Published On: Lun, Feb 17th, 2014

Salviamo la spiaggia di Preli: critiche alle varianti del progetto con un ironico sì

Ironico sì del comitato “Salviamo la spiaggia di Preli” alle variazioni fatte dal Comune al progetto di costruzione di edifici e rifacimento del tratto finale della passeggiata a mare di Chiavari.

COMUNICATO
“Sono state sistemate le incongruenze più gravi, come l’assurda passeggiata, ma si passa all’adozione dello SUA con una serie di riunioni fra la Commissione ed i Consigli Comunali di mercoledì, giovedì, venerdì e poi ancora lunedì, con enorme fretta. Per cosa? Pare nel nome dell’interesse pubblico. Purtroppo invece è proprio la fretta quella che permette già d’annunciare che sarà proprio l’interesse pubblico l’ultimo pensiero di questa vicenda.

Questo è facile da determinare con un semplice confronto. In forza del progetto originario si prendono per dovuti gli edifici di sei piani, ma leggendo la Convenzione del primo progetto del 2001 si leggono chiaramente snocciolate tutte le opere d’interesse pubblico che dovevano essere comprese in quest’accordo, come la difesa a mare, il muraglione paraonde a salvaguardia della passeggiata ed altre, senza contare lo screening richiesto dalla Regione per poter valutare l’impatto dell’intervento da fine anni sessanta. Ora nel pieno disinteresse generale, soprattutto della Regione – che forse considera Chiavari già un sottoprodotto periferico anche della città metropolitana – il progetto si è liberato di ogni fastidio di compensazione in opere pubbliche restando nel pieno rispetto delle volumetrie. Il cittadino s’avvia addirittura anche a dover effettuare, e quindi pagare, la manutenzione di quel poco che resta di pubblico, naturalmente lasciato in balia del mare. Tutto ciò mentre le norme in questi ultimi 13 anni sono sempre più rivolte alla tutela del paesaggio e dell’interesse pubblico (social housing e risparmio energetico, tanto per citare qualcosa di dettagliato).

In questa fase, cioè domani lunedì 17, verranno approvati gli standards e quantificate le opere pubbliche – quel poco che è rimasto per la città – e pare sia un problema far firmare il delegato dirigente circa i lavori pubblici. In commissione la maggioranza insiste che non è necessario che questo funzionario firmi. Qual è il problema per aggiungere una firma? Forse perché a ben vedere si rileva addirittura che rispetto al progetto della fantasiosa passeggiata con il poco offerto si è valutato che gli standards previsti sono carenti per mq. 2939,60. Tale carenza a detta dei proponenti non è risolvibile (ma sarà vero che non è possibile reperire all’interno dell’area i 24 €/ab insediabile di standard previsti dalla normativa vigente?) pertanto per la quota di servizi mancante si compenserà attraverso il reperimento di aree da attrezzare e cedere al Comune. L’Atto Unilaterale d’Obbligo, opportunamente modificato, prevede la monetizzazione di detti servizi mancanti per un importo riconosciuto pari a 150,00 €/mq, per un totale di 441.000 € circa. L’osservazione n. 6 del M5s insisteva affinché l’importo, oltre ad eventuali ulteriori lavorazioni individuabili come opere di urbanizzazione ma realizzate a beneficio di strutture ad esclusivo uso privato, venga scorporato ed i relativi valori economici impiegati per effettivi lavori a beneficio della comunità. L’osservazione non ha ricevuto risposta, mentre i numeri sono rimasti immutati. Ancora oggi non si è in grado di riferire come tali opere siano state calcolate e a quanto ammontino con precisione. Come sono stati calcolati i prezzi utilizzati, che dovrebbero essere stati ricavati dai Contratti Pubblici relativi a lavori, servizi e forniture in funzione della località considerata al fine di garantire una vera uscita di cassa? Molte voci, tra cui le lavorazioni considerate, sono generiche e non specificate. Non è tutto chiaro. Una firma in più – ad eventuale garanzia – non avrebbe fatto male. Pare invece non arrivi.

Infine cosa sarà di questo faraonico progetto? La passeggiata avrà una larghezza di 3.5 m (speriamo non si incrocino due gruppi di turisti) mentre dopo, davanti alla Colonia Fara, tornerà ad essere larga, come previsto, 8.0 m. Perché non è possibile garantire la stessa larghezza su tutto il tratto di costa, data la contiguità dei due lotti?

La pista ciclabile è prevista aderente alla ferrovia, su un binario tronco; poiché la passeggiata, infatti, è ora prevista all’interno dell’area privata (e di questo siamo lieti), ne è stata esclusa la ciclabile, che in via Preli dovrà effettuare due attraversamenti di carreggiata e perderà perciò qualsiasi valore. Senza contare che il tracciato previsto per la ciclabile causerà l’eliminazione di una riga di parcheggi per motocicli. Il tutto a spese della collettività e non del privato. I parcheggi realizzati all’interno dell’area privata e ceduti al Comune per favorire l’intervento sono troppo pochi. Il saldo tra i posti auto e i posti moto eliminati (oggi esistenti) e quelli realizzati con il progetto è quasi negativo.

Insomma presi per buoni i volumi si è persa ogni minima valenza pubblica. E resta il rammarico per quanto saputo dalla Soprintendenza, secondo cui se questo progetto non si configurasse come una variante al progetto del 2001, non otterrebbe certo l’avvallo del dirigente della Soprintendenza per quanto riguarda il parere ambientale. Ci permettiamo di restare perplessi.

Malgrado tutto speriamo che il progetto domani venga approvato perché se ci fossero passaggi ulteriori rischiamo di dover pure, come cittadinanza, edificare le palazzine a nostre spese.

Progetto per aree Preli

Progetto per aree Preli

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