Published On: Lun, Set 2nd, 2013

Ruspe e robot per sistemare la “Chiusa”, madre degli allagamenti di Sestri

Il Comune di Sestri Levante ha deciso di prendere il toro per le corna, dopo l’ultimo allagamento, che ha evidenziato seri problemi al tratto finale della Chiusa, il canale di deflusso delle acque bianche che scorre da Cantine Mulinetti fino al porto di Sestri Levante, passando sotto al carruggio, davanti al palazzo del Comune e in passeggiata a mare.

Una “indagine autonoma preliminare” di M5S (Martino Tassano e Francesco Muzio) aveva evidenziato una serie di problemi, con un “tappo” di terra che bloccava una delle due uscite della chiusa in mare.

Il tappo “forse è inutilizzato“, a quanto ci è dato di apprendere, in quanto parte della vecchia uscita della Chiusa poi prolungato. Ma non c’è certezza. Ulteriori chiarimenti nelle prossime ore.

Comunque sia, ciò non toglie che non ci fossero seri problemi (ormai riconosciuti da tutti). Questa mattina i lavori si sono svolti alla presenza di due consiglieri comunali (Tassano e Piero Benvenuto), dell’assessore Calabrò, di tecnici comunali, di operai specializzati, dell’ingegnere Fresia.

Il primo serio problema che abbiamo potuto constatare è la mancanza di una mappatura del tracciato del tratto finale del canale. Una mancanza grave che nasce circa 40 anni fa, ma cui si dovrebbe provvedere immediatamente.

Altro problema: almeno 3 o 4 tombini completamente intasati di sabbia fino alla griglia esterna.

Problema strutturale: la pendenza tra piazza Matteotti e lo scarico in mare è praticamente negativa. Ovvero, l’ultimo tratto del canale scorre in leggera salita, e non riesce a scaricare i residui.

Problema risolto: nel tratto di spiaggia dove ci sono le barche gestite dall’associazione La Caladda, vi era una tubazione rotta, che convoglia le acque che scendono dall’Isola e dalla chiesa S.M. di Nazareth verso la Chiusa (sempre nel tratto della “Caladda”). Si notava nella sabbia una buca (“fornello”), che indicava la tubazione rotta. La escavatrice ha riportato in luce il vecchio tubo, completamente aperto, che probabilmente ha spinto sabbia vero la condotta principale della Chiusa. Il robot utilizzato per esplorare il tratto finale della tubazione rotta fino alla Chiusa interrata sotto la sabbia, è poi caduto nella stessa. Nel pomeriggio si è provveduto a scavare là dove i canali si intersecano (per capire come si è utilizzato un sonar). Si provvederà così a rimuovere la sabbia accumulatasi nei decenni. Altra sabbia è stata tolta da una bocchetta di piazza Matteotti, davanti al Comune. Nella spiaggia della “Caladda” si è trovato un cavo elettrico recente dal quale passa con ogni probabilità corrente elettrica, posto sotto la sabbia a non più di 10 cm. di profondità. Problema da risolvere con velocità

Consiglieri e l’assessore Calabrò convengono sulla necessità di trovare la soluzione, evitando nuovi allagamenti.
Il Comune provvederà inoltre a indagare e mappare gli scarichi posti nei locali e nelle abitazioni di via XXV Aprile (il carruggio). L’ultimo controllo in via della Chiusa ha evidenziato che locali e alcune case scaricavano la fognatura nei tombini delle acque bianche. Ecco perché da molti tombini del centro provengono cattivi odori…

Resta da controllare con attenzione il punto di incrocio di vico Lombardo, quello dove la volta della “Chiusa” è stata abbassata di mezzo metro per permettere il passaggio di tubazioni dell’acqua e di cavi elettrici.

Interessante discussione ai bordi dell’area di lavoro: i bagni e le docce pubbliche della passeggiata a mare e dei giardini Mariele Ventre sono una vera piaga per il Comune (cioé per le casse dei cittadini). I bagnanti li utilizzano come spogliatoio, nel water finiscono mutandine, costumi che intasano il tutto. Nei wc dei giardini Ventre entrano quattro persone alla volta (per fare cosa?).
E’ bene porre quel servizio a pagamento, privatizzandolo e facendone curare la realizzazione delle opere (almeno in parte) dai privati, che poi trarranno guadagno da docce e uso dei servizi igienici. Col che -oltre a una responsabilizzazione dell’utenza- si otterrebbero maggiori controlli e posti di lavoro a costo zero per la casse pubbliche.

L’ingegnere Annalisa Fresia sta intanto seguendo il completamento della pulizia di tutti i “mille” canali che attraversano la città (posta su una piana alluvionale). Il lavoro procede bene (la manutenzione andrà fatta con continuità).
Per la Chiusa resta da capire se serve uno scolmatore all’altezza del nodo di vico Lombardo.

Chiusa, scarico a mare

Chiusa, scarico a mare

Chiusa pozzetto tratto finale

Chiusa pozzetto tratto finale

chiusa tubo rotto 1

chiusa tubo rotto 2

chiusa tubo rotto 3 cavo

 

L'area critica

L’area critica

 

Displaying 6 Comments
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  1. Redazione ha detto:

    Quindi uno “scolmatore” tra Chiusa e Ravino? Non male, come ipotesi.

  2. Zolezzi Paolo ha detto:

    Sempre peggio! da un allagamento ogni 2 o 3 anni a 2 all’anno! Non è questione solo di pulizia (e ciò è già pazzesco se non si pulisce nemmeno) ma di sezione insufficiente e quindi di capacità di portata inferiore alle necessità. Occorrerebbe un canale di scolmatura da realizzarsi sul fondo della vecchia galleria di rifugio bellico tra via della chiusa e sbocco sotto hotel Helvetia!

  3. Rico ha detto:

    Prima che luogo di vacanza spero che diventi città ideale per i residenti … ma l’amministrazione (o la parte più “vecchia” di essa) se non viene pungolata da M5S e Rossignotti sembra poltrire.

  4. Rino ha detto:

    Bisogna ringraziare Tassano e soci per il lavoro che hanno fatto. Ma dal pulpito da dove dovrebbe venire la predica tutto tace. Un silenzio assordante. Ma costoro fanno delle grandi parole,parlano,parlano,ma non vanno mai ai fatti,per cui,ecco come ci siamo ridotti. E se arrivassero adesso le piogge? Alluvioni ad ogni minimo scroscio d’acqua,rumenta ad ogni angolo di strada che intasano i tombini e altre cose che col discorso in questione non c’entrano. Certo,che come biglietto da visita è veramente pessimo! Per cui,lavoriamo tutti,gli amministratori per primi,i cittadini, nonchè i foresti,per il bene comune,che è riportare Sestri ad un luogo di vacanza ideale!

  5. Rino ha detto:

    Bisogna ringraziare Tassano e soci per il lavoro che ha fatto. Ma dal pulpito da dove dovrebbe venire la predica tutto tace. Un silenzio assordante. Ma costoro fanno delle grandi parole, parlano,parlano,ma non vanno mai ai fatti,per cui,ecco come ci siamo ridotti. E se arrivassero adesso le piogge? Alluvioni ad ogni minimo scroscio d’acqua,rumenta ad ogni angolo di strada e altre cose che col discorso in questione non c’entrano. Certo,che come biglietto da visita è veramente pessimo! Per cui,lavoriamo tutti,gli amministratori per primi i cittadini, nonchè i foresti,per il bene comune,che è riportare Sestri ad un luogo di vacanza ideale!

  6. Chipfried ha detto:

    E le foto del tappo? dove sono finite?

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