Published On: Mer, Mag 8th, 2013

Schermaglie a tutela del litorale.

spiagge balneariRAPALLO. Prosegue senza mezzi termini l’annuale diatriba sull’installazione di cabine da parte degli stabilimenti balneari. Ascom e associazione balneari di Rapallo si dichiarano esterrefatte nell’apprendere  che chi afferma di preoccuparsi di conservare il più possibile posti di lavoro e attività nel comune di Rapallo sia solo interessato a sminuire l’importanza ed i meriti degli imprenditori che creano posti di lavoro.

“Certo che chi ha preso in percentuale meno voti di un “prefisso telefonico”, può solo parlare a titolo personale e dovrebbe avere una visibilità proporzionata al suo (minimo) successo elettorale. Non è evidentemente con tali idee che si può sperare di uscire dall’attuale gravissima crisi – scrivono Ascom e Balneari replicando alla posizione espressa negli scorsi giorni dal leader PCL rapallese Andrea Carannante – E’ vero che ci sono le cabine che ostruiscono parzialmente la visuale per 3 mesi all’anno, ma è anche vero che si sta provvedendo con progetti concordati con il Comune, la Regione e gli Enti preposti per il restyling del fronte mare di Rapallo, per migliorare la situazione, progetti di cui chi parla di spiagge dovrebbe essere a conoscenza”.

La spiaggia del "Pozzetto" davanti alla quale, nel 2012, una bagnante venne travolto da un gommone in transito

La spiaggia del “Pozzetto” davanti alla quale, nel 2012, una bagnante venne travolta da un gommone in transito

Ascom e associazione balneari spostano quindi l’attenzione sui servizi garantiti dalla categoria come la salvaguardia dei posti di lavoro (stimati tra le 70 e 80 unità) e la tutela delle coste: “da oltre 100 anni  tratti di litorale sono stati creati e conservati dai concessionari con loro risorse spesso senza  chiedere denaro pubblico. Vogliamo parlare della sicurezza? Solo nelle ultime 2 stagioni 2 incidenti mortali in spiagge libere non presidiate. E’ così che si tutela l’incolumità dell’individuo? Vogliamo parlare della pulizia degli arenili? Le spiagge a Rapallo, che non esistevano o erano in condizioni precarie,  sono state letteralmente inventate dagli imprenditori balneari degli anni 30 che hanno creato  a loro spese, pontili, ripascimenti, protezione del litorale. Sono ancora gli imprenditori che 12 mesi all’anno curano la pulizia degli arenili sempre più colpiti  (come tutti possono vedere) dalla sporcizia che scende con i fiumi in caso di pioggia”.

“Anziché attaccare chi offre posti di lavoro, servizi e presidia un territorio difficile, sarebbe meglio informarsi su come migliorare la fruibilità delle porzioni di spiaggia libera già esistenti  – conclude la nota congiunta – Ricordiamo che comunque a Rapallo sono presenti sul territorio almeno 5 siti dal Castello dei Sogni a San Michele di Pagana ed altri pare siano in previsione da parte  dell’attuale Amministrazione”.

Non si fa attendere la contro replica di Carannante in cui sfida la Presidente Ascom di Rapallo ad un dibattito pubblico, alla presenza di giornalisti e cittadini, sul bando delle concessioni, sulla nuova disciplina per la redazione del P.U.A. che riequilibri la percentuale di spiagge libere in relazione al bacino di utenza e alla valenza turistica,  sui regolamenti regionali di utilizzo del demanio marittimo ai fini turistico ricreativi con adeguamento arenile. “La sfido a confrontarsi sull’obbligo della classificazione inerente la valenza turistica e la rispondenza ai requisiti, obbligo libero accesso all’arenile anche se distinto da percorso utenti cabine – conclude Carannante – Al posto di giocare in sterili polemiche ci spieghi davanti a tutti cosa ne pensa dell’obbligo per i comuni di adottare tali coefficienti e nuove norme specifiche di PRG per gli arenili e le aree verdi prospicienti”.

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