Published On: Gio, Set 19th, 2013

Scuse sindacali per lo sciopero dei bus. Bene, ma i cittadini non possono pagare le incapacità pubbliche

Il sindacato Filt Cgil meritoriamente si scusa per i disagi (nel secondo giorno di apertura delle scuole) provocati dallo sciopero “selvaggio” di martedi scorso. “Ci scusiamo con gli utenti a cui abbiamo creato disagi ma forse la nostra iniziativa ha evitato che, gli stessi utenti, il disagio lo avessero tutti i giorni dell’anno a seguito di un consistente taglio del servizio, a cui inevitabilmente una gestione privatistica del trasporto pubblico locale avrebbe portato”.

Guardiamo con simpatia al sindacato, ma ciò non ci esime dal dissentire dal suo conservatorismo, quando questo si manifesta e va nella direzione opposta all’interesse generale e degli stessi lavoratori, che hanno diritto a un futuro garantito solo da un’azienda sana, cosa che non può essere garantita dalla attuale ATP, finanziata dai cittadini e in perdita da decenni.

Tagli che la gestione privatistica avrebbe inevitabilmente comportato“?
Non risulta, e basterebbe che le amministrazioni, invece di farsi imprenditrici col denaro dei cittadini, facessero il loro vero lavoro, cioé controllare che “i privati” (cioé sempre i cittadini non i monopolisti amici degli amici) seguano dei paletti imposti dalle esigenze delle varie comunità. Inoltre, quando i trasporti nel Tigullio erano privati, c’erano più bus, tutti pagavano, i biglietti costavano meno, i paesini erano raggiunti e lavoratori e proprietà di aziende come la Spagnoli guadagnavano bene. I guai sono arrivati quando le amministrazioni (di diverso colore) hanno voluto fare capitalismo di parte e di partito, con incapacità macroscopiche che solo in Italia e Grecia possono perdurare oltre… E’ per quello, e solo per quello, che oggi i cittadini usano auto e moto private, più convenienti dei bus “pubblici nonostante la tassazione più alta del mondo…

A Londra, i trasporti pubblici prevedono che il biglietto si faccia a bordo, e tutti pagano. Qui nemmeno quelle regola elementare (realizzabile con la tecnologia, visto che da noi il costo del personale è allucinante *) è applicata. Con Atp i cittadini pagano caro due volte: come utenti e come contribuenti. Basta, por favor.

* In Italia, per un lavoratore che guadagna al netto 1000 euro, un’azienda paga tra 1800 e 2200 euro, in America, l’azienda ne paga solo 1250 (e l’Iva è al 9%).

atp trasporti provinciali

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