Published On: gio, Ott 11th, 2018

Regione Liguria, approvato il piano contro il gioco d’azzardo patologico

La legislazione sul gioco d’azzardo scrive un nuovo capitolo della sua storia. Dopo il Decreto Dignità e lo scossone da esso introdotto nell’industria del gambling, anche alcune realtà locali si stanno adeguando per limitare le possibilità di scommessa ai giocatori patologici. La Liguria ha mosso un altro importante passo avanti, dopo essere stata una delle prime regioni a occuparsi del problema, risultando all’avanguardia rispetto ad altre zone d’Italia.

Per il momento la giunta ha deciso di non adottare una nuova legislazione, forse attendendo di conoscere i primi effetti della manovra governativa. La scelta è allora ricaduta su un piano contro il gioco d’azzardo patologico, con lo stanziamento di fonti piuttosto ingenti per raggiungere alcuni obiettivi in materia di contrasto alla malattia. Nello specifico la regione ha approvato le proposte di Sonia Viale, assessore alla Salute, per dare un aiuto finanziario alle tante idee avanzate negli ultimi anni. In particolare, verranno potenziate le attività di informazione e prevenzione per la cittadinanza in generale. Incontri nelle scuole, conferenze e altri eventi che possono portare maggiore consapevolezza sul fenomeno. In molti casi, e il gioco d’azzardo non fa eccezione, conoscere a fondo il problema aiuta a evitarlo. Inoltre, la Liguria si impegna a rafforzare la presa in carico dei soggetti ludopatici, curandone l’aspetto psicologico per aiutarli a ritrovare la serenità senza l’impulso di scommettere. Il piano regionale Gap ha una durata di ventiquattro mesi e prevede una spesa di 1,36 milioni di euro, soldi che vanno aggiunti a quanto percepito dallo Stato a inizio anno proprio per contrastare la ludopatia. Il denaro verrà utilizzato dall’Alisa, Azienda Ligure Sanitaria del Fondo per il gioco d’azzardo patologico.

La questione della malattia del gioco rimane quanto mai spinosa su tutto il territorio italiano. Si calcola che nel nostro Paese risiedano circa 16 milioni di scommettitori, un numero cospicuo su una popolazione complessiva di circa 61 milioni (comprendente però anche i minorenni). La maggior parte di questi sono considerati utenti non a rischio: spesso si limitano alla schedina nel week end, o alla puntata alla lotteria nazionale una volta ogni tanto, se non all’immancabile “Gratta e vinci” da accompagnare al pacchetto di sigarette.

Secondo quanto illustra l’infografica elaborata da Giochidislots.com, Il 16% dei giocatori sono tuttavia considerati a rischio moderato, in genere perché presentano caratteri problematici ma riescono ancora a gestire la propria situazione, per lo meno non investendo cifre più alte di quanto si possono permettere. Il 4% è classificato come giocatore patologico, e su questa fetta di cittadini interverrà il piano regionale ligure. Si calcola che per il 21% di italiani la frequenza di scommesse sia di una sola volta a settimane, contro le 2 o 3 dell’11% e il 5% del più di tre volte a settimana. Il giorno in cui si punta di più, strano ma vero, è il giovedì, non il week end e nemmeno l’inizio della settimana. Tutti dati interessanti, che verranno confrontati con i risultati ottenuti su scala nazionale e regionale dopo le recenti modifiche legislative intervenute nel nostro Paese.