Published On: Lun, Mar 11th, 2013

Rifiuti urbani: i sistemi utilizzati all’estero. Idee per Sestri Levante

Una nota su chi organizza l’incontro –l’associazione Sestri2023-. Ognuno di noi ha le sue idee politiche, ma cerchiamo tutti di seguire un principio guida, che purtroppo non è molto diffuso nella maggioranza dei cittadini.
La politica nazionale in questi giorni offre l’ennesimo avvilente spettacolo di una guerra di tutti contro tutti, mentre invece ognuno dovrebbe agire per il bene comune. In alcuni casi –sia chiaro- si tratta di guerre serie e motivate. Ma dobbiamo prima capire, con dati certi, da che parte sia la ragione, di volta in volta. Solo così possiamo fare la scelta migliore. Solo così i cittadini saranno responsabili, liberi, e potranno imporre la democrazia reale su quella formale.

Ripetiamo quindi: le nostre comunità oggi hanno urgente necessità di essere unite alla base e di lavorare per produrre di più e sprecare di meno.

Sarà bene ricordare ai candidati e agli elettori da dove dobbiamo partire. Dalla realtà. Ecco un’infografica del Brooking Institute decisamente scioccante, con i dati globali delle 300 aree metropolitane più grandi del mondo, inclusa quella in cui siamo inseriti: Genova , che è 284ma.

by Brooking Institute

by Brooking Institute

– Lo Stato ha un debito nascosto nei confronti delle aziende di 48 miliardi (altre fonti: 140 MLD)
– Le aziende italiane in quattro anni hanno bruciato 500 miliardi di fatturato;
– Tre aziende su cinque sono costrette a chiedere prestiti per pagare le tasse;
– Negli ultimi cinque anni abbiamo perso 7 punti di Pil e oltre mezzo milione di posti di lavoro;
– Le ore di cassa integrazione autorizzate continuano ad aumentare, a gennaio sono state 88,9 milioni;
– Per la prima volta da mezzo secolo il numero di emigrati ha di nuovo superato quello degli immigrati;
– Monte dei Paschi di Siena, banca più antica del mondo col Banco di San Giorgio di Genova, è quasi in bancarotta.

Nel nord Europa la tassazione sulle imprese è scesa al 22%. In Italia è sopra il 30%. In Turchia si sono avviate privatizzazioni micidiali e si incentivano le nostre aziende di moda a trasferirsi là. In Marocco ci sono aree tax free per le aziende: la Renault ha impiantato a costo zero una fabbrica della Dacia da 400.000 auto/anno. Produrrà un SUV da 9000 euro.

Mentre i numeri sono questi, a Roma c’è chi perde tempo a cercare alleanze politiche, invece di parlare chiaro alla popolazione per dire che è l’ora di rimboccarsi le maniche. Tutti. Facciamolo almeno a Sestri Levante.

Premessa

INCENTIVARE LA RACCOLTA DIFFERENZIATA
In Norvegia nei supermercati ci sono macchine dove vengono pagate le lattine di birra vuote introdotte.
In Brasile in spiaggia i ragazzini fanno la posta ai bagnanti di Copacabana per farsi dare le loro bottigliette e lattine, che producono loro un guadagno, così sottraendoli alla strada. (Noi penseremmo sdegnati a uno sfruttamento dei minori, ma nel resto del mondo  si pensa diversamente: in Brasile come in Olanda o Norvegia, dove i ragazzi liceali lavorano già quasi tutti, di sera nel week end o nel pomeriggio dopo scuola: a 22 anni si sposano e fanno molti figli. L’università è pagata con i primi stipendi futuri.
Quasi ovunque chi produce meno spazzatura o ricicla bene, viene premiato dalle amministrazioni.

trasporto differenziata
Fino a due anni fa, l’alluminio era l’unico tipo di riciclabile che conviene riciclare a livello economico ED ecologico. Tutto il resto o costa di più riciclato (la plastica può costare 1,5x, il vetro fino a 3 volte tanto
) o conviene meno ecologicamente parlando A CAUSA DEL TRASPORTO: la carta riciclata ha in parte disincentivato le tree farm, da cui viene la stragrande maggioranza della carta al mondo, e non da foreste pluviali, contrariamente a quello che la gente pensa, che spariscono per costruire.

EUROPA e MONDO: la spazzatura come fonte di reddito

A Copenhagen ci sono centrali elettriche tradizionali e due termovalorizzatori. La Danimarca (5, 5 milioni di abitanti, circa 3,5 volte la Liguria)) ha abbandonato da decenni l’idea delle discariche a cielo aperto. Nel sito DAC& Cities (Smart cities) si ricorda che in discarica va solo il 3% della spazzatura danese.

Secondo il New York Times “gli impianti di incenerimento danesi producono molte volte meno diossina dei fornelli di casa e dei barbecues dei danesi”. La Danimarca ha 29 impianti che servono 98 comuni. Altri 10 sono in costruzione. In Europa vi sono circa 400 impianti di trasformazione dei rifiuti in energia, soprattutto nel nord (Scandinavia, Germania, Olanda, Danimarca, Regno Unito).

A Copenhagen, la capitale, il 39% della spazzatura viene incenerito per la produzione di energia elettrica. Nel 2004, la produzione di energia dalla spazzatura a Copenhagen ha prodotto elettricità per 70.000 appartamenti: I/S Amagerforbrænding, I/S Vestforbrænding, and Rensningsanlæg Lynetten.
Il resto della spazzatura a Copenhagen viene riciclato.

Nuovo termovalorizzatore di Copenhagen

Nuovo termovalorizzatore di Copenhagen

Il nuovo inceneritore di Copenhagen, che sarà ultimato nel 2016, avrà tre piste da sci (una nera) sul tetto. La centrale elettrica da spazzatura costerà 470 milioni di euro e andrà a sostituire l’adiacente impianto, oramai vecchio di quarant’anni. La pista si estenderà invece su circa 31.000 metri quadrati, mentre gli sciatori raggiungeranno la vetta con un ascensore.

Possibile che i danesi abbiano preferito avvelenarsi, e che siano meno ecologici degli italiani che preferiscono le discariche (purché altrove)?

STATI UNITI
La spazzatura non viene ancora considerata un valore. Anche perché gli USA hanno scoperto nuovo petrolio  e nel Texas dei petrolieri vi sono praterie di pale eoliche, il che ha creato ricchezza nuova aggiuntiva in quello stato. Pertanto negli USA non sono pianificati nuovi impianti di incenerimento anche se il governo federale e ben 24 Stati hanno classificato la spazzatura come energia rinnovabile (!). Vi sono solo 87 termovalorizzatori negli USA, di tipo vecchio per giunta.

La città di New York è molto simile a Napoli anche in questo, non solo nella latitudine: ogni giorno NYc invia 10.500 tonnellate di spazzatura nelle discariche dell’Ohio e del Sud Carolina.

SVEZIA E NORVEGIA

La Svezia importa 800.000 tonnellate di rifiuti dall’estero. Una legge recente ha aperto all’importazione di altre 400.000 ton. Idem in Germania e Cina, che importa dall’Italia oltre un milione di tonnellate all’anno. In Norvegia un servizio della tv di Stato un anno fa era entusiasta per la possibilità di poter importare rifiuti urbani da Napoli –a 3000 km. di distanza.

NUOVE TECNOLOGIE

In Italia vi sono 53 inceneritori. L’utilizzo della frazione umida come fertilizzante non è il top delle soluzioni alternative. Meglio un mix delle tecnologie e un rapido adeguamento ai progressi.

Il sistema di termovalorizzazione può essere migliorato, anche se gli ultimi impianti inquinano meno dei fornelli della cucina. A Montecarlo vi è un inceneritore, e uno anche a Vienna, città verde per eccellenza. L’inceneritore di Vienna risale agli anni ’70. Il che significa 40 anni di guadagno economico, ma anche di effetti nocivi.

Il punto per noi italiani è il ritardo tecnologico ed economico accumulato. Beppe Grillo ha dovuto alla fine accettare l’apertura del termovalorizzatore di Parma della IREN, contro quanto da lui stesso dichiarato. E’ stato un atto pragmatico corretto.  Ma come si può migliorare?
La proposta di legge rifiuti zero è una proposta meritoria, ma rischia di bloccare tutto e tutti e di dare gloria e ricchezze agli arabi e al Venezuela, grazie al diesel consumato. Conviene produrre meno rifiuti, riducendo gli imballaggi ed eliminando il polistirolo dal nostro mare.

Nel 2005 in Germania erano operativi 73 inceneritori e 64 impianti di trattamento meccanico biologico TMB (cioè il tipo di impianto che gli ambientalisti propongono di costruire al posto dell’inceneritore di Acerra); mentre la maggior parte degli inceneritori è stato realizzata tra gli anni ‘80-’90, gli impianti TMB si sono imposti alla fine degli anni ‘90 e sono in forte crescita.

In Italia si producono ogni anno milioni di tonnellate di rifiuti di cui il 35%  sono rifiuti cellulosici, cioe’ carburante…da 14 milioni di tonnellate di spazzatura potremmo ricavare 4,8 miliardi di litri di etanolo, cioe’ il 30% del fabbisogno nazionale, visto che consumiamo ogni anno 16 miliardi di litri di benzina. Per il restante 70% vi sono da sfruttare i residui legnosi industriali e le potature.

Una soluzione consiste nella produzione di biomasse dagli scarti dei rifiuti urbani e dell’agricoltura.

Microgassificatore Gek

Microgassificatore Gek

La soluzione individuata dalla All Power Labs -il Gek gasifier presenta molte novità interessanti, dal momento che si rivolge direttamente all’azienda Agricola o al Comune che vuole produrre ricchezza dai suoi parchi e boschi. Ogni anno infatti bruciamo le potature e gli scarti agricoli, mandando letteralmente in fumo milioni di tonnellate di legno. Una vergogna.
Pensiamo ai nostri uliveti. Ogni contadino può utilizzare dei micro produttori di energia pulita, trasformando le proprie scorie vegetali (incluse le foglie delle pannocchie e una frazione di umido) in energia da utilizzare per l’auto o il trattore elettrico, o per rivenderla in rete, ottenendo in più come scarto del biocarbone (biochar  o  terra preta) da restituire alla terra;

Per i Comuni e i loro parchi e giardini,ogni piazzola di raccolta rifiuti (CRZ) ne potrà avere uno per ridurre la massa e il volume del rifiuto vegetale legnoso di parchi e giardini, l’energia elettrica potrà essere immessa in rete e il biocarbone potrà essere usato per assorbire gli odori della frazione dell’ “umido” che andrà nelle centrali di biogassificazione, assieme al letame e ai liquami umani, producendo altra energia elettrica tramite batteri”.

La pietra di volta nell’utilizzo degli scarti di legno è la pirolisi, che consiste nel riscaldare gli scarti senza la presenza di ossigeno, sviluppando gas che producono energia tramite un microreattore. In questo modo si ottiene energia elettrica e termica, che può essere utilizzata per il riscaldamento di serre, stalle e case.
Al di là dei benefici ambientali, anche i vantaggi economici dei microgassificatori sono notevoli, rispetto a fotovoltaico ed eolico. Con un investimento iniziale di 40.000 euro, oltre agli allacci e il tempo dedicato alla raccolta degli scarti lignei e a caricare la caldaia, l’impianto si ripaga in 7000 ore di funzionamento, cioè in  due anni. Il fotovoltaico invece ha un rientro dei costi superiore ai dieci anni.

In Trentino vi è il progetto Destroyer, che utilizzerà ogni tipo di sostanza organica. Utilizza un sistema di accelerazione della decomposizione termo chimico senza combustione. Si tratta di un sistema modulare, ognuno dei quali può gestire da 3 a 5 tonnellate di rifiuti umidi al giorno per ricavare metano ed energia.

Sistema Comuni virtuosi. Rifiuti zero (Capannori, Levanto etc.). E’ un buon sistema, ma non funziona se utilizza un ciclo di trasporti altrove, ambientalmente non vantaggioso, alla fine. Servirà quindi riciclare il più possibile in loco, e convertire i rifiuti in energia, nel modo più redditizio ed ecologico possibile.

SESTRI LEVANTE

700 tonnellate in meno in discarica, quest’anno.

A Sestri Levante la frazione umida viene raccolta solo nelle grandi utenze (ristoranti, mense, aziende, hotel etc.), mentre in comuni agricoli come Moneglia, Castiglione o Casarza si è attivata una raccolta dell’umido con le compostiere condominiali.

Mentre Sestri Levante ha una propria discarica, attiva ancora per anni, gli altri Comuni devono portare la spazzatura fino alla discarica di Scarpino.

Sestri Levante inoltre gestisce con i propri dipendenti comunali la raccolta della spazzatura indifferenziata.

Differenziata: Aimeri -Indifferenziata: Comune

Differenziata: Aimeri -Indifferenziata: Comune

Per la differenziata invece si utilizza l’Ecocentro di Bargone, col servizio di Aimeri ambiente, azienda in crisi spaventosa. A differenza di altri comuni, ciò potrà evitarci una grave crisi in caso di fallimento, con la spazzatura umida in strada, stile Napoli.

Da Bargone poi la differenziata viene trasferita in altre regioni, con un costo ambientale troppo alto. Per l’Ecocentro di Bargone è attiva una gara dovuta all’arrivo di 800.000 euro dalla Regione (la metà già arrivata). Si procederà al miglioramento viario, degli spogliatoi, del deflusso delle acque.

Il servizio di Aimeri non è all'altezza. Il nostro modello dev'essere Singapore, la Svizzera...

Il servizio di Aimeri non è all’altezza. Il nostro modello dev’essere Singapore, la Svizzera…

NUOVA GARA
Il nuovo bando sarà pronto entro l’estate, e sarà europeo (con vincoli) e vale quasi 20 milioni di euro.

Il servizio di raccolta ha mostrato limiti ormai inaccettabili. Ma anche quello della pulizia delle strade, dei cestini mancanti e sporchi, il carrugio che dev’essere uno specchio lavato più volte al giorno d’estate.

Comune di Lerici

Comune di Lerici

Vi sono elementi positivi recenti, come la raccolta dell’olio vegetale esausto e i distributori di acqua (che producono meno consumo di plastica). Molto dipenderà dai criteri del nuovo bando.

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