Published On: Mar, Dic 13th, 2016

Sciopero selvaggio ATP: domani nessuna certezza sui bus

Dopo lo sciopero selvaggio dei lavoratori ATP di oggi in tutta la zona extraurbana del genovese e in tutto il Tigullio, non c’è nessuna certezza sul prolungamento indefinito dello sciopero o sulla ripresa del servizio pubblico. A mezzogiorno di martedi 13 dicembre è iniziata in Prefettura una riunione fiume tra sindacati, lavoratori, Regione e Città metropolitana di Genova, ma non è stato raggiunto nessun accordo. Pertanto domani mattina il consiglio è di prepararsi a un piano B (treni, auto condivise etc), se lo sciopero proseguirà.

La Regione “potrebbe” sbloccare 300.000 euro per la lotta all’evasione nella città di Genova (ma vedi cosa combina un’azienda che dovrebbe già essere fallita, per il bene di lavoratori e cittadini).  Non si sa per quale alchimia il finanziamento della Regione porterebbe a una integrazione degli stipendi dei dipendenti, che sono stati tagliati del 30% da 3 anni, in seguito alla disastrosa situazione dei conti economici della “azienda”. 

Dalla Città Metropolitana (“padrona” dell’azienda) arriverebbero tra i due e i tre milioni di euro, necessari perché ATP (ma sarebbe giusto?) possa partecipare al prossima gara europea per l’affidamento dei trasporti nel bacino della Città metropolitana di Genova (da Varazze fino a Levanto: un’area troppo vasta). In queste condizioni non ci può essere libero mercato, secondo il quale vince chi dà il servizio migliore al minor prezzo. Ci può però essere un sistema a capitalismo sovietico o argentino-venezuelano, che ha avuto per quei popoli dei risultati “strepitosi”.
I nuovi fondi permetterebbero anche di comprare nuovi mezzi al posto di quelli Ottocenteschi e molto inquinanti utilizzati ora. Ma la certezza si avrà solo dopo un’eventuale votazione positiva, il 21 prossimo.

Nel frattempo il Prefetto potrebbe precettare i lavoratori imponendo la ripresa del servizio.
Nonostante i fortissimi disagi di oggi (anche i bus scolastici sono rimasti bloccati nelle autorimesse, con mamme costrette ad accompagnare i bambini a scuola a piedi o su mezzi di fortuna) il “popolo” finora tace, il che obbliga la politica al prolungamento di una situazione che non sarebbe possibile in una nazione di democrazia compiuta: sovvenzionare con denaro pubblico un’azienda fallita significa dilapidarlo, e già Cicerone scriveva che “Spendere male il denaro pubblico contro l’interesse pubblico è criminale quanto rubare“. Questa nazione (=i suoi cittadini) deve cominciare ad affacciarsi alla realtà, nella Roma dell’ATAC come nella Genova di ATP.

ATP: aree servite