Published On: Mar, Apr 8th, 2014

Sabato 12 aprile sarà inaugurato l’outlet ShopInn a Brugnato

Parte il grande outlet della Riviera ShopInn, un’idea portata avanti con grandi capacità manageriali dall’avvocato Marina Acconci e dal suo staff. Giovedi 10 ci sarà l’inaugurazione a porte chiuse, mentre da sabato 12 aprile saranno aperti al pubblico gli spazi commerciali.
Molte le polemiche che hanno accompagnato la nascita del grande mall (shoppin center, Made in Italy outlet). In realtà la nascita di una struttura della Moda -può dare una spinta al turismo nel Tigullio (Chiavari, Lavagna e Sestri Levante sono più vicine a Brugnato di La Spezia, e anche Santa Margherita e Rapallo non sono così lontane). Sestri Levante in particolare punta a essere l’hub alberghiero di ShopInn e delle Cinque Terre: molti incontri avvenuti e in programma in queste settimane. L’offerta di di prodotti di moda Made in Italy può dare una spinta anche alle storiche boutiques di tutto il Tigullio (che hanno il vantaggio di offrire prodotti della stagione in corso), beneficiando così tutto il sistema del commercio turistico.
Vantaggi anche per gli hotel, che potranno offrire ai propri clienti una giornata di shopping -via navette auto quotidiane (gestite da una società convenzionata con Tigullio News e con ShopInn Brugnato).
Vantaggi quindi per tutta la Riviera di Levante, commercianti locali inclusi.

Shopinn è un complesso immobiliare integrato composto da:
– Negozi affacciati su pubblica via e piazza, con le insegne dei principali marchi del lusso, della moda e del meglio del Made in Italy;
– Attività artigianali e dell’eccellenza italiana;
– Area Wellness;
– Vetrina dell’enogastronomia e del prodotto tipico e biologico;
– Orti didattici, pony park e baby village;
– Offerta di intrattenimento e tour organizzati nel territorio;
– Con la formula del Lifestyle Shopping Village.

Shopinn sorge sul fronte autostradale A12 Genova-Livorno, a 50 m dal casello di Brugnato, a 400 m dal borgo medievale, 25 km da La Spezia e dalle Cinque Terre, a 50 km da Forte dei Marmi e Portofino, a 70 km da Genova e Lucca e 90 km da Pisa e Livorno.
Indirizzo: Via Nuova Antica Romana snc, 19020 Brugnato (SP)

Abstract
Next week end will be open the new mall ShopInn, in Brugnato (close to the Cinque Terre and the Tigullio gulf, Liguria, italian Riviera). It is the best Made in Italy fashion outlet in the north Italian area. Best hotels: Tigullio gulf, from Sestri Levante to Portofino. Tigullio News will organize the car shuttle service from Tigullio hotels to the Shopinn mall, every day. 

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Displaying 10 Comments
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  1. Rino ha detto:

    Forse ha ragione Crazy horse,siamo troppo avanti. Ma certo è meglio essere avanti,nel senso figurato,che rimanere indietro. Il mondo va sempre più avanti,come fai a fermarlo?

  2. Redazione ha detto:

    L’e-commerce funziona, ma solo in certi casi. Sto cercando di proporrlo per i prodotti tipici liguri da tempo, ma funziona di più il discorso della vendita agganciata al turismo. Viceversa, in effetti, ci toglieremo anche il turismo: al posto del viaggio, usiamo street view etc. etc. L’idea del turismo con viaggio di conoscenza, uscendo dagli hotel per andare nei paesi e la voglia di comprare ciò che si vede, sul posto, resta importantissima. Viceversa che serve muoversi? Quindi, c’è posto per tutti i mercati: quello delle boutiques (riviste e corrette; quello dell’e-commerce; quello dei megacentri che funzionano benissimo in tutto il mondo, non solo a Los Angeles, Dubai, Shangai, Marocco…

  3. Cavallo Pazzo ha detto:

    Sono completamente d’accordo con Io. Non avrei potuto dirlo meglio. Ma forse, siamo troppo avanti. 😉

  4. Io ha detto:

    Rino, sono parzialmente d’accordo con te. Però c’è da dire che le potenzialità che il mercato on line cresca esponenzialmente sono reali. Ci sono risparmi rispetto agli outlet (quindi non negozi di paese) che a volte sfiorano il 70%, ed il servizio è sbalorditivo, hai la merce in tempo stretto, a seconda di dove la si riceve, anche in un giorno lavorativo, se non è di tuo gradimento ti rimborsano il 100%, a differenza del negozio dove al massimo ti fanno un buono di acquisto ma non ti ridanno i soldi. Per mia esperienza una volta ho indossato un paio di scarpe di “vernice” che in una sera si sono rovinate, ho contattato il sito e mi hanno chiesto le foto e fatto due proposte: rimborso del 50% per tenermi le scarpe o del 100% se le restituivo a loro spese. C’è poco da fare, il mercato diventerà nella totalità questo. Per non parlare del materiale tecnologico, con schede dettagliate e a prezzi del -50%. Perché prendere un tv led in negozio, dove ne hanno 5 modelli a prezzi spaventosi se il commesso non sa nemmeno spiegarti le caratteristiche? 🙂
    Per il resto del discorso, può sembrare filosofia, ma in un mondo dove il 20% della popolazione può attingere alle risorse, che sappiamo limitate nel tempo, e si stima un loro esaurimento in pochi decenni (faccio l’esempio del petrolio) i dati sono variabili e catastrofici se si prova ad immaginare, che prima la Cina ne consumava poco ed ora sta cominciando la sua espansione economica e di conseguenza l’uso di risorse. C’è poco da fare, sarà banale e un discorso da piazza, ma così la razza umana è destinata ad autodistruggersi 😉

  5. Rino ha detto:

    Io,quello che dici è tutto vero ma proiettato nel futuro.
    La tua,a ben vedere,è filosofia bella e buona. Non tutti hanno il computer e non tutti comperano e compereranno da eBay,da Amazon od aziende similari.Oggi,per dirlo terra terra, non ci sono più i soldi di una volta,tranne che in certi casi e quindi ci si accontenta di quello che passa il convento. Per ora passa,purtroppo,solo ed esclusivamente questo! Se ne accorgeranno i commercianti che,di giorno in giorno,diventano sempre più esosi!

  6. Io ha detto:

    Fatturerà ben poco, se non all’inizio nei prossimi mesi. Esiste la rete, e ancora fingiamo di non accorgercene. L’economia è cambiata, e comincia a mostrare le proprie lacune, la forbice si allarga sempre di più, a breve ci si renderà conto che questo modello economico è fallimentare. E’ inutile dirvi, che il consumismo non è sostenibile a lungo tempo, e mi auguro che accontentarsi dell’essenziale, cioè l’abitazione, il cibarsi e il dissetarsi, il potersi scaldare d’inverno e il potersi spostare nel Mondo, il potersi curare, diventeranno il vero problema e raggiungimento in futuro. E non il solo “creare” posti di lavoro. Creare posti di lavoro, vuol dire semplicemente preoccuparsi di “creare” un bisogno indotto al consumo. Le risorse non sono infinite, ne disponibili per tutti.

  7. Rino ha detto:

    I commercianti s’inalberano perchè perdono l’egemonia. Per alcuni,sono finiti i tempi che si lavorava tre mesi e si viveva (e bene) tutto l’anno. Bisogna riconoscere che i prezzi praticati dal singolo negozio è alto (vuoi per l’affitto,per le tasse,per il personale,sempre per coloro che di tutto questo ce l’hanno,ecc.)Ma chi tutto questo non ce l’ha,perchè mantiene i prezzi lo stesso alti? Quindi se si può risparmiare,come acquirente,ci si rivolge alla concorrenza. Alla fin fine,questa fa da calmieratrice. Da notare,in ultimo ma non meno valido, che ogni giorno la competizione fra singoli diventa sempre più spietata,per questo si mettono tutti insieme. E sorgono questi grossi complessi commerciali,che tra l’altro,hanno un pò di tutto. Ed invogliano con le più varie offerte. Come direbbero i nostri avi,nel caso specifico,l’unione fa la forza!

  8. Redazione ha detto:

    Il commercio sta morendo (per fortuna non del tutto) per una serie di motivi, non solo e non tanto per colpa dei supermercati e degli outlet. I mall (centri commerciali) enormi oggi ci sono ovunque, a partire da quello del Marocco che serve mezza Africa e la Spagna. Non per questo sono chiusi i negozi del Marocco. Idem in America, dove persino i negozietti di alimentari vanno bene. I commercianti devono vincere la loro battaglia contro l’ipertassazione e la burocrazia (oggi ho scoperto che i ristoranti hanno l’obbligo di scrivere il nome latino dei pesci che propongono e il nome della ZONA FAO (una sigla!) di provenienza… MA devono anche trasformare i loro esercizi e le loro boutiques in qualcosa di nuovo e diverso: il modello dagli anni ’80 in poi NON va più bene. Se ce la faranno, tra loro e gli outlet non ci sarà concorrenza, ma trasformeranno tutto il territorio in una zona di shopping ad alto valore per i turisti (e -speriamo- per i residenti). Sempre che lo Stato non li affossi…

  9. franco ha detto:

    BELLA MERDA COMPLIMENNTI INTANTO IL COMMERCIO LIMITROFE STA’ MORENDO CONTINUIAMO AD APRIRE QUESTI CENTRI COMMERCIALI COMPLIMENTI…..

  10. Mykros ha detto:

    Se i negozianti del Tigullio vogliono incrementare i loro affari, la lotta al nuovo outlet non devono farla cercando di impedirne l’apertura, ma offrendo essi stessi condizioni che attirino la clientela anzichè allontanarla.

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