Published On: mer, Mag 16th, 2018

Regeni: anche il Tigullio sciopera per liberare Amal

L’associazione “Verità per Giulio Regeni-Il Tigullio non dimentica” ha aderito allo sciopero della fame a staffetta iniziato ieri da Paola Deffendi, madre di Giulio Regeni, contro l’arresto di Amal Fathy. Amal è un attivista per i diritti e moglie del consulente legale della famiglia Regeni al Cairo Mohamed Lofty, direttore della Commissione egiziana per i diritti e le libertà (ECRF). “E’ stata arrestata lo scorso 11 maggio con l’accusa di terrorismo per aver scritto un post su Facebook che manifestava indignazione per le violenze che subiscono le donne in Egitto”, spiega il presidente dell’associazione Andrea Lavarello. 
Sia al Cairo che in Italia sono in molti a pensare che la detenzione di Amal Fathy nelle carceri di Al Sisi non sia casuale ma legata alle indagini sulla morte del giovane ricercatore friulano, avvenuta a gennaio 2016. E più precisamente finalizzata a condizionarle. Forse, aggungiamo noi, in modo che gli esiti non siano troppo sfavorevoli al regime, di cui l’organizzazione di Mohamed Lofty è peraltro forza oppositrice.
D’altronde esiste un non lontano precedente: lo scorso settembre fu arrestato Ibrahim Metawally, avvocato per i diritti umani all’Efcr e consulente legale della famiglia Regeni. Metawally scomparve pochi giorni prima dell’insediamento del nuovo ambasciatore italiano al Cairo, il 14 settembre. L’arresto di Amal è avvenuto l’11 maggio, poco prima del giorno, ieri martedì 15 maggio, fissato per le operazioni di recupero dei filmati registrati dalle telecamere della metropolitana, dove il cellulare di Giulio Regeni fu segnalato l’ultima volta.
Intanto l’ambasciata italiana al Cairo tace.
Per partecipare è necessario scrivere il proprio nome e giorno del digiuno sotto il post nella pagina Giulio Siamo Noi, dove sono pubblicate tutte le informazioni sull’ iniziativa.
Chi vuole aderire e non ha un profilo Facebook può inviare una mail all indirizzo: comitatogiulioregenitigullio@gmail.com