dal responsabile dell’Ufficio Elettorale;
  7. da un funzionario della Segreteria con compiti di segretario, senza diritto di voto.
  8. I componenti che cessino dalla carica di Consigliere Comunale sono sostituiti dal Consiglio Comunale nella seduta immediatamente successiva al verificarsi della causa di cessazione. I componenti di cui alle lettere b), e) ed f) possono essere sostituiti, in caso di impedimento o di vacanza del posto in organico, in base ai regolamenti di organizzazione dell’ente, senza la necessità di ulteriori deliberazioni da parte del Consiglio.
  9. Le sedute del Collegio sono pubbliche. Il Collegio è convocato dal Presidente e non può validamente deliberare se non siano presenti almeno cinque componenti oltre al segretario. In caso di parità nelle votazioni, prevale il voto del Presidente.
  10. I compensi per i componenti del Collegio sono stabiliti con deliberazione della Giunta Comunale.
  11. In sede di prima applicazione, il Collegio viene nominato contestualmente all’approvazione del presente regolamento.

Art.7 (Controllo delle proposte)

  1. Il controllo delle proposte referendarie è effettuato dal collegio entro e non oltre il 25 novembre.
  2. Qualora il Collegio riscontri irregolarità o vizi formali della proposta ai sensi del precedente art. 4, 3°comma, il Presidente, entro tre giorni dalla seduta, notifica la relativa contestazione al Comitato Promotore, invitandolo a presentare le proprie deduzioni ovvero a correggere od integrare la irregolare o carente documentazione nel termine di dieci giorni a pena di decadenza.Entro sette giorni dalla scadenza del termine suddetto, il Collegio assume le proprie definitive determinazioni.
  3. Qualora il quesito referendario sia formulato in modo non rispondente ai requisiti di cui precedente art.5, comma 1, il Collegio – laddove ritenga che una diversa formulazione, ugualmente fedele allo spirito dell’iniziativa, possa rendere il quesito stesso ammissibile – convoca il rappresentante legale del Comitato Promotore per concordare con lo stesso le necessarie modifiche.
  4. La convocazione deve essere notificata al Comitato almeno dieci giorni prima della data fissata per l’audizione, della quale dovrà essere redatto apposito verbale.
  5. Ove il rappresentante del Comitato non si presenti alla data fissata per l’audizione ovvero non si raggiunga l’accordo su una diversa formulazione del quesito, si producono le conseguenze di cui al comma seguente.
  6. La proposta irregolare o vertente su materie od oggetti per i quali è impedita la consultazione referendaria viene dichiarata inammissibile. Il relativo provvedimento viene notificato al Comitato Promotore e comunicato al Consiglio Comunale nella prima seduta successiva.
  7. Ove siano verificati tutti i requisiti formali e sostanziali delle proposte, il Collegio ne dichiara l’ammissibilità e trasmette gli atti al Sindaco per gli adempimenti di cui al successivo art.9.
  8. Nella stessa dichiarazione, il Collegio determina il numero di firme necessario per lo svolgimento della consultazione, ai sensi dell’art. 66 dello Statuto.
  9. In sede di prima applicazione del presente Regolamento il termine di cui al precedente comma 1 si intende posticipato al 15 gennaio 2007.
Art. 8 (Concorso di proposte)
  1. Nel caso in cui siano presentate più di tre proposte referendarie nel periodo stabilito dall’art. 5 comma 3, il Collegio dichiara ammissibili – salva la verifica di cui all’articolo precedente – quelle sostenute da Comitati Promotori aventi la più larga base associativa o, in subordine, quelle presentate in data anteriore.
Art. 9 (Raccolta delle firme)
  1. La raccolta delle firme a sostegno delle iniziative referendarie è indetta con deliberazione della Giunta Comunale, da adottarsi entro dieci giorni dal ricevimento del verbale del Collegio dei Garanti redatto a norma del precedente art.7.
  2. Le firme vengono raccolte esclusivamente su moduli prestampati, numerati progressivamente e vidimati dal Segretario Generale o da funzionari all’uopo delegati. Accanto alle firme, autenticate a norma dell’art.14 della legge 21.3.1990 n.53 e successive modificazioni ed integrazioni, devono essere indicati per esteso il nome, il cognome, il luogo e la data di nascita nonché la residenza anagrafica del sottoscrittore.
  3. Il Comitato Promotore può svolgere autonomamente la raccolta di firme avvalendosi dei moduli predisposti dal Comune. La raccolta dovrà essere effettuata esclusivamente nei luoghi pubblici sul territorio comunale comunicati ai sensi del precedente articolo 4 del presente Regolamento, e si dovrà svolgere con modalità che garantiscano la massima trasparenza e libertà del cittadino. La Giunta Comunale potrà proporre delle sedi pubbliche, in alternativa a quelle proposte dal Comitato Promotore, solo per ragioni di sicurezza pubblica. Gli eventuali costi economici della raccolta autonomamente svolta dal Comitato Promotore è a totale carico dello stesso fatta eccezione per i moduli predisposti dal Comune. E’ fatto divieto ai dipendenti comunali di autenticare firme al di fuori dell’esercizio delle funzioni di ufficio. Le firme in tale modo eventualmente autenticate si considerano ad ogni effetto come non apposte.
  4. La deliberazione che indice la raccolta delle firme deve contenere:
  5. l’indicazione delle proposte referendarie sulle quali viene indetta la raccolta
  6. la determinazione del periodo di raccolta, per una durata pari a novanta giorni;
  7. l’individuazione di almeno due sedi comunali deputate alla raccolta
  8. la designazione dei dipendenti autorizzati all’autenticazione delle firme
  9. la determinazione degli orari di apertura al pubblico, per un minimo di venti ore settimanali articolate in almeno sei mezze giornate, per ciascuna sede comunale deputata.
  10. l’elenco dei luoghi pubblici sul territorio comunale nei quali il Comitato Promotore intende svolgere autonoma raccolta di firme.
  11. Le notizie di cui al precedente comma devono essere contenute in un congruo numero di pubblici manifesti affissi a cura dell’Amministrazione Comunale per tutto il periodo della raccolta.
  12. La deliberazione della Giunta è comunicata dal Sindaco al Consiglio Comunale nella prima seduta successiva alla sua adozione.
  13. I moduli di raccolta utilizzati autonomamente dal Comitato Promotore devono essere depositati presso la Segreteria del Comune a pena di inammissibilità entro le ore 12 del giorno successivo a quello di scadenza del periodo di raccolta.
Art. 10 (Controllo sulle sottoscrizioni a sostegno della proposta referendaria)
  1. Entro dieci giorni dalla scadenza del periodo di raccolta, il presidente convoca il Collegio dei Garanti al fine di verificare la regolare autenticazione delle firme ed il possesso, nei sottoscrittori, dei requisiti di cui all’art. 66 dello Statuto. Il controllo deve concludersi entro dieci giorni dalla prima seduta di convocazione del Collegio.
  2. Alle riunioni del Collegio partecipa un rappresentante del Comitato Promotore, le cui eventuali dichiarazioni devono essere inserite a verbale.
  3. Qualora la proposta referendaria risulti corredata dal necessario numero di firme regolarmente autenticate, apposte da cittadini che abbiano maturato il diritto al voto a norma di Statuto, il Collegio la convalida e ne informa immediatamente il Presidente del Consiglio Comunale.
  4. In caso contrario, il Collegio dichiara che le sottoscrizioni raccolte dal Comitato promotore sono insufficienti. Tale dichiarazione viene notificata al Comitato Promotore e comunicata al Consiglio Comunale nella seduta immediatamente successiva.
  5. La proposta referendaria per la quale non siano state raccolte le firme sufficienti non può essere ripresentata per tutta la durata del Consiglio Comunale in carica.
Art. 11 (Indizione del Referendum consultivo)
  1. Entro dieci giorni dalla convalida della proposta referendaria da parte del Collegio dei Garanti, e comunque non oltre il 31 maggio, il Presidente convoca il Consiglio Comunale per deliberare l’indizione del referendum consultivo e fissare la data di convocazione degli elettori.
  2. La deliberazione di cui al precedente comma costituisce atto dovuto. Essa non può essere omessa né differita se non per eccezionali motivi di ordine pubblico dichiarati dallo stesso Consiglio Comunale.
  3. La consultazione referendaria viene svolta di norma nella prima domenica possibile successiva alla chiusura dell’attività didattica.
Art. 12 (Iniziativa del Consiglio Comunale)
  1. Il Consiglio Comunale, con deliberazione adottata a maggioranza assoluta dei componenti, può indire di propria iniziativa una consultazione referendaria, in conformità alle disposizioni del presente articolo.
  2. Salvo quanto stabilito al comma successivo, in presenza di una o più proposte di iniziativa popolare, il Consiglio Comunale deve astenersi dall’assumere proprie iniziative referendarie anche se attinenti ad argomenti diversi ed ulteriori, fino a che le proposte presentate non siano dichiarate formalmente o sostanzialmente inammissibili, ovvero siano scaduti i termini per la raccolta delle firme a sostegno delle stesse.
  3. Il Consiglio Comunale può tuttavia prevenire la raccolta delle firme o, se iniziata, farla cessare, mediante una deliberazione adottata a maggioranza assoluta dei componenti con cui, alternativamente:
  4. venga direttamente indetta la consultazione referendaria sugli identici quesiti che costituiscono oggetto delle proposte di iniziativa popolare, ovvero
  5. venga assunto un provvedimento che risulti di per sé idoneo a soddisfare le istanze sottese all’iniziativa popolare
  6. Nel caso in cui alla lettera a), il Comitato promotore rimane ugualmente titolare delle funzioni e delle prerogative previste dal presente regolamento.
  7. La deliberazione di cui alla lett. b) non produce i propri effetti fino a che non sia depositato nella Segreteria del Comune un atto di integrale accettazione della stessa, sottoscritto dal legale rappresentante del Comitato Promotore. L’accettazione deve intervenire entro trenta giorni dalla data di adozione della deliberazione consiliare: in mancanza, la stessa si considera priva di efficacia.
  8. In assenza di proposte referendarie di iniziativa popolare, come pure nell’ipotesi di cui alla lettera a) del precedente3° comma, il Consiglio Comunale può indire il referendum consultivo senza limiti di tempo, salvo il rispetto del termine dilatorio di quarantacinque giorni dalla data di indizione a quella fissata per la consultazione.

CAPO III SVOLGIMENTO DELLA CONSULTAZIONE REFERENDARIA

 Art. 13 (Sezioni per il referendum)

  1. Il Consiglio Comunale, su proposta del Collegio dei Garanti, con la medesima deliberazione con cui indice il referendum ai sensi del precedente art.11, individua le sezioni per lo svolgimento delle consultazioni referendarie comunali, in base a criteri di razionalizzazione territoriale e di economicità di gestione, contemperati dall’esigenza di non rendere eccessivamente disagevole l’esercizio del diritto di voto.
Art. 14 (Liste dei votanti)
  1. Il Collegio dei Garanti, avvalendosi dell’Ufficio Elettorale comunale, approva la lista degli aventi diritto al voto per le consultazioni referendarie, suddivisi per sezioni alla stregua dell’articolo precedente.
  2. Hanno diritto al voto coloro che abbiano compiuto il sedicesimo anno di età alla data fissata per la consultazione referendaria e risultino iscritti nei registri anagrafici della popolazione residente al quarantacinquesimo giorno antecedente alla data medesima.
Art. 15 (Convocazione dei votanti)
  1. Entro il quarantacinquesimo giorno precedente la data fissata per la consultazione referendaria, il Sindaco provvede alla convocazione dei votanti mediante l’affissione di pubblici manifesti nell’intero territorio comunale.
  2. Dal quarantesimo al decimo giorno precedente la data fissata per la consultazione, l’Ufficio elettorale invia, per mezzo postale o tramite messo comunale, un apposito certificato elettorale a ciascuno degli aventi diritto al voto a norma del presente regolamento che non sia già in possesso della tessera elettorale prevista per le ordinarie consultazioni elettorali o referendarie.

Art. 16 (Composizione e nomina degli uffici di sezione)

  1. Per ciascuna delle sezioni per il referendum, come individuate ai sensi del precedente art. 13, si costituisce un ufficio di sezione composto da un Presidente e tre scrutatori, di cui uno con funzioni di segretario.
  2. Entro dieci giorni dalla data della deliberazione consiliare di cui al precedente art. 11, il Collegio dei Garanti nomina i Presidenti degli uffici di sezione.
  3. In prima istanza sono nominati coloro che hanno ricoperto il medesimo incarico nell’ultima consultazione elettorale o referendaria. Qualora non sia possibile provvedere in tal senso per tutte le sezioni, il Collegio sceglie i Presidenti fra le persone idonee allo svolgimento della funzione di scrutatore, come individuate a norma della legislazione statale in materia elettorale, che abbiano già svolto in precedenza tale incarico.
  4. Gli scrutatori sono nominati con le medesime modalità e procedure previste dalla legislazione statale.
  5. Ai Presidenti di sezione ed agli scrutatori compete un’indennità di funzione nella misura stabilita dalla legge per le consultazioni elettorali ordinarie.
  6. Possono partecipare a tutte le attività dell’ufficio di sezione, coadiuvandone i componenti e con la facoltà di annotare proprie dichiarazioni a verbale:
  7. a) un rappresentante del Comitato Promotore, in forza di designazione effettuata per iscritto dal relativo rappresentante legale;
  8. b) un rappresentante per ciascuno dei gruppi consiliari che risultano costituiti in seno al Consiglio Comunale alla data di presentazione della proposta referendaria, in forza di designazione effettuata per iscritto dal relativo capogruppo.
  9. I rappresentanti di cui al comma precedente possono costituirsi in qualsiasi momento della consultazione, depositando agli atti la propria designazione
Art. 17 (Propaganda referendaria)
  1. L’Amministrazione Comunale provvede ad installare sul territorio comunale idonei cartelli per la propaganda referendaria, in analogia alle ordinarie consultazioni elettorali.
  2. Gli spazi di affissione vengono assegnati dal Sindaco, su proposta della Commissione per il referendum, in base ai seguenti criteri di ripartizione:
  3. un terzo degli spazi è assegnato al Comitato promotore;
  4. un terzo degli spazi è suddiviso in parti uguali fra i gruppi consiliari costituiti ai sensi dell’art. 20 dello Statuto Comunale
  5. un terzo degli spazi è assegnato in parti uguali ad enti, organizzazioni ed associazioni operanti sul territorio comunale che ne abbiano fatto richiesta entro dieci giorni dalla deliberazione consiliare di indizione del referendum.
  6. Il Collegio dei Garanti convoca una riunione di tutti i soggetti legittimati all’utilizzo degli spazi di propaganda ai sensi del comma precedente, al fine di concordare la suddivisione degli stessi.
  7. Non è ammessa alcuna forma di propaganda referendaria nelle 24 ore che precedono la consultazione.
Art. 18 (Costituzione degli uffici di sezione)
  1. Gli uffici di sezione sono costituiti alle ore 16 della giornata precedente a quella fissata per lo svolgimento della consultazione referendaria.
  2. Accertata la regolare costituzione dell’Ufficio, il Presidente attribuisce ad uno degli scrutatori la funzione di segretario con il compito di verbalizzare le operazioni compiute.
  3. Ogni Ufficio riceve in dotazione, oltre al necessario materiale di cancelleria, un opuscolo recante le istruzioni per la costituzione dei seggi e per lo svolgimento delle operazioni di voto e di scrutinio, predisposto in conformità alle disposizioni del presente regolamento ed in analogia alle norme legislative in materia elettorale.
  4. Una volta contate e siglate le schede di votazione e redatto il verbale delle operazioni compiute in conformità alle istruzioni della Commissione, tutto il materiale viene riposto in idonei contenitori per esservi conservato fino al momento dell’apertura dei seggi.

Art. 19 (Operazioni di voto)

  1. Le sezioni per la consultazione referendaria rimangono aperte ai votanti ininterrottamente dalle ore 7 alle ore 22 nella sola giornata di domenica fissata per le votazioni.
  2. I votanti debbono essere identificati mediante l’esibizione di un documento di identità ovvero mediante il riconoscimento da parte di un componente dell’Ufficio di Sezione.
  3. Il voto è espresso personalmente dall’avente diritto all’interno di cabine idonee a garantirne la libertà e la segretezza. E’ ammesso l’accompagnamento in cabina nei casi previsti dalla legge elettorale.
  4. Le schede di votazione devono riportare per esteso il testo del quesito referendario e recare due spazi definiti nei quali il votante possa esprimere con un segno di matita il proprio consenso ovvero il proprio dissenso.
  5. Nel caso di contestuale consultazione su diversi quesiti referendari, devono essere utilizzate per ciascuno di essi schede di votazione distinte e di colore diverso.
Art. 20 (Operazioni di scrutinio)
  1. Concluse le operazioni di voto, si procede immediatamente allo scrutinio delle schede.
  2. La decisione sulla attribuzione dei voti spetta al Presidente della sezione. Egli tuttavia deve soprassedere alla attribuzione del voto dubbio o contestato e deferire la decisione al Collegio dei Garanti ogniqualvolta lo richiedano due componenti dell’ufficio, intendendosi come tali anche le persone designate ai sensi del precedente art.16, comma 6.
  3. Ultimato lo scrutinio, viene redatto un verbale in cui è riportato il numero dei voti attribuiti suddivisi tra voti favorevoli alla proposta referendaria, voti contrari, schede bianche e schede nulle nonché il numero dei voti la cui attribuzione sia stata deferita al Collegio dei Garanti.
  4. Al termine delle operazioni di scrutinio, tutti i verbali e le schede vengono riconsegnate alla Segreteria del Comune.
Art. 21 (Proclamazione dei risultati)

1 Nel giorno successivo a quello di svolgimento della consultazione referendaria, il Collegio dei Garanti, integrato dal legale rappresentante del Comitato promotore o da persona da lui stesso designata, si riunisce per l’esame dei verbali degli Uffici di sezione e per la decisione sulle schede dubbie o contestate.

  1. Il Collegio dei Garanti procede alla stesura ed alla verbalizzazione dei risultati definitivi
  2. La proclamazione dei risultati è effettuata dal Sindaco, con atto affisso immediatamente all’Albo Pretorio del Comune e reso noto alla popolazione mediante pubblici manifesti.
Art. 22 (Norme finali e transitorie)
  1. Il Consiglio Comunale, nella deliberazione di cui al precedente art.11, può integrare con efficacia immediata le disposizioni del presente regolamento, osservandone i principi generali, per quanto potesse occorrere con riguardo a necessità organizzative o logistiche.
  2. Il Consiglio, la Giunta ed i dirigenti comunali, negli ambiti di rispettiva competenza, sono tenuti ad adottare tutte le disposizioni necessarie per realizzare il procedimento referendario secondo i criteri di massima economicità e di razionalizzazione e riduzione delle spese.
  3. Per quanto non espressamente previsto dal presente regolamento o dalla deliberazione consiliare di cui all’art.11, il collegio dei Garanti e gli uffici competenti applicano in via analogica le norme stabilite dalla legislazione statale per la disciplina dei referendum abrogativi e delle altre consultazioni elettorali.
  4. Il presente Regolamento entra in vigore il quindicesimo giorno successivo a quello della pubblicazione mediante affissione all’Albo Pretorio del Comune.

CAPO IV INIZIATIVE    DI   PARTECIPAZIONE 

 Art. 23 (Istanze)

  1. Ogni istanza proveniente da cittadini singoli o associati, intesa a richiedere informazioni, a segnalare problemi o a promuovere soluzioni relativi al funzionamento di organi, uffici o servizi comunali o comunque attinenti a questioni di interesse collettivo, deve ottenere una risposta scritta.
  2. Se l’oggetto dell’istanza riguarda aspetti strettamente gestionali, provvede alla risposta direttamente il dirigente preposto alla struttura interessata. In caso contrario, vi provvede l’Assessore competente per materia o il Sindaco, previa eventuale consultazione della Giunta Comunale.
  3. La risposta deve in ogni caso essere inviata entro termine di trenta giorni dal ricevimento dell’istanza.
Art. 24 (Petizioni popolari)
  1. Si considerano petizioni popolari, ai fini e per gli effetti dell’art. 64 dello Statuto, le istanze con i contenuti e le finalità di cui al precedente art. 23, sottoscritte da almeno centocinquanta cittadini nei termini e con le formalità di cui ai commi seguenti.
  2. Il testo della petizione deve essere redatto sul primo foglio; i fogli successivi, ove separati, devono menzionare sul fronte l’oggetto della petizione. Nella parte dedicata alle sottoscrizioni, ogni rigo deve contenere di seguito il cognome e il nome, la residenza anagrafica e la firma leggibile del sottoscrittore. L’illeggibilità o l’incompletezza di uno degli elementi richiesti rende nulla la relativa sottoscrizione.
  3. La petizione si conclude, a pena di inammissibilità, con una dichiarazione del primo firmatario, autenticata a norma dell’art.14 della legge 21.3.1990 n.53 e successive modificazioni ed integrazioni, con cui viene garantita l’autenticità delle firme raccolte.
  4. Il Segretario Generale, verificata la regolarità delle sottoscrizioni ed il possesso, in capo ai sottoscrittori, dei requisiti di cui all’art. 60,6° comma dello Statuto, dichiara l’ammissibilità formale della petizione e la trasmette al Presidente del Consiglio Comunale.
  5. Il Presidente iscrive l’argomento della petizione al primo punto dell’ordine del giorno del primo Consiglio Comunale, da tenersi entro trenta giorni dalla data di presentazione della petizione, per gli adempimenti di cui all’art. 64 dello Statuto. L’avviso di convocazione deve essere notificato al primo firmatario della petizione con almeno cinque giorni di anticipo rispetto alla data della seduta consiliare.
  6. Alle petizioni che difettino di alcuni dei requisiti indicati dai commi precedenti si applicano d’ufficio le disposizioni di cui al precedente art. 23. In tal caso, la risposta dell’Amministrazione Comunale deve essere indirizzata al primo firmatario.
Art. 25 (Proposte di iniziativa popolare)
  1. Si considerano proposte di iniziativa popolare, ai fini e per gli effetti dell’art. 65 dello Statuto, le istanze sottoscritte da almeno quattrocento cittadini con l’indicazione di uno specifico provvedimento di cui si chiede l’adozione da parte dell’organo comunale competente.
  2. Per i requisiti e le formalità di presentazione delle proposte, nonché per la loro discussione in Consiglio Comunale, valgono integralmente le disposizioni di cui ai commi da 2 a 5 del precedente art. 24. Sono ammesse anche le proposte formulate in modo impreciso o tecnicamente inadeguato.
  3. Nella seduta consiliare, il primo firmatario, o un suo delegato, può illustrare la proposta ed intervenire a conclusione del dibattito, secondo i tempi e con le modalità previste per i consiglieri presentatori di mozioni dal regolamento per il funzionamento del consiglio comunale.
  4. Per ogni altro aspetto attinente allo svolgimento della seduta, valgono le norme regolamentari ordinarie in tema di mozioni.
  5. Alle proposte per le quali difetti il numero di sottoscrizioni previsto al primo comma si applicano d’ufficio le disposizioni di cui al precedente art. 24, ovvero, in mancanza dei requisiti ivi previsti, quelle di cui all’art. 23.
    comune di Sestri Levante

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