Published On: Sab, Nov 15th, 2014

Scuola italiana disastrosa: abbandono precoce, pochi laureati e senza lavoro

Ieri Umberto Eco ha Torino ha dibattuto (con successo) sulla necessità di preservare e migliorare una vecchia eccellenza delle scuole italiane: il liceo classico: vituperatissimo e maltrattato, ma che comunque continua a sfornare la classe dirigente del Paese, meglio di altri licei.

In realtà non ci sarebbe bisogno della difesa di Umberto Eco: basterebbe un neurone per capire che la conoscenza della classicità è un plusvalore enorme in una nazione che ha sfornato importanti umanisti e scienziati, e il latino da solo basterebbe quasi a formare uno scienziato, in quanto il suo studio insegna la logica matematica meglio di ogni altra materia. Ma l’Italia ha anche il patrimonio artistico più importante del mondo., per cui è fondamentale una moderna conoscenza della classicità.

Invece affonda persino il liceo classico, invidiatoci da tutto il mondo. Ma com’è il resto della scuola italiana?
Un disastro, scrive International Business Times.

ABBANDONO SCOLASTICO. In Italia abbiamo il 17% di abbandono scolastico tra gli studenti dai 18 e i 24 anni, contro una media europea del 12%…  Peggio di noi solo Spagna (23,6%), Malta (20,8%), Portogallo (18,9%) e Romania (17,3%). Tra i 28 Paesi dell’Unione europea quello col minor abbandono scolastico è risultato essere la Slovenia, con solo il 3,9%.
Ma la situazione dell’abbandono scolastico pre 18 anni è peggiore

LAUREATI. Solo il 22,4% degli italiani compresi nella fascia d’età 30-34 ha una laurea, contro una media europea del 36,9%. Peggio di noi nessuno. Il maggior numero di laureati lo troviamo in Irlanda dove il 52,6% dei trentenni è in possesso di una laurea, praticamente uno su due.  Siamo la terra in cui sono nate le Università!!!

LAVORO. In Italia la percentuale di laureati che trova lavoro entro tre anni dal conseguimento del titolo è del 48,3% contro una media europea del 75,5%, peggio di noi solo la Grecia col 40%. L’eccellenza la troviamo a Malta, dove il 92,2% dei neolaureati trova subito lavoro: che la cultura anglosassone sia “geneticamente” superiore?

INVESTIMENTI. L’Italia investe nell’istruzione solo il 4,2% del PIL contro una media europea del 5,3% il trend degli investimenti è in caduta costante.

Va ripensato completamente il rapporto scuola – lavoro. Si deve formare personale insegnante motivato e qualificato, seguendo le policy che sono state fatte secoli fa in tutto il mondo, a partire da USA e Cile…

Il testo qui di seguito è un estratto da “Le Public policy, verso uno Stato post burocratico”, di Paolo della Sala, 2011

Cile: voucher per gli studenti di pedagogia
 Obiettivo: favorire gli studenti più capaci e migliorare così il sistema educativo nazionale, offrendo docenti più preparati e capaci di trasferire il sapere alle future generazioni. La policy è esemplare: non è totalizzante o totalitaria come le “grandi riforme” applicate nei sistemi statali di derivazione napoleonica, al contrario si concentra sul risultato di un settore ritenuto debole ma strategico.[1]  I voucher sono destinati ai neoiscritti alla facoltà di Pedagogia, previa una prova di selezione.  Chi avrà ottenuto almeno 600 punti  otterrà una corsia preferenziale negli studi e nella successiva professione. Con oltre 700 punti lo studente otterrà insieme ai vantaggi anche 80.000 pesos mensili, di cui potrà liberamente disporre. Con oltre 720 punti otterrà anche l’accesso al programma di interscambio culturale con l’Estero.

La policy ha un solo obbligo: lo studente deve firmare un impegno scritto, col quale si impegna a lavorare per almeno tre anni presso  una scuola statale o convenzionata.

 

USA, rivoluzione nel campo del sapere

Negli Stati Uniti -al di là del dibattito sulla “riforma” scolastica[2]– è in atto una campagna nazionale per la rinascita della scuola: Education Nation[3]. Niente scioperi coi ragazzi a mangiare il gelato per le strade, niente infamanti accuse contro gli oppositori o la maggioranza. Il programma ha una sponda nei media, mentre gli sponsor/partner vanno dall’università di Phoenix alla Bill & Melinda Gates foundation.  Niente “politica”: “L’educazione è la chiave per il successo della nostra terra… E’ l’ora di mettere la scuola in cima all’agenda degli interessi nazionali. E’ l’ora di reinventare l’America come una Education Nation”. Si sono organizzate conferenze con Arne Duncan – segretario di Stato per l’educazione -, il presidente del MIT, il responsabile di Harlem Children Zone’s…

Tra il 26 e il 30 settembre 2010 la Rockefeller Plaza è stata trasformata in una “Learning Plaza” (Piazza dell’apprendimento). L’intento è organizzare un appuntamento annuale sui temi del sapere. Non si tratta di happening e parole al vento di Manhattan: il programma Mentor[4] per incentivare i ragazzi disagiati, , aiuta 3 milioni di ragazzi degli States. C’è anche Grad Nation[5], promosso dalla fondazione del generale Colin Powell e di sua moglie Alma.  Si tratta di programmi destinati a migliorare l’apprendimento e non “la scuola”, sviluppati o sovvenzionati da fondazioni per mezzo di una cultura debitrice delle policy.

Il programma 10.000 teachers, 10 million minds[6]

L’obiettivo di questa policy di intenti è migliorare la qualità dei docenti nel campo della matematica e delle materie scientifiche, allo scopo di ottenere dieci milioni di studenti formati al meglio in queste discipline nell’arco del K-12 (gli anni di formazione scolastica tra la primaria e il liceo).
Il programma si articola in tre sezioni.
Si tratta di reclutare ogni anno 10.000 nuovi insegnanti di matematica e scienze, mediante l’istituzione di borse di studio universitarie di 4 anni per coloro che vogliono insegnare. La ricetta è la stessa applicata in Cile: investire sui futuri docenti, col presupposto è che “se ci sono cattivi scolari, è perché ci sono cattivi maestri”.
Le borse di studio sono concrete: 20.000 dollari per ogni anno di studio universitario. I neolaureati che aderiscono al progetto dovranno impegnarsi per almeno 5 anni nell’insegnamento, seguendo gli indirizzi del programma. In pratica, la laurea diventa davvero gratuita -non come in Italia, ma come nei paesi scandinavi dove c’è il “prestito di onore” agli studenti, i quali poi potranno restituirlo allo Stato non appena entreranno nel mercato del lavoro-.

Ci sarà anche un bonus di 10 000 dollari anno per i futuri insegnanti che sceglieranno sedi disagiate e un contributo alle università che addestreranno gli insegnanti, a condizione che queste certifichino le reali capacità di insegnamento dei futuri docenti.

“Il costo annuo è irrisorio: 10.000 insegnanti x 20.000 dollari = 200 milioni di dollari per anno. Ogni docente insegnerà a 1000 studenti in media, nell’arco dei 5 anni obbligatori.
Pertanto l’azione 1 del programma avrà effetto su 10 milioni di studenti, motivandoli e offrendo loro la possibilità di diventare delle eccellenze nelle materie scientifiche.

Azione 2: migliorare, riqualificandoli, la capacità di 250.000 insegnanti, mediante corsi di addestramento e di insegnamento estivi. Si vuole che gli insegnanti conoscano il contenuto dei corsi universitari (masters), abbiano nozioni di AP (advanced placement) e del contenuto dei programmi di International Baccalaureate (IB), cioè dell’equivalente del nostro Liceo. I corsi estivi di riqualificazione devono includere gli ultimi sviluppi nelle scienze, nella matematica, nelle tecnologie e soprattutto nei “best teaching practices” (Il Merck Institute for Science Education è considerato il modello per questo tipo di addestramento). Corsi indirizzati agli insegnanti ancora non di ruolo, almeno 50.000 per anno. Altri 50.000 li si vuole piazzare, per cinque anni, nelle università dove si fa ricerca, per ricevere delle specializzazioni biennali in scienze, matematica, ingegneria. Anche qui esiste un modello cui rifarsi: University of Pennsylvania Science Teacher Institute. (…)

Complessivamente sono 150.000 gli altri insegnanti che devono specializzarsi per insegnare corsi avanzati di scienze e matematiche. Avranno incentivi sugli stipendi e per ogni studente che supera i test di ammissione IB oppure supera un test AP in matematica e/o scienze. Modello: the Advanced Placement Incentive Program. Infine, si pretende di rivoluzionare i materiali didattici del K.12 e modellarli su quello che viene definito a “world-class standard”. Si deve istituire una Convenzione Nazionale per valutare i materiali, la qualità dell’insegnamento e l’apprendimento degli studenti. Ricordo, a questo proposito, che in Italia stiamo ancora valutando i criteri con cui gli insegnanti si “autovaluteranno”.

Azione 3: Aumentare il numero di studenti preparati per accedere all’università e laurearsi in scienze, ingegneria o matematica. L’obbiettivo è quantificato: si vuole che almeno 1,5 milioni di studenti abbiano nel proprio curriculum di studi secondario un esame di scienze o ingegneria, e che per lo meno 700.000 li superino, ogni anno. Borse di studio vengono istituite per gli studenti migliori. Inoltre …offrire corsi estivi in laboratori di ricerca per studenti delle scuole medie e secondarie. Lo scopo? Appassionarli. Per l’Università lo slogan adottato è: “Best and brightest in science and engineering higher education”. Lo scopo dichiarato è rendere gli Stati Uniti il paese più attraente per studiare e fare ricerca, in modo tale da sviluppare, reclutare e trattenere gli studenti migliori e più brillanti, gli scienziati e gli ingegneri, non solo americani, ma anche stranieri”[7].

USA: altre misure per il rinnovamento del sistema scolastico.  Policy Schools choise. Con riferimenti alle iniziative nel campo scolastico[8]  Nella pagina si trovano riferimenti e link a tutto il dibattito, in particolare la policy Scholarship or tax credit program.[9]

[1] La policy è sintetizzata con efficacia nel sito del governo cileno: http://www.gobiernodechile.cl/infografias/2010/08/16/incentivos-para-estudiantes-de-pedagogia.htm

[2] The limits of school reform, di Joe Nocera, The New York Times, 25 aprile 2011: http://www.nytimes.com/2011/04/26/opinion/26nocera.html?_r=1&hp

[3] http://www.educationnation.com/index.cfm?objectid=E689D721-B6C9-605B-DE1D813E4CDA3339

[4] http://www.mentoring.org/

[5] http://www.americaspromise.org/Our-Work/Grad-Nation.aspx

[6] http://science.nsta.org/nstaexpress/10million.pdf

[7] Che cosa si deve fare nell’insegnamento”, di Portoreale, The Front Page, 18 novembre 2010, http://www.thefrontpage.it/2010/11/18/che-cosa-si-deve-fare-nell%e2%80%99insegnamento/

[8] http://www.commonwealthfoundation.org/research/detail/a-school-choice-governor

[9] http://www.baeo.org/?download_option=download&download_id=67&filename=ABCs_2008-9.pdf

La mai aperta biblioteca universitaria di Genova (33 milioni di spesa, a oggi)

La biblioteca universitaria di Genova

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