Published On: Mar, Lug 2nd, 2013

Ritratti di mestieri: i ragazzi dell’Itis faranno stage presso aziende

Il progetto “Ritratti di Mestieri” dell’Istituto Istruzione Superiore Natta, è volto allo studio diretto della grafica e della tecnica fotografica, oltre che allo studio dei programmi di grafica professionale (Photoshop etc.) e alla produzione di video, al montaggio, all’allestimento di scenografie etc.

Se va bene -come speriamo- si tratterà di una serie di stage da fare presso aziende del territorio. In tal caso sarà cosa molto utile. Le aziende che hanno aderito ed elaborato un programma sono Arinox, Duferco, G.i.s.a. hanno accolto il progetto e stanno valutando come svilupparlo Poste Italiane e Faci.

I ragazzi che hanno partecipato agli incontri pre realizzazione documentari, hanno manifestato l’interesse ad iniziare subito il percorso formativo, nasce così l’idea “Ritratti di Mestieri” che vuole coinvolgere con foto, riprese e interviste, artigiani, commercianti e lavoratori per raccontare Sestri Levante attraverso chi viene identificato da turisti e visitatori come prima accoglienza e riferimento del territorio.

Nelle scuole private serie e in quelle pubbliche serie (il British Institute, le statali francesi…) gli stage iniziano fin dai 14 anni di età (e anche prima) e sono la parte centrale dell’esperienza formativa. In Francia gli studenti di medicina cominciano lavorando negli ospedali, facendo i compiti più umili e ingrati.
Anche in Italia un tempo era così, ma erano anni insieme migliori e peggiori di questi. Così i ragazzi lavoravano d’estate e studiavano d’inverno. A 14 anni si aveva già una ampia formazione, utile a capire la società, il lavoro e l’importanza dello studio per migliorarsi rapidamente.
Oggi tutto questo è proibito dalle leggi che vorrebbero dare lavoro ai giovani. Sotto i 18 anni c’è solo il ciucciotto: niente possibilità di lavorare dopo le 22 (quando a 13 anni ci sono ragazzi che vanno in discoteca fino a notte fonda). L’ipocrisia è al governo. Viva gli stage, allora, con l’augurio che dai “ritratti dei mestieri” si passi poi al lavoro.

Scuole medie Sestri

Scuole medie Sestri

Displaying 8 Comments
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  1. Save the children ha detto:

    Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Ormai si è trincerato dietro il ciucciotto e guai se uno la vede in altro modo. Lo stage con il lavoro non c’entra nulla, qualsiasi studente,non scolaro,può fare lo stage. E dopo ritorna a scuola se è in periodo scolare. Lo dico perché due stagiste provenienti dalla scuola sono state per un certo periodo di tempo,senza essere retribuite,presso un ufficio pubblico,col nuovo anno scolastico,essendo minori,sono ritornate a scuola. Con qualche nozione in più. E così succede anche nel privato. Certo se uno va da un qualsiasi datore di lavoro e gli chiede se vogliono prendere il figlio/a e quanto gli darebbe per tenerlo a bottega,non credo che si trovi nessuno disposto a dargli credito. Anche perché il soggetto,almeno che si tratti di un genio,non conosce niente del lavoro. Per uno stage,e chiedo scusa se ripeto,senza contributi,salari o stipendi,allora la cosa cambia. Il vantaggio è reciproco,il ragazzo/a impara e a chi fa fare lo stage non costa nulla. Poi se il ragazzo/a si dimostra,durante lo stage,degno di essere preso in considerazione,alla fine dell’obbligo scolastico può essere preso,da un privato,in pianta stabile. Per il pubblico ci vuole sempre un concorso. E finalmente prenderà il lavoro,sempre che si sia tolto il ciucciotto.

  2. Roller ha detto:

    Save The Children mi sembra che non centri il bersaglio (o non lo vuole centrare). Non ho nulla contro questi stages che sono ipocrisia illusoria. Mi trovi un solo PERITO elettrotecnico uscito dall’ITIS che faccia il Perito e poi ne riparliamo.
    Roller esplica la sua “ironia” contro i sindacati e le leggi sul lavoro.
    Roller ha un figlio che, diciassettenne, vorrebbe farsi onestamente un po’ d’argent de poche estivo non avendo debiti scolastici ed essendosi fatto onore a scuola.
    Ha trovato solo porte sbattute in faccia perché non ha 18 anni.
    Quindi il cronista ha la mia stessa ironia nello scrivere “Sotto i 18 anni c’è solo il ciucciotto: niente possibilità di lavorare dopo le 22 (quando a 13 anni ci sono ragazzi che vanno in discoteca fino a notte fonda). L’ipocrisia è al governo.”.
    Ma, evidentemente, Save The Children pensa che il ciucciotto bisogna ficcarlo in bocca anche quando uno non lo vuole …

  3. Save the children ha detto:

    Stage indica un periodo di tirocinio formativo senza retribuzione,né viene aggravato da carichi contributivi. Anche se qualcosa è cambiata in questi ultimi tempi.
    Questo avviene dopo aver assolto l’obbligo scolastico. Per cui trattasi di una situazione che non si configura come rapporto di lavoro. Come invece si sostiene da qualche parte. Comunque, per poter accedere al tirocinio devono essere soddisfatte due condizioni:
    1) aver seguito almeno 10 anni di scuola (quindi le 5 elementari, le 3 medie e 2 anni di superiori).
    2) aver già compiuto 16 anni.
    Se poi Roller disattendendo sia la redazione sia chi scrive,credo che abbia ragione lui,vigendo anche per queste piccole cose che chi grida di più (in questo caso chi scrive di più)ha senz’altro ragione. Nessuno gli nega di credere come vuole,siamo in democrazia.

  4. Roller ha detto:

    Cara Redazione, lo dica al diciassettenne che, promosso senza debiti, con un ECDL e un ECDL Web Editing, magari vorrebbe supplire un suo omologo in ferie in un ufficio.
    No, non può perché non ha 18 anni.
    Ma si adatterebbe anche a portare a domicilio le pizze …
    No, perché non ha 18 anni …
    Io, da studente, lavoravo in una nota trattoria quando il termine “lavoro in nero” ancora doveva essere coniato. 3000 lire + le mance = 5000 quando andava bene * qualche omaggio del proprietario (meno tirchio della moglie). Era una pacchia.
    Save the children mi dice: “noooo, sono “studenti”!

  5. Redazione ha detto:

    Mi sembra che abbiate ragione tutti e due, Roller e Save the children…

  6. Roller ha detto:

    Ma sono io che scrivo troppo serioso?
    Chiarisco: “formazione” al lavoro: abbiamo una società ipertrofica di formatori.
    Un diciassettenne che vorrebbe guadagnare qualche soldo onestamente, che fa? Niente, grazie ai sindacati ecc.
    “Savethe children” ometti i tre puntini e concludi.
    In modo univoco.

  7. Save the children ha detto:

    Roller questi sono studenti e non lavoratori. Si preparano per quando usciranno dalla scuola. Visto che ci sono tanti supermercati già organizzati,non possono,per contratto, andare a portare le cassette di verdure come si faceva una volta. Intanto come dicono a Napoli,nessuno nasce imparato, quindi…….- Questo non si tratta di sfruttamento di lavoro minorile,visto che a scuola bene o male ci vanno. Nel sud (sempre per restare in Italia)invece esiste,tant’è che tanti minori saltano la scuola per andare a lavorare e per aiutare le proprie famiglie(ma questo è un altro discorso). Coloro che impropriamente marinano,sono costretti dalla forza pubblica ad assolvere l’obbligo scolastico. Per cui…..

  8. Roller ha detto:

    “Oggi tutto questo è proibito dalle leggi che vorrebbero dare lavoro ai giovani. Sotto i 18 anni c’è solo il ciucciotto”…
    Mai nessuno lo disse con tanta chiarezza. Negli anni ’60 mi facevo onestamente qualche soldo portando in bicicletta cassette di verdure a domicilio.
    Poi i sindacati…
    poi il ’68…
    oggi si chiama “sfruttamento di lavoro minorile”.
    Ovvero: abbondiamo di “formatori” al lavoro ma di lavoro non se ne vede …
    A nessuna età.

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