Published On: Lun, Gen 30th, 2012

Regione Liguria e comune di Genova retrocessi da Standard & Poor’s


L’agenzia internazionale Standard and Poor’s ha colpito le principali amministrazioni liguri: regione e comune di Genova. Per un verso si tratta di “un atto dovuto”, conseguente al  calo del rating dell’Italia da A a BBB+ dello scorso 13 gennaio.
Va detto che l’Agenzia S&P agisce con fini forse politici, ma ha comunque degradato gli stessi USA, pochi anni fa.

La difesa della Regione Liguria non convince. L’assessore al bilancio Pippo Rossetti dichiara che si tratta di un declassamento automatico, e che solo un anno fa la S&P aveva giudicato positivamente la situazione della regione, classificandola A+.
Tuttavia si deve fare un altro ragionamento, logico e inoppugnabile.
Standard & Poor’s non ha infatti ridotto il rating a tutte le regioni e  grandi città italiane, ma solo alle seguenti 13:
Regioni
Friuli Venezia Giulia, Campania, Emilia Romagna, Liguria, Marche, Umbria, Sicilia;
Comuni
Genova, Firenze, Milano, Roma, Bologna e provincia di Roma.

Pertanto la “condanna” allo standard di BBB+ riguarda questi Enti che scendono di livello, mentre gli altri restano invariati (sopra o sotto il rating di BBB+ è relativo).
Tuttavia si tratta di un problema di cultura dell’amministrazione, che va al di là del colore politico, e va risolto da tutti.

Tra i problemi degli Enti, uno dei primi è l’invasività delle società partecipate, che spesso producono reddito agli Enti, ma non quanto forse farebbe un’azienda privata, se in Italia sparisse il connubio tra partiti e business. Oggi il sistema “pubblico” è identico a quello “privato”, in quanto entrambe le opzioni non prevedono libero mercato e concorrenza su qualità e prezzi.
Inoltre le politiche pubbliche e la macchina burocratica sono elefantiache.

Urgenza
Sarebbe bene per il Tigullio cominciare a trovare delle soluzioni per lo sviluppo, la crescita di nuove imprese a IT, per il turismo e amministrazioni più efficienti e meno invasive. Anche con un incontro tra le diverse parti.

Vedere qui di seguito la situazione, con un confronto esemplificativo.

City manager e numero consiglieri comunali

La maggioranza dei comuni americani adotta la forma di governo council-city manager, caratterizzata da una figura di semplice rappresentanza (il mayor), da un consiglio comunale con un numero basso di eletti, dalla figura del city manager, scelto dal consiglio e dal sindaco in funzione delle sue capacità manageriali e non della sua appartenenza politica.
Il city manager gestisce la macchina amministrativa e sceglie i funzionari delegati ai diversi dipartimenti.
Nelle città di grandi dimensioni il sindaco nomina un capo dell’amministrazione (chief administrative officer).  Anche le contee possono utilizzare una forma di governo simile.

In Italia la legge 127/97 (Bassanini bis) ha introdotto la figura facoltativa del Direttore generale, da parte di province e comuni superiori a 100.000 abitanti. Tuttavia il DG, pur avendo mansioni importanti, viene scelto dal sindaco, il quale detiene molto più potere del mayor americano. Per questo motivo il suo ruolo è di coadiuvante sottoposto a controllo politico.

Riguardo ai consigli comunali, si vedano questi dati: il comune di Los Angeles ha 3,8 milioni di abitanti, un sindaco e 15 consiglieri. Houston (2,3 milioni) un sindaco, un controller e 14 consiglieri.  Phoenix (1,6 milioni) un sindaco e 8 consiglieri.  San Antonio (1,4 milioni) un sindaco, pagato 4mila $ l’anno, e 10 consiglieri, pagati 20 $ a seduta. San Francisco (815mila) un sindaco e 11 consiglieri.

Roma ha 2,7 milioni di abitanti e 60 consiglieri (forse ridotti a 48). Mediamente in Italia una città di 18.000 abitanti ha 21 consiglieri e 7 assessori.

Idee dei saggi antichi
–          “Così molte nazioni o paesi sarebbero ricchi se il governo non cercasse di farli tali, usando a questo effetto dei mezzi in cose dove l’unico mezzo che convenga si è non usarne alcuno, come nel commercio ch’è più prospero quanto più è libero e men se ne impiccia il governo” (Leopardi)

–          Sindrome nazionale: cercare sempre il colpevole e mai la soluzione.
           Variante: impiccare la soluzione e lasciare libero il colpevole.

–          Gestire male il denaro dello Stato è criminale quanto rubarlo (Cicerone)

–          Il più alto esercizio della virtù si esercita nel governo della cosa pubblica (Cicerone, De Republica I)

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