Published On: Mer, Apr 26th, 2017

Restauro per le sculture del Maragliano nella cattedrale di Chiavari

La Compagnia di San Paolo, nell’ambito del bando “La Grande Scuola di Anton Maria Maragliano”, ha deliberato a favore della Parrocchia Cattedrale di N.S. dell’Orto un importante contributo economico a sostegno del restauro di due casse processionali conservate nella Cattedrale di Nostra Signora dell’Orto. Per rendere possibile a studiosi e cittadinanza di seguire le fasi del restauro è stata individuata una sede per il laboratorio di restauro.
I lavori saranno gestiti dallo Studio Martino Oberto – opere d’arte.
Il funzionario della Soprintendenza Paola Traversone, con la Diocesi di Chiavari (Mons. Francesco Isetti, Direttore dell’Ufficio Diocesano Arte sacra e beni culturali, congiuntamente al parroco pro-tempore e Legale Rappresentante della Parrocchia Cattedrale di N.S. dell’Orto Mons. Gianlorenzo Borzini), daranno il via alle operazioni di recupero conservativo. Le opere verrano ospitate in apposite stanze al piano terra dell’Ex – Palazzo di Giustizia di Chiavari, in Piazza Mazzini.

Il 27 aprile è previsto il trasferimento dalla Cattedrale del primo gruppo scultoreo “San Francesco d’Assisi riceve le stimmate” che sarà verosimilmente ricollocato per San Francesco, il 4 di ottobre 2017, con presentazione da definirsi. Da ottobre 2017 ad aprile 2018 si interverrà sulla seconda cassa processionale “Sant’Antonio Abate nel deserto”. L’iniziativa avrà quindi durata annuale.

Il Cantiere sarà aperto alla cittadinanza nei giorni del mercatino di antiquariato, che previo appuntamento potrà visitarlo. Seguiranno nel corso dell’anno altre iniziative, per esempio conferenze e collaborazioni con le scuole, segnatamente col Liceo Artistico cittadino Luzzati.

Premesse, motivazione e descrizione dell’intervento di restauro
Un grave, ingente e diffuso attacco di insetti xilofagi, infatti, ne compromette la stabilità, soprattutto delle parti aggettanti, e la futura conservazione. L’attacco sembra aver interessato soprattutto la parte inferiore del gruppo scultoreo, probabilmente perchè i tarli amano il silenzio e sono attivi a temperature tra i 18° e i 25 °C. La presenza del rumore dell’impianto di riscaldamento, congiuntamente al principio fisico che porta l’aria calda a salire potrebbe aver ostacolato la loro azione nella parte superiore, quella della raggiera dorata con il Serafino. Inoltre la policromia è cosparsa di innumerevoli fori di sfarfallamento, con zone di raccolta del relativo rosume, depositi di polvere atmosferica visibili soprattutto negli incavi della lavorazione a intaglio, sollevamenti della pellicola pittorica, accumuli e macchie di vecchie vernici alterate e di cera.

Anton Maria Maragliano e bottega (Genova 1664 – 1739)

San Francesco riceve le stigmate Legno scolpito, dipinto h cm 140 San Francesco e angelo, cm 270 Gloria, basamento cm 240 x 155

Collocazione: Chiavari, Basilica della Madonna dell’Orto, Nicchia del transetto (Sinistra)- Provenienza: Chiavari, Oratorio di San Francesco