Published On: Ven, Nov 22nd, 2013

Sciopero selvaggio AMT: arrivano proteste e richieste di legalità

Aggiungiamo, alla nota di Gennaro, che gli stessi lavoratori AMT, invece di difendere i privilegi corporativi (ormai inconsistenti e dannosi), a costo di non risollevare mai più la loro azienda, dovrebbero invece richiedere a gran voce un’azienda nuova e più efficiente, meglio se con gli spazi e le capacità di un vero investitore privato. Il sistema attuale è fallimentare e non va affatto tamponato: tra un anno saremmo come oggi, se non peggio. Si deve essere progressisti, non conservatori, in economia.

Municipio I Centro Est – Consiglio Municipale 21 novembre 2013 “Espressione di Sentimenti”
” Nei giorni scorsi è scoppiata la protesta dei lavoratori AMT. Ci asteniamo da ogni commento sullo stato dell’azienda AMT, su come essa sia stata gestita, su come si sia arrivati alla condizione attuale di dissesto e su come l’amministrazione voglia porvi rimedio.  Non è questo il punto.

Vogliamo invece focalizzare l’attenzione di questo consiglio sui problemi della legalità, dei diritti e dei doveri.
Il diritto allo sciopero, come strumento di rivendicazione contrattuale, deve essere tutelato, ma questo diritto deve essere esercitato nel pieno rispetto delle leggi.
Se è vero che il rispetto delle leggi è responsabilità dei singoli, e dei lavoratori in particolare, è ancora più vero che il plasmare la protesta entro i limiti di legge è uno dei compiti fondamentali delle organizzazioni sindacali.
Duole constatare che così non è stato e non è.
I cittadini sono stati vittime di un inaccettabile sciopero selvaggio, contro il buon senso, contro le regole, contro le leggi (interruzione di pubblico servizio art. 340 codice penale!)
Altrettanto inaccettabile è stata l’occupazione della sala del Consiglio Comunale, democraticamente eletto, anche dagli occupanti, impedendo allo stesso di svolgere i suoi compiti.
I cittadini hanno il diritto di sapere che le istituzioni sono schierate al loro fianco. E le istituzioni hanno il dovere di schierarsi a fianco dei cittadini.
Allo stesso modo chi infrange le leggi deve sapere che non può godere di protezione o simpatie da parte delle istituzioni, o parte di esse.
Questo vale per i lavoratori, che si sono resi responsabili di interruzione di pubblico servizio e di episodi violenti, e vale ancora di più nei confronti di quei dirigenti sindacali che nulla hanno fatto per contenere la protesta nell’alveo della legalità e della civiltà, quando non hanno addirittura sobillato gli animi degli scioperanti per alzare il livello di tensione ed arrivare allo scontro.

Ed è un dovere delle istituzioni, ad ogni livello, ricordare che il rispetto delle leggi è la prima e fondamentale norma di democrazia e di civile convivenza.
O meglio, è possibile trasgredire alle leggi, qualora poi si sia pronti a pagare la giusta pena (i fautori della “disobbedienza civile” infatti non rifuggono le loro responsabilità).

Pertanto, nell’esprimere la nostra simpatia e vicinanza verso i cittadini genovesi, vittime di questi comportamenti inaccettabili ed illegali, e la nostra condanna verso coloro che tali comportamenti hanno messo in atto, chiediamo alla giunta municipale e a questo consiglio di fare sentire alta la propria voce per ribadire, attraverso il voto, che i diritti dei cittadini e le leggi dello stato non devono e non possono essere calpestate impunemente da chicchessia.
Tutti i cittadini, infatti, hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
Chiediamo pertanto che il Presidente del Municipio, nei tempi e nei modi permessi dai regolamenti, metta ai voti una mozione nei termini sopra esposti.
Giulio Gennaro
Capogruppo Lista Musso
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Displaying 1 Comments
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  1. umberto ha detto:

    A sentire la TV di Stato, la cittadinanza simpatizza con gli scioperanti, anzi li elogia. Mai una volta che si sentano voci discordi, che gli abitanti dei quartieri più disagiati (Oregina, Righi, ecc.) abbiano la possibilità di dire quello che pensano. I giornalisti questa gente non l’ha mai vista né sentita. Sono pagati con soldi pubblici per servire solo una parte, ma per carità non solleviamo il problema: ti accuserebbero di attentare alla libertà di stampa. Che pena.

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