Published On: Mar, Lug 18th, 2017

São Tomé e Principe: isole al centro del mondo. Una mostra a Sesta Godano

A Sesta Godano si apre la mostra fotografica “Sao Tomé e Principe – diario do centro du mundo“, fissata per il giorno 20 luglio 2017, ore 21:00. La mostra sarà ospitata nei locali della scuola secondaria di primo grado Borrotzu, via Scopesi 4.
A seguire sarà presentato il libro di Giorgio Pagano “São Tomé e Principe – diario do centro du mundo”.
Questi eventi fanno parte della meritoria e ben organizzata rassegna culturale “Viaggio nei boschi narrativi”, che segna l’estate di Sesta Godano dando impulso a una parte della Liguria in cui evidentemente la “volontà di sapere” è ancora ben viva e forte (pensiamo al festival della mente di Sarzana, a premi letterari importanti, a luoghi in cui sono arrivati artisti e poeti importanti: Dante, Byron, Mario Soldati).
Interverranno Giovanna Riu, Sergio Schintu e l’assessore Davide Calabria.
L’arcipelago (oggi nazione indipendente, dal XV secolo colonia portoghese) di Sao Tomé si trova infatti al largo del golfo di Guinea, e segna con una pietra miliare la linea dell’equatore.

L’evento è inserito all’interno della rassegna Viaggio nei boschi narrativi (titolo di una splendida raccolta di saggi di Umberto Eco sui temi del linguaggio e della letteratura).
Le problematiche affrontate sono decisamente attuali. Oggi, infatti, non possiamo che prendere atto dell’interconnessione che lega Africa ed Europa. I flussi migratori, la crisi, il terrorismo ci pongono davanti a questioni che toccano profondamente le coscienze e che necessitano di una risposta concreta e il più possibile rapida da parte istituzionale.  Roosevelt diceva: “Il vero banco di prova per il nostro progresso non è tanto se riusciamo a far crescere l’abbondanza di coloro che già hanno troppo, ma piuttosto consiste nel cercare di fornire abbastanza a coloro che hanno troppo poco“. Oggi siamo davanti a questa prova estesa nei termini globali: la salvezza della nostra società e del nostro benessere pare risiedere proprio nella possibilità di guardare oltre gli schemi che hanno visto il progresso incentrato sui principi dello sfruttamento e dell’oppressione, non potendo chiudere a tenuta stagna il nostro piccolo mondo e le nostre certezze.