Published On: Lun, Nov 28th, 2016

Referendum: come decidere? Confrontare diversi punti di vista, su media opposti

Il referendum è scivolato nella rissa politica, mentre invece per comprendere un evento ci deve guidare il metodo scientifico. Per esempio, ci si deve informare su media di tendenza opposta, evitando -se possibile- quelli più cialtroni, qualunquisti, ideologici… Qui sta la questione: esistono media “utili” alla formazione di un’opinione indipendente di un individuo? Risposta: sì, ma sono organi di informazione piccoli e non mainstream. Nei tubi della mala informazione ha successo soprattutto il liquame del luogo comune.
Infatti lo schema dell’informazione di questi anni si fonda sulla soppressione della Terza via: l’opinione confluisce in un delta unico, diviso in due rami soltanto. Tutte le altre ipotesi vengono massacrate. Non si può quindi parlare di pensiero unico, ma di duplice alternativa. Ma la diplopia (quando l’occhio vede lo stesso oggetto come se fossero due) è un’alternativa che -giocoforza, viste le premesse- è sempre la scelta tra due opzioni sconfortanti, convenzionali. Una melassa a due colori resta sempre una melassa. Nello schema di cui sotto si noterà che tra evento e individuo non c’è mai contatto diretto, ma un lungo circuito vizioso.
Per aiutarci nel tentativo di recuperare pensiero libero, autonomo e non dilettantesco, ridando ossigeno alla storia e alla cultura, converrà sentire i grandi logici e semiologi:

«Uno dei compiti della filosofia è quello di interrompere il dominio della parola sulla mente umana, svelando gli inganni che spesso emergono quasi inevitabilmente mediante l’uso del linguaggio» Gottlob Frege (Wismar, 1848 – Bad Kleinen, 1925)

Il tentativo di Frege è -in definitiva- quello di capire se c’è un codice nel pensiero interiore della mente umana, al di là del linguaggio comune che esprime il nostro pensiero all’esterno, nella società. Si veda nella teoria semiotica del linguaggio questa definizione di Eco:

media-opinione-individuo

Tigullio News: contenuto soggetto a libera circolazione.

“Un codice (un linguaggio, un segno…) è (si fonda su) tutto ciò che può essere utilizzato per mentire” (Trattato di semiotica generale).