Published On: Ven, Gen 15th, 2016

Sequestrato dai francesi un peschereccio ligure a Nizza

Sembra che la Francia si sia imbestialita per la presenza di un peschereccio italiano nelle sue acque territoriali. Un fatto sempre avvenuto ovunque: le navi spagnole specializzate in pesca del tonno tra Corsica e Liguria dove le mettiamo, all’ergastolo? Si pensi alle storie, forse più motivate, dei pescherecci di Mazara del Vallo spesso sequestrati in Tunisia.

Di fatto il peschereccio sanremese Mina resta sequestrato nel porto di Nizza, mentre il sindacato ANAPI pesca, col suo rappresentante Alessandro Capelli (comproprietario di una paranza a Sestri Levante) parla di “Barca abbordata con un’azione piratesca”. 
Il Mina avrebbe calato le sue reti nella zona italiana del confine marittimo italo-francese, e non davanti alle coste di Nizza. Il comandante Ciro Lobasso e due uomini di equipaggio -di origini marocchine- sono stati rilasciati ieri dopo quello che per la gendarmeria francese è stato un “fermo”, mentre per gli italiani è stato un “sequestro di persona”.
Secondo la versione italiana, il peschereccio avrebbe calato le reti nelle acque territoriali italiane, mentre nel corso delle manovre successive sarebbe finita in acque francesi.
“I pescherecci italiani hanno il ‘Blue Box’ e il sistema A.i.s. (lo stesso che ha tracciato navi come la Concordia) per tracciare la barca” – aggiunge Alessandro Capelli a Punto Sanremo. Il traino è “finito in acque italiane per via della velocità di appena due o tre nodi del peschereccio, poi nella fase di salpata, che dura oltre un’ora, la velocità aumenta e si potrebbe anche sconfinare ma questo è transito e non pesca. In tutte le sedi cercheremo di contestare questi metodi pirateschi“.

“Avendo la traccia del percorso siamo sicuri che il peschereccio NON ha oltrepassato né il confine né le regole internazionali”, aggiunge Capelli a Tigullio News. ” I francesi forse difendono di più e meglio le loro barche. In Corsica i pescatori di Imperia d’estate hanno già problemi se pescano a 5 miglia dal loro confine territoriale. Il comandante Caputi ha tracciato tutto e riportato tutto sulle carte nautiche. Ora sarà verificato il tutto: speriamo che questa vicenda si risolva al più presto, magari con delle scuse.
La Gendarmeria è salita a bordo col pretesto di cercare armi. Avevano le pistole in pugno. Ma non si tratta certo di terrorismo. Del resto, se i nostri pescherecci sono sempre andati a pescare in Francia, vendendo il pesce sui loro mercati. Ora, e dopo la Unione Europea, le cose sono peggiorate: i francesi difendono con le armi in pugno i propri interessi nazionali nel settore pesca

Secondo gli altri pescatori -anche loro impegnati in zona nella pesca del gambero rosso in un fondale di 500 metri – gli apparati radio staccati e cellulari dell’equipaggio sono stati sequestrati o staccati senza possibilità di avvisare le famiglie“.
In questo contesto fa un poco ridere il programma di cooperazione marittima italo-francese Marittimo it-Maritimeit-fr, finanziato dalla UE…

ANAPI Pesca ha sviluppato un programma di risparmio energetico con motore dual fuel, basato su peschereccio con motore Diesel da 480 Hp, attrezzato col Sistema Diesel -Dual Fuel
L’impianto si installa sul peschereccio in due giorni e si ammortizza in una stagione di pesca, i costi dei consumi si abbattono oltre il 50%.
Si riduce sensibilmente il rumore e le emissioni inquinanti CO2 (- 15% ) Polveri (- 90% ), Idrocarburi Incombusti NMHC (- 90 %) non si vede più fumo di scarico.
Naturalmente finora ignoranza e burocrazia hanno bloccato gli sviluppi del progetto da 4 anni, anche se siamo alle fasi finali con RINA.
confine marittimo italia France

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