Published On: Lun, Giu 5th, 2017

Roberto Bagnasco: Forza Italia è decisiva per le elezioni, a Chiavari e in Liguria

Intervista esclusiva a Tigullio News di Roberto Bagnasco, coordinatore provinciale di Forza Italia, già sindaco di Rapallo e consigliere in Regione Liguria.
Per le elezioni amministrative e per le probabilissime elezioni politiche di settembre, un punto di vista importante, in una regione amministrata dal centrodestra.

Partiamo dalle elezioni nel Comune di Chiavari
E’ un Comune importante, dove F.I. si è impegnata per realizzare una lista fondata sulla nuova politica. Dopo lo scioglimento del PDL, non avevamo più una rappresentanza diretta nell’Amministrazione, e inoltre vogliamo portare avanti il processo di rinnovamento che sta dando buoni frutti in tutta Italia…

Come?
…Proponiamo candidati non legati alla vecchia politica e ai suoi giochi: vogliamo dare forza alle persone competenti: per questo motivo la lista di F.I. a Chiavari propone persone giovani e capaci nel loro settore professionale. Lavoriamo su queste basi: organizzazione, progetti che diano risultati, e sviluppo economico senza elargizioni. In breve: cerchiamo il consenso attraverso il merito, e questo è il solo criterio valido in una politica e in una società sane.
Inoltre faremo in modo, in vista delle elezioni politiche, di eleggere un parlamentare che rappresenti le istanze della Riviera di Levante.

Lo farete grazie all’alleanza con Salvini e la Meloni, presenti con Toti all’avvio della campagna elettorale di Levaggi?
La linea di Toti è vincente: lui è forte perché lavora meglio dei suoi predecessori, e perché rappresenta – in Liguria così come in Italia- un’alternativa concreta. Il suo metodo aperto ad altri movimenti e partiti lo abbiamo adottato qui a Rapallo, e poi a Savona e La Spezia.

Cosa dovrebbe fare Roberto Levaggi nel corso del secondo mandato?
Il depuratore va fatto, presto e bene. Le opposizioni che dicono di no, lo fanno solo per strumentalizzazione politica, ma è un atteggiamento gravissimo: vogliono far perdere a tutti noi altri 5 anni in discussioni?
Poi Chiavari deve essere sempre più il punto di riferimento del Tigullio. Dopo la perdita del Tribunale, lo è ancora per le scuole superiori, ma deve crescere di più la sua funzione di Comune coordinatore tra i Comuni del Golfo e dell’entroterra.

Intanto, col trasferimento del Tribunale a Genova Chiavari si ritrova con due palazzi vuoti: uno storico, e uno nuovo di pacca. Entrambi inutilizzati…
Il governo ha dimostrato inefficienza e poca comunicazione tra i diversi Ministeri. Da un lato investiva per costruire il nuovo Tribunale, dall’altro ne progettava il traferimento… Finora sono stati 14 milioni buttati via.

Il centrosinistra propone di trasformare il vecchio tribunale in un palazzo della cultura…
Non sono d’accordo: si rischia di fare l’ennesimo spazio museale, dove fare eventi e qualche convegno. Attualmente, in tutto il Tigullio ve ne sono già molti, e Chiavari ha già spazi museali da consolidare, un auditorium da dover gestire e manutenere, e un Palazzo Rocca da rilanciare. In Italia finora si è gestita la cultura come centro di spesa e di lavoro affidato agli amici. Mentre la cultura può essere alla lettera una fonte di ricchezza, come avviene per esempio a Londra, dove i musei pubblici sono gratuiti e in attivo… Vedo che anche la magistratura ha bloccato alcune nomine meritocratiche di dirigenti museali: sarebbe un delitto restare nella palude dei nostri Beni artistici. Meglio lavorare per migliorare gli istituti scolastici di Chiavari, piuttosto.

Tonino Gozzi potrebbe supportare, da privato, il processo di rinnovamento e sviluppo di Chiavari, nel secondo mandato di Levaggi?
Gozzi non è del nostro partito, è un indipendente che per me è un valore aggiunto per il Tigullio, e non solo perché è un grande industriale. Stimo le sue iniziative. La Virtus Entella, che è la mia squadra del cuore, è una delle squadre meglio organizzate d’Italia, e dà lavoro a molte persone. Lo stesso sta avvenendo con Wyscout e Wylab.

Il consigliere regionale Claudio Muzio è un riferimento importante per il Tigullio?
Muzio è stata una sorpresa positiva per altri, ma non per me. Avevo avuto modo di apprezzare il suo impegno e la sua interattività col territorio già quando era sindaco di Casarza ligure. Fa benissimo il suo lavoro: è una voce del territorio, e non un megafono di partito. Forza Italia -se porterà a fondo il suo rinnovamento- ha la missione di essere al servizio di tutti, non di una parte. A partire dagli ultimi. Noi cerchiamo di fare per loro più di quanto abbiano fatto coloro che li utilizzano come bandiera. Parliamo dei poveri, ma anche dei lavoratori a rischio, dei disoccupati. Senza sviluppo non c’è futuro. E chi è politicamente ancora troppo vicino a chi proponeva e glorificava [Serge Latouche, NDR] la “decrescita felice” può essere credibile come protagonista della crescita?
Lavoreremo per avere un rappresentante del Tigullio anche nella Giunta Regionale, nel futuro. Claudio Muzio è una persona concreta: poco spettacolo, e molti fatti. A Rapallo, per esempio, ci ha dato una mano nel reperire i finanziamenti regionali per il torrente San Francesco, che era una priorità per la sicurezza ambientale.

Il centrodestra conquisterà anche Genova?
Quella è una partita molto difficile, anche se non impossibile. C’è la possibilità di vincere, grazie a una combinazione di fattori: la qualità del nostro candidato, e il grande aiuto fornitoci dal caos candidature di M5S e dalla amministrazione a dir poco anemica del sindaco Doria.

A Lavagna si dovrà ricostruire una città, e anche il partito?
Le infiltrazioni mafiose a Lavagna sono state un problema per la città e per tutti i partiti. Il nostro in quel Comune aveva una connotazione vecchia e alcune di quelle persone hanno seguito una strada senza uscita, il che rinforza il nostro impegno di rinnovamento per allontanare persone e politiche sbagliate per tutti, non solo per noi.
Io posso testimoniare qual è stata la mia militanza e il mio comportamento in politica: in Regione Liguria sono stato uno dei 4 o 5 consiglieri non indagati su 40 in totale.

Parliamo di suo figlio Carlo, sindaco di Rapallo. Diventerà lui il politico di famiglia?
Dicono che mi abbia già superato. Del resto, è nato nella nuova politica: è profondamente onesto, e conosce bene i meccanismi delle società moderne. Porterà Rapallo in avanti, come la città merita, rendendola una capitale del turismo internazionale.
Quando -giorni fa- abbiamo festeggiato in famiglia il suo 40° compleanno, gli ho augurato di avere figli che gli diano le stesse soddisfazioni che lui ha dato a me.
Certo deve fare attenzione e muoversi bene, imparando dagli errori. Ma sa essere un buon leader, e giustamente parte dalla buona organizzazione della macchina comunale.

Dicono che suo figlio Carlo si possa candidare per il Parlamento già a settembre…
Non credo, ma comunque la scelta è sua. Una cosa è sicura: ama profondamente la città che sta amministrando.