Published On: Sab, Lug 6th, 2019

Ricorso al Prefetto per il Puc di Chiavari e le costruzioni dell’area Italgas in via Trieste

A seguito del Consiglio Comunale di ieri sera, il gruppo di minoranza Noi di Chiavari intende fare alcune riflessioni sul caso del Puc e in particolare sulla riqualificazione dell’area ex Italgas di via Trieste.

«Anzitutto – affermano i consiglieri Roberto Levaggi (capogruppo), Daniela Colombo e Silvia Garibaldi – nonostante veniamo continuamente accusati di strumentalizzazione, siamo stati noi a suscitare questo dibattito nelle sedi ufficiali. Ne siamo molto soddisfatti, perché si è potuto parlare in piena trasparenza e senza schermaglie dialettiche che fanno solo il male della città. È grazie a Noi di Chiavari se il tema di via Trieste è stato portato all’attenzione dell’opinione pubblica. Vogliamo tenere i riflettori continuamente accesi perché questo progetto non ci piace e non deve trovare spazio».

Secondo Noi di Chiavari, «è ora questa maggioranza che ha la piena responsabilità di fermare i nuovi palazzi. Che cosa si intende fare? Noi siamo disponibili a dare il nostro contributo costruttivo, ma non possiamo certo sostituirci a chi governa attualmente a Palazzo Bianco. La giunta Di Capua ha tutto il diritto di rivolgersi anche a pareri di professionisti privati, in materia urbanistica. Ma il consulto non andava chiesto sul Piano Casa, o sul Puc della precedente amministrazione lasciato scadere. Questo serviva solo ad alimentare una morbosa velleità di dare la colpa a qualcuno, deresponsabilizzandosi come al solito. Missione non compiuta, questa volta. Piuttosto, i pareri andavano chiesti su come fermare adesso il progetto. Progetto che, è giusto ricordarlo, è andato avanti negli uffici comunali solo negli ultimi due anni, mentre nei precedenti cinque non ci si è mai discostati dalla previsione di parcheggi e verde pubblico. Come mai Italgas ha trovato tutto questo terreno fertile? All’amministrazione Di Capua vogliamo inoltre ricordare che esistono qualificati esponenti regionali che possono fornire consulenze, senza alcun esborso inutile di soldi pubblici».

In conclusione, Noi di Chiavari afferma: «Attendiamo fiduciosi una presa di posizione pratica da parte dell’attuale maggioranza. Nel frattempo, noi ci siamo mossi rivolgendoci al Prefetto affinché possa stimolare una presa di posizione da parte del Ministero di Grazia e Giustizia tramite i suoi organi ufficiali».

Chiavari, la cittadella