Published On: Mar, Feb 21st, 2012

Santa Margherita senza vicesindaco. Dichiarazione di De Marchi

Santa Margherita: insegna comunale

Ancora fumata nera per la scelta del vicesindaco di Santa Margherita ligure, dopo la prematura scomparsa di Fustinoni. La scelta sembrava ricaduta sulla consigliera Jolanda Pastine, ma quest’ultima ha rifiutato, in nome della sua scelta “civica, come persona indipendente dai partiti”.
Oggi arriva una replica del sindaco De Marchi:

“Prendo atto di quanto dichiarato della consigliere Pastine. Sono dispiaciuto, soprattutto per lei, che non abbia colto l’opportunità di mettersi al servizio della città.  Trovo riduttivo e anche, forse, offensivo, ridurre i colloqui intercorsi tra noi a un’offerta di poltrone. La mia giunta è in grado di reggersi sulle proprie gambe. Se ho aperto a un membro dell’opposizione non è stato certo per carenza numerica in consiglio comunale, ma perché ritenevo che la consigliere Pastine potesse rappresentare un possibile valore aggiunto per Santa Margherita. E’ un vero peccato che mentre si invoca una politica nuova,  ci si lasci sfuggire quanto atipico e nuovo sia il metodo che abbiamo inaugurato: sforzarsi di individuare le soluzioni migliori e più dense di prospettive per l’interesse collettivo, proprio a scapito di logiche politiche tradizionali, tipiche delle consorterie o dei ristretti gruppi di potere.

Credo sia giusto svelare ora un retroscena: il nome di Jolanda Pastine mi era stato fatto da consiglieri comunali  di Gente per Santa che desiderano lavorare a una nuova classe dirigente all’altezza delle sfide dei prossimi anni, provando a sfondare il muro di contrapposizioni sovente più teatrali che reali. Giudico questo un segnale di grande maturità politica e di lodevole senso di responsabilità, che mi rende ancora più orgoglioso di essere a capo di questa maggioranza. Io stesso ho poi accettato di aprire il tavolo di confronto nella certezza che il tentativo meritasse di essere fatto al di là dei possibili esiti: un tentativo serio e trasparente di apertura, un invito genuino alla condivisione di un percorso, un atto di stima che consegnava agli archivi perfino una deprecabile richiesta di dimissioni nei miei confronti. Saper guardare oltre questioni di carattere personale in nome di un progetto di più alta levatura, sapere anche rischiare di incassare dei “no”, avere il coraggio di fare ciò che si ritiene giusto per la città: questa è l’etica, autentica, di cui ha bisogno oggi la politica (…)“.

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