Published On: Mer, Mar 8th, 2017

Riqualificazione di Preli e depuratore al Lido: Levaggi spiega e accusa

Duro comunicato (siamo in campagna elettorale) del sindaco Levaggi a proposito della riqualificazione di Preli (su cui su Tigullio News abbiamo dato alcuni input):

“Leggo e sento in questi giorni parecchie critiche a proposito del progetto di riqualificazione di Preli. Si parla impropriamente di “colate di cemento” e di “speculazione”, usando argomenti e termini pretestuosi per il mero scopo della campagna elettorale.

Ci tenevo a ristabilire un minimo l’ordine delle cose, perlomeno con le persone intellettualmente oneste.

Dopo trent’anni di degrado, uno degli impegni miei e della mia amministrazione è stato quello di riqualificare questa zona, da sempre una delle più suggestive e di maggior pregio di tutta Chiavari.  Lo abbiamo fatto grazie all’apporto di capitali privati, in assenza dei quali niente sarebbe stato possibile. Però, pur dentro a una progettazione privata, la città di Chiavari potrà godere di un’adeguata contropartita.

Parlo di ben quattro milioni di euro di opere pubbliche, a cominciare da una nuova passeggiata a mare che partirà da Piazza dei Pescatori e arriverà sino al Gruppo del Sale. Inoltre, verranno realizzati nuovi spazi verdi e locali da destinare alle società sportive.

Val la pena ricordare che questo progetto risale agli anni 2001/2002, quindi ben prima che s’insediasse la mia amministrazione. E vale soprattutto la pena rimarcare che il volume complessivo degli edifici di questo progetto è del 40% rispetto a quello occupato dal vecchio cantiere. In altre parole, parliamo di un 60% di ingombro in meno. Allego gli studi volumetrici (peraltro fatti dal figlio del mio predecessore) e la relazione del 2014 che conferma quanto detto.

Forse qualcuno preferiva questa zona completamente degradata, ricolma di erbacce e spazzatura, occupata dai rom e ricettacolo di criminalità?

È chiaro che sotto il profilo visivo si tratta di una trasformazione pressoché radicale. E capisco anche che non si sia più abituati a vedere volumetrie in quella zona, visto che, dopo la demolizione del cantiere nei primi anni Duemila, la pratica si è intoppata anche per via delle ben note vicende giudiziarie che hanno visto condannato in via definitiva il mio precedessore e suo figlio. Ma pur senza ingombri, lo ripeto, si trattava di una zona completamente degradata. Peraltro il progetto è stato nettamente migliorato prevedendo due palazzi al posto di uno solo, in modo da lasciare più luce.

Insomma, stiamo parlando di una ferita aperta, a due passi da quel mare che da anni ottiene la bandiera blu. Ribadisco quindi con orgoglio il gran merito della mia amministrazione di aver sbloccato l’iter da tutti i contenziosi e di aver permesso il rinnovamento della zona. Peraltro, non avremmo più potuto opporci al progetto (erano già stati versati circa 320mila euro di oneri e rischiavamo di finire in causa), ma siamo riusciti a limarlo portandolo al 40% dei precedenti volumi. Il tutto con l’approvazione da parte della Soprintendenza.

Ora attendiamo con ansia la sistemazione definitiva con la nuova passeggiata, il ripascimento dell’arenile (che non verrà assolutamente rimpicciolito e resterà spiaggia libera) e il rafforzamento della diga frangiflutti. Il tutto sempre nella massima trasparenza e senza speculazioni.

Perciò respingo al mittente l’equazione Depuratore al Lido = Speculazione edilizia a Preli. Se poi per città “Slow” alcuni intendono degrado imperante, abbandono e un depuratore che tra pochi anni entrerà in infrazione, allora sono fiero di pensarla diversamente da loro e, da chiavarese innamorato della mia città, sono felice di aver amministrato sinora al posto loro.

Sarà mia cura non solo evitare qualsiasi variazione ai progetti e agli impegni presi, ma anche spiegare, come ho già annunciato, il progetto del depuratore di vallata al Lido e le ragioni per cui questo non potrebbe mai essere costruito sull’attuale sito di Preli. Depuratore al Lido che, ripeto, sarà completamente interrato, a impatto ambientale zero, con tecnologie di ultimissima generazione e con il punto di emissione lontano duecento metri dalle prime abitazioni.