Published On: Mar, Lug 23rd, 2019

Sciopero generale del Trasporto, per cambiare cosa? Intanto, il prezzo dei biglietti: il più caro d’Europa

Mercoledì prossimo, 24 luglio 2019, sciopero nazionale del trasporto pubblico, che toccherà anche taxi e treni.

Amt Genova: il personale viaggiante si astiene dal lavoro dalle 11.30 alle 15.30; il restante personale sciopera nella seconda parte del turno. Servizio garantito per le persone portatrici di handicap.
Treni
A parte i treni locali, gli InterCity rischiano di restare bloccati per almeno otto ore (tranne le Frecce), con lo sciopero previsto dalle ore 9.01 alle 17.01.  Le fasce garantite saranno dalle 6 alle ore 9 e dalle 18 alle 21. Di norma sono questi i treni garantiti a Genova e in Liguria in caso di sciopero.
Per quanto riguarda Atp, lo sciopero riguarderà il personale viaggiante dalle ore 10.30 alle 14.30; Personale delle biglietterie: dalle ore 10.30 alle 14.

Poi ci sono “questioncelle” non da poco. Per esempio la Gran Balla che ci raccontano è: “Sì, è vero, i nostri trasporti urbani sono i peggiori in Occidente, ma il prezzo del biglietto è molto più basso di quello che si paga prendendo un bus in altre nazioni.”… Ebbene, non è così…

Secondo Andrea Giuricin, “Il prezzo del biglietto di #Berlino è meno di un euro al giorno. Si tratta della tariffa per l’abbonamento annuale, vale a dire 365 euro l’anno.
In 
#Italia sappiamo bene che il prezzo dell’abbonamento annuale è già più basso di questo:
1) A Roma l’annuale per 
#ATAC costa 250 euro
2) A Milano invece l’abbonamento annuale di 
#ATM costa 330 euro.
Oltretutto in Italia è prevista anche una detrazione fino a 47 euro dalle tasse, portando il prezzo per l’abbonamento annuale ben sotto il livello di Berlino o Vienna.
Dove sta l’errore di presentare un dato del genere?
L’
#ERRORE è nel confondere tra costo del servizio e costo dell’abbonamento per il viaggiatore.
Il costo del servizio infatti dipende dall’efficienza dell’operatore.
Se consideriamo #ATAC, prendendo come riferimento il prezzo del biglietto pari a
1,5 euro, il costo del servizio è invece di 6 EURO.
Gran parte del costo del servizio è coperto dalle 
#tasse dei #contribuenti.
Solamente circa il 25% dei costi di #ATAC è coperto dai ricavi di biglietti e abbonamenti.
In #ATM il tasso di copertura è inferiore al 50 per cento.
Il vostro abbonamento annuale quindi non costa 330 euro nel caso di Milano o i 250 euro di Roma. 
Il costo reale del servizio di trasporto pubblico locale è di circa 1000 euro a Roma e di quasi 700 euro a Milano (tenendo conto dei tassi di copertura).

Ora, è pur vero che il confronto andrebbe fatto con altri 3 parametri:
1) costo per km percorso;
2) tasso di riempimento dei bus;
3) incidenza dell’abusivismo e dell’evasione.

a) Comunque, l’abusivismo è più alto in Italia che a Berlino, a occhio e croce…;
b) rifocalizzando il ragionamento con i tre punti di cui sopra, la sostanza del discorso non cambia: calcolando i SUSSIDI di Stato e dei Comuni, in Italia i cittadini pagano un abbonamento del bus di circa 1000 euro contro i 365 di Berlino.

Poi, è vero che -come dice il PD di Regione Liguria- “il Governo targato 5 Stelle è incapace di portare avanti qualsiasi tipo di programma infrastrutturale.

Noi pensiamo ai 35 anni di stitichezza sulla circonvallazione autostradale di Genova (che non c’è: sappiatelo); alla atarassia nazionale sulla TAV merci (in Cina hanno realizzato 17.000 km. di TAV in 14 anni, più la TAV merci Pechino Amburgo). Si pensi al bradipismo sul Terzo Valico ferroviario ligure e al mutismo sulla “Gronda di Levante)…

Per fortuna chiedono di fare la Gronda di Genova anche i sindacati, che pure hanno molta responsabilità per la loro difesa dei posti di lavoro “garantiti” che ha ingessato tutto il mercato del lavoro italiano, chiudendo molte chances ai “non garantiti” precari, sottoccupati e disoccupati, e che ha portato a troppe assunzioni “pubbliche” per posti di lavoro improduttivi (non solo quelli dei forestali calabresi…) che quindi costano il doppio AI CITTADINI (non allo Stato, che non esiste, se non come esattore salatissimo ed erogatore di servizi spesso risicatissimi). I sindacati ora, oltre a chiedere la conclusione dei lavori per il Terzo Valico, chiedono anche di procedere per il nodo di Genova, per la Pontremolese, per il potenziamento della linea ferroviaria Savona-Torino e la realizzazione del casello di Bossarino, fondamentale per la piattaforma di Vado.

Lo sciopero quindi ha senso se si pensa alla necessità di “fare” infrastrutture e di rendere efficienti le aziende e il lavoro dei dipendenti, le sole condizioni indispensabili per garantire un futuro concreto ai lavoratori.

Intanto il Governo dovrebbe rifinanziare il Ferrobonus introdotto dal ministro Delrio: strumento fondamentale per incrementare il trasporto delle merci su ferrovia. Si pensi che la Svizzera NON fa passare TIR merci italiani sul suo suolo: preferisce caricarli su treni merci e portarli oltre confine… Strano no?
Come siamo ecoILlogici noi italiani: tanto più ci tingiamo di verde, tanto più creiamo m…de che spargiamo sul territorio.