Published On: ven, Mag 11th, 2018

Sciopero nazionale dei portuali: caos a Genova per il corteo. Il caso Ilva

Sciopero dei portuali in tutta Italia, proclamato da Cgil, Cisl e Uil. Disagi in arrivo a Genova, per il corteo che sta attraversando la città verso la Prefettura.
Le decisioni sindacali di questi giorni possono essere giudicate come positive e negative insieme.
In particolare si chiede ai sindacati ragione della loro azione soltanto in difesa dei lavoratori dipendenti, mentre milioni di sotto-occupati e disoccupati vivono incubi di cui in Italia nessuno si accorge, anche perché la difesa corporativa di alcune categorie ha reso nei decenni il mercato italiano del lavoro il più  bloccato e più chiuso del mondo.

Suona anche INCAUTA la scomunica lanciata ieri all’accordo sull’Ilva: i sindacati hanno lasciato il tavolo delle trattative al quale partecipavano con Arcelor Mittal e il Governo. La proposta Calenda era realistica: i licenziamenti di una parte consistente di lavoratori (4000 circa su 14.000, di cui 12.000 a Taranto e 1600 a Genova) sembrano necessari alla sopravvivenza di tutta l’attività e al miglioramento dei conti, unica base per nuove assunzioni. Il ministro Calenda garantiva il riassorbimento in altre attività produttive di quei lavoratori (1500 in una nuova company).
Il guaio è sempre il solito: in Italia dagli anni ’60 in poi si è assunto personale nel settore pubblico per motivi sociali (che poi sono diventati contro il popolo perché, se assumi lavoratori nel trasporto pubblico o nelle industrie nazionalizzate dell’IRI (nata nel periodo fascista) SENZA che si tratti di posti produttivi, quindi garantiti, ma per convenienza politica e per tenere tranquillo il “Popolo” (ma -come si diceva- contro il popolo stesso), ecco che ci si ritrova come in Grecia, dove il numero di dipendenti pubblici è stato ridotto a livelli da massacro (-45%), dopo la crisi. Il mercato del lavoro “pubblico” in questo modo serve a compensare le crisi economiche nei diversi Paesi (ad esempio, nel Nord Europa si è assunto nuovo personale pubblico, mentre nel Sud si è tagliato). L’Italia comunque in questa fase ha un buon equilibrio nel numero di dipendenti pubblici: i disastri sono stati commessi nei decenni precedenti, soprattutto negli anni ’80.

Rispetto allo sciopero e al corteo di oggi, il Comune di Genova ha chiesto ai genovesi di usare i mezzi pubblici (ma i bus genovesi sono quasi al livello di quelli romani, e la metro è di lunghezza lillipuziana). Centinaia di camion e altri mezzi utilizzati nelle aree portuali saranno parte del corteo, o resteranno bloccati dalla chiusura del porto e delle strade vicine, il che bloccherà il traffico automobilistico lungo l’asse del mare.
Il corteo terminerà entro le 12.