Published On: Mer, Lug 22nd, 2015

La rivoluzione fiscale di Renzi. Le cose che la stampa non dice

Premessa: non è questione di difendere o offendere Renzi e l’annuncio sulla riduzione delle tasse.
Devo dissentire da (quasi) tutti gli articoli finora pubblicati a proposito della riduzione delle tasse a partire dal 2016. A sentire la stampa, il problema è che si tratterebbe di un annuncio privo di coperture, “berlusconiano”.
Riguardo ai disagi per i Comuni derivanti dallo stop della tassazione sulla prima casa, immagino che al posto dell’Imu ci sarà -come già annunciato, tra l’altro- la tassa comunale generale, che non credo lascerà senza sangue le arterie di Comuni come Roma o Venezia.
Rispetto ai “ragionamenti” fatti sulla mancata copertura economica avrei da eccepire una cosa: in Italia siamo così tanto digiuni di cultura liberale (o è censura?) che nemmeno siamo stati capaci di ricordarci che nei Paesi a bassa tassazione le entrate crescono. Non è solo questione della “curva di Laffer”.
Per esempio negli stessi USA la condizione economica del Texas e di altri Stati a tassazione bassa o flat, è migliore di quella della California, nonostante nella Silicon Valley vi siano Apple e altri big dell’economia mondiale. Ciò anche perché le aziende (e le persone) si spostano là dove pagano meno… Quindi il problema non è soltanto quello delle coperture (che comunque è bene che ci siano, a scanso di equivoci) ma anche quello di passare da una cultura fasciosocialista a un mercato meno gestito dai partiti, dall’apparato burocratico e dalle corporazioni, e più gestito dai cittadini e dall’etica (sì lo so che è il contrario di quanto in Italia tutti predicano: che il “Pubblico” è il “Bene Assoluto hegeliano” mentre il privato sarebbe il “Male assoluto”. Lo diceva Hugo Chavez..  E anche il primo proprietario privato del mondo -il Vaticano- predica contro la proprietà privata…
Comunque, come si può leggere qui, se il (neo) liberalismo è fallito e distrugge l’economia mondiale, come mai tutti vanno a cercar lavoro a Londra come fosse una Terra Promessa, e non corrono a Buenos Aires, Roma o Caracas, o Mosca, o Cuba o in Ungheria?
P.S. Ripeto, non è questione di difendere o offendere Renzi, ma di provarsi ad accendere i fari, prima di lanciarsi nella notte, di provare a considerare più punti di vista senza pregiudizi.
Non c’è prigione peggiore della testa di un essere umano appagato delle proprie convinzioni.
italia tasse europa

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