Published On: Mer, Ott 7th, 2015

Riunione del Consiglio Metropolitano sul depuratore “Iren”. Levaggi diserterà la seduta: è rottura

L’assemblea della Città Metropolitana di Genova si riunirà oggi alle 15.30. Il sindaco di Chiavari Roberto Levaggi (vicepresidente dell’ANCI ligure e membro del Consiglio) diserterà la seduta (perché “parte in causa” e perché “per legge la CM non dovrebbe occuparsi del tema”).
Oggetto dell’incontro “Prendere atto della scelta del depuratore comprensoriale unico alla colmata di Chiavari e dare seguito “confermandola per quanto di competenza” alla decisione dell’Assemblea d’Ambito Territoriale (ATO).”

Non si capisce a cosa serva la “presa d’atto”, in vista di un braccio di ferro con la Regione, che sembra essere contraria al depuratore unico del Tigullio orientale a Chiavari. La delibera propone anche di approvare “quale parte integrante e sostanziale del provvedimento” la documentazione valutativa presentata dal Gestore d’ambito e dalla società Industria Ambiente s.r.l., una società che si occupa soprattutto degli aspetti chimici degli impianti, se è vero -come risulta- che è fondata e formata da quattro chimici e da nessun ingegnere.

IL PECCATO ORIGINALE DEL PD

Il progetto ha un problema di fondo: sembra destinato a Iren senza concorrenza (il che sarebbe più da Corea del Nord che da uno Stato della UE), per un’opera di circa 80 milioni di importo (includendo le condutture sotto il mare e/o sotto la spiaggia di Cavi di Lavagna) senza gara di appalto europeo. Inoltre il depuratore comprensoriale unico in Colmata a Chiavari avrebbe costi ambientali, tempi e costi economico/energetici troppo elevati rispetto alla soluzione del doppio depuratore in due vallate distinte.
In fondo a Santa Margherita e Rapallo ci saranno due depuratori a 4 km. di distanza, e la Città Metropolitana non ha fiatato né si è scandalizzata.
L’impianto unico a Chiavari coprirebbe invece un’area di 25 per 20 km (da Castiglione Chiavarese/Moneglia a Chiavari, oltre l’entroterra), e ha costi elevati e tempi di realizzazione in stile Gronda di Genova (“iniziata” metafisicamente negli anni ’80).
Per questi motivi l’opera rischia di abortire, e ciò può dare all’opinione pubblica una cattiva immagine del Pd ligure, che sul depuratore “Iren” è l’unico sponsor (e già questo è anomalo), e che “grazie” alla “sponsorizzazione” dell’opera ha già perso le elezioni comunali di Lavagna. Forse anche molti voti del Tigullio sono stati persi dal Pd a causa di questa vicenda nelle recenti elezioni regionali, perdute anche quelle dallo schieramento guidato da Raffaella Paita. Insistere su questa linea appare suicida e illogico, se si considerano gli aspetti ingegneristici delle due opzioni possibili.
no depuratore unico

Leave a comment

XHTML: You can use these html tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>