Published On: Gio, Feb 23rd, 2017

Sequestrata partita di peperoni egiziani nel porto di Genova: troppi pesticidi

Ancora un blocco nel porto di Genova, prima dell’ingresso nel mercato nazionale, di merci di origine vegetale destinate al consumo umano. In questo caso si tratta di una partita di peperoni in arrivo dall’Egitto, sottoposta al regolare campionamento da parte degli operatori dell’Usmaf – gli Uffici di sanità marittima, aerea e di frontiera, ed inviata al laboratorio Arpal della Spezia, specializzato nella ricerca dei pesticidi. Nelle 35 pagine del referto digitale consegnato in settimana ad Usmaf emerge come la partita in questione abbia mostrato la presenza di ben tredici principi attivi, di cui tre oltre i limiti previsti dalla normativa, con valori addirittura di 50 volte superiori al consentito. Nel dettaglio, le molecole fuorilegge sono state Clorpirifos, Propiconazolo e Clorfenapir, rispettivamente insetticida, fungicida e biocida, in questo caso utilizzati impropriamente durante la coltivazione. “Non era mai capitato un campione con la presenza di così tante sostanze tutte insieme – racconta Nicola Dell’Amico, dirigente chimico del laboratorio spezzino responsabile delle analisi – e anche l’entità dei superamenti è particolarmente significativa”. Le analisi per la ricerca dei pesticidi testano gli alimenti di origine vegetale rispetto ad oltre duecento principi attivi accreditati, e sono una delle attività che Arpal svolge in collaborazione con Usmaf e con Asl. Nei casi positivi, come questo, impediscono che merce estera contaminata raggiunga i mercati comunitari.

Grazie ad Arpal Liguria. Siamo preoccupati, perché temiamo che prodotti alimentari così delicati per la salute di adulti e bambini possano essere sbarcati in altri porti in altre regioni, dove i controlli potrebbero essere molto meno coscienziosi e severi.

Porto di Genova