Published On: Mar, Giu 13th, 2017

Roberto Bagnasco: il metodo Toti è vincente, da Chiavari a Genova… a Roma

Roberto Bagnasco incrocia le dita, ma -in attesa del ballottaggio- il risultato del primo turno delle elezioni amministrative a Genova e provincia è eccellente per Forza Italia, partito di cui è dirigente provinciale. Ecco un’intervista, utile a fare il punto prima del secondo turno.

A Chiavari si conferma il sindaco uscente Levaggi. Genova è stata una sorpresa, ed era un test nazionale…
Il voto dei genovesi è positivo per i cittadini di quella città e per la Liguria. Non dimentichiamo che quasi la metà dei liguri abita a Genova. Le prospettive che si aprono sono importanti: i cittadini sono stanchi di sindaci succubi delle cooperative o delle aziende partecipate, di politici che hanno costruito una torre di Babele come gli Erzelli, senza realizzare né la circonvallazione autostradale di una metropoli, né un aereoporto internazionale, mentre è ancora lontana la realizzazione del Terzo Valico ferroviario, indispensabile per dare ossigeno ai porti di Genova e Savona.
Inoltre -se Bucci confermerà il successo del primo turno-, Regione e Città Metropolitana non remeranno in direzioni diverse, ma si muoveranno con la stessa cultura amministrativa, che per noi è sintetizzabile nelle parole: sviluppo integrato.

Cioé?
Sviluppo coordinato di industria tecnologica, turismo, ambiente e servizi ai residenti e ai turisti.

In bocca al lupo, ma è difficile: Genova è scivolata verso il sud Italia, secondo alcuni indicatori economici, demografici e persino sociali. L’idea è di portare la Liguria verso il livello raggiunto dal Trentino?
Toti lavora duro e bene: i risultati si vedono proprio col consenso degli elettori in queste elezioni.

Ma le partite non sono ancora chiuse. Persino a Chiavari, dove il margine è ampio, Levaggi non può sottovalutare Di Capua.
Di Capua non può andare al di là di quanto ha ottenuto finora. I voti degli elettori di centrosinistra non andranno certo a un politico legato alle giunte di Vittorio Agostino. Ci sarà una ulteriore astensione dal voto (tra l’altro si va verso le vacanze estive) ma confido che le preferenze aggiuntive andranno a Levaggi, un democratico che sa andare oltre lo steccato ideologico, quando necessario, pur di ottenere risultati. Penso al depuratore comprensoriale che si voleva imporre alla città, e a molti altri casi.

Cama era un candidato ottimamente profilato, eppure ha perso…
Ha pagato errori non suoi: le spaccature delle mille sinistre e del Pd… Orlando, Bersani, Renzi, Speranza, Civati, Pastorino… Ognuno con la propria soluzione: come si può pensare che gli elettori non siano, come minimo, disorientati dalle proposte del PD?

La Spezia è la città di Orlando e della Paita…
Lì c’è la partita più difficile: si combatterà sul filo di pochi voti. Ma anche a La Spezia c’è voglia di cambiamento, di uscita da modelli Novecenteschi che hanno dato prova della loro incapacità di affrontare i problemi del mondo globalizzato. Anche a La Spezia abbiamo un candidato forte, che viene dal sindacato ed è inclusivo e legato al mondo del lavoro. Possiamo poi sfruttare le lacerazioni tra Orlando, Paita e Forcieri.

Quello dei Cinque Stelle è un naufragio definitivo?
Si deve fare attenzione: al momento il M5S non ha nulla da dire agli elettori e nulla da dare al Paese, perché non ha nessuna cultura politica o economica di riferimento. Non è socialista né postcapitalista né altro. Ma se i partiti e i movimenti più strutturati, che quindi possono risolvere i problemi nazionali, continuano a perdere tempo nella costruzione di uno Stato più dinamico ed efficiente, con meno burocrazia e ostacoli ai cittadini…

Ieri scrivevo che in un anno le aziende hanno oltre 1100 appuntamenti anuali col fisco, e nel 90% delle volte si tratta di pagamenti. Non dico diminuire le tasse (che vengono poi a impattare sugli stipendi), ma almeno ridurre i 900 pagamenti sarebbe l’abc di una buona politica.
Dobbiamo andare in questa direzione, se vogliamo salvare il Paese e le sue istituzioni. I ritardi non hanno più scuse.
E, parlando di ritardi, se il M5S avrà altro tempo per trovare persone competenti e una cultura politica un minimo strutturata, allora avrà ancora voce in capitolo.

Ma al momento il tripartitismo è morto?
No. Come dicevo prima, per fare i funerali ci vuole il morto. E i Cinque Stelle sono solo ammalati.

Parlavo di tripartitismo pensando alla legge elettorale: il maggioritario (magari non così pesante come in Francia, dove si pensa a inserirvi una piccola quota di proporzionale) è l’unica strada per dare governabilità a una nazione che ha avuto 64 governi diversi in 70 anni di Repubblica…
Sa cosa le dico? Cambiare la forma delle elezioni e la forma dello Stato è molto importante. Ma in questo momento sento di dover ribadire che per realizzare qualsiasi cosa ci vogliono buone idee e buone azioni. Ovvero: possiamo fare la migliore legge del mondo, ma ciò che poi conta sono i contenuti, le scelte che una nazione fa per la sua crescita.

Roberto Bagnasco