Published On: Mer, Lug 22nd, 2015

Rifiuti, la raccolta differenziata in Liguria è un disastro (32%). Colpa di Genova, dove la spazzatura è un’agonia

Un conto in Italia sono i proclami e le parole, mentre ben altro -purtroppo- sono i fatti, i numeri, i dati scientifici. Così, tutti i sindaci si inginocchiano davanti al Dio dei “Rifiuti zero” o della raccolta Porta a porta differenziata. Ma poi i dati sono quelli riportati dalla Regione.
Gran parte della colpa è del Comune più grande, il cui sindaco Doria è sempre stato uno acceso sponsor della differenziata. L’area metropolitana di Genova è praticamente metà regione, ma lo è come una zavorra, almeno in questo caso. Bravi nel Tigullio i Comuni di Portofino, Chiavari e Lavagna, seguiti quest’anno anche da Sestri Levante, i cui dati percentuali di raccolta differenziata sono al 76%, davvero lusinghieri, grazie a un lavoro corale che ha visto impegnata la Docks Lanterna di Genova, l’Amministrazione, e anche le opposizioni.

Aumento complessivo del 2,83% in tutta la regione ma media per comune inchiodata al 32%, ben lontana dal 65% che sarebbe obbligatorio per legge: la raccolta differenziata dei rifiuti rimane un grande problema per la Liguria, indietro da tempo e ancora tra le ultime regioni in Italia nonostante qualche miglioramento in zone ristrette. Un deciso balzo in avanti era d’obbligo, invece si va avanti a passo di lumaca e, in alcuni casi, si va all’indietro come i gamberi. Se a questo si somma la situazione disastrosa delle discariche, che obbliga la Liguria a chiedere aiuto alle regioni confinanti senza alternative praticabili a breve, il quadro globale dello smaltimento dei rifiuti è preoccupante.

La Liguria infatti non ha termovalorizzatori, come in quasi tutte le città (Copenhagen, Londra, Monaco) e nazioni del mondo, né ha un sistema di impianti di biomassa, né ha impianti locali di trattamento e riciclo dei rifiuti differenziati (negli anni scorsi la plastica andava in Lombardia, il vetro in Piemonte, la carta in Cina – vedi immagine sotto – l’umido a Voghera… inquinando e causando più danni all’ambiente del sistema indifferenziato con discarica). Una situazione quasi napoletana che ha bisogno di interventi urgenti. Anzi, la nuova Giunta regionale dovrà misurarsi subito su questo tema, se vuole dare il segno di una differenza dalla precedente, evitando così di perdere subito autorevolezza e credibilità.

Emergenza permanente“, dice senza mezzi termini l’assessore Giacomo Giampedrone: «Sono dati, questi, che noi consideriamo assolutamente negativi, segno anche di una eredità pesante che andiamo ad affrontare e segno anche di una inversione di rotta da compiere nel più breve tempo possibile. Se si considera che la legge prevedeva il raggiungimento del 65% nel 2012  e che a oggi non abbiamo neanche raggiunto lo step del 45%  che in un anno siamo passati da 11 a 16 comuni in regola che non rappresenta  neanche il 10% dei comuni liguri, la situazione è drammatica, esplosiva».

Il dato che desta maggiore apprensione, più che la lentezza con cui il territorio si muove in questo aspetto fondamentale per la qualità ambientale, è la performance negativa di Genova: il comune capoluogo, dove vive più di un terzo della popolazione regionale, è sceso dal 34,27% al 33,71% in un anno. Avanzano invece, seppure di poco, Savona e La Spezia. Sono soltanto sedici i comuni che hanno raggiunto l’obiettivo del 65%: Seborga, Taggia, Noli, Pietra Ligure, Tovo San Giacomo, Vendone, Garlenda, Arnasco, Villanova d’Albenga, Ortovero, Giustenice, Pieve Ligure, Recco, Portofino, Lavagna, Levanto. Ma sono tutti piccoli comuni, che non superano i quindicimila abitanti. Soltanto Chiavari tra i comuni più grandi ha avuto una performance notevole, incrementando di oltre il 20% rispetto al 2013 e raggiungendo il 62%.

 

Nuovo termovalorizzatore di Copenhagen

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carta riciclata 2

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  1. Gatto nero ha detto:

    Se fosse vero sarei arcicontento. Ma qualcuno o qualcuna ciurlano nel manico. Il 76% è solo nei sogni di qualcuno. Che sia aumentata la raccolta,non c’è dubbio. Ma l’avete vista la rumenta che c’è palese o celata in ogni dove? Tanto per citarne una,nello spazio antistante le piscine. E quella dei cani? Mi direte che il senso civico locale o esterno,è andato a farsi benedire. Ma mentre il Docks Lanterna rispetta il contratto e fa il suo dovere,bisogna darne atto,non così il Comune,tanto è vero che gli spazzini sono ormai merce rara e le strade,i marciapiedi e sopratutto le piste ciclabili che sono invase da cartacce,foglie e vegetazione di vario tipo,sono un vero schifo. Parliamo del verde. Vorrei chiedere a chi di competenza,a cosa servono i tubi lasciati a marcire nelle aiuole quando le stesse sono invase dalle erbacce venute secche per l’incuria? A chi tocca aprire l’acqua,sempre che ce ne scorra? E’invano dare i fogli in varie lingue,per gli altri,se chi deve fare il proprio dovere è sordo. Basti vedere le siepi dirimpetto a dove si fermano gli autobus sulla Via Aurelia. Ma basta fare qualche sagra o festa paesana e tutti sono contenti e gabbati. Forse meno i commercianti.

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