Published On: Ven, Ott 21st, 2016

Riapre il museo minerario di Gambatesa. Troppi musei? Per l’entroterra servono anche attività produttive

Nei giorni scorsi è stata approvata all’unanimità dalla Commssione sulle Attività produttive una mozione che consentirà la riapertura del Museo minerario di Gambatesa, nel Comune di Né.

Il documento, inizialmente presentato dai consiglieri Sergio Rossetti e Luca Garibaldi del Pd,  nella sua versione definitiva ha recepito alcuni emendamenti presentati dalla maggioranza.

«La giunta regionale – spiega il presidente della III Commissione Stefania Pucciarelli (Lega Nord Liguria-Salvini) – si impegna a trovare le risorse adeguate e finalizzate agli interventi necessari per consentire la riapertura del museo».

 

COMMENTO
La notizia è molto positiva per la val Graveglia ma oramai sono moltissimi i musei minerari, quelli contadini etc etc. Si potranno fare dei percorsi che coinvolgano gli escursionisti su più siti in una stessa giornata, ma di sicuro -oltre alla museficazione- servono anche idee produttive per l’entroterra.
Per esempio, favorire la coltivazione di piante esotiche a scopo fitoterapico, cosmetico etc. che sostituiscano in parte i castagneti abbandonati, e diano un buon reddito. Per esempio con impianti di biogas. Con allevamenti di polli “biologici” (abbiamo idee: contattateci). L’entroterra è un tesoro perduto, da recuperare.
Il modello della prima metà del Novecento era migliore: l’entroterra era pieno di miniere che rendevano denaro e davano lavoro a molte persone; le campagne erano coltivate, e non erano infestate da cinghiali e lupi. I boschi erano puliti.
Pertanto: ben vengano i musei, ma servono anche le attività produttive.

Il trenino di Gambatesa

Il trenino di Gambatesa