Published On: Lun, Gen 30th, 2012

Sestri Levante, il leudo candidato a patrimonio immateriale dell’umanità

Si è conclusa quest’oggi la visita della delegazione di professionisti etnoantropologi del Ministero dei beni culturali sopraggiunti per verificare quanto sia radicata sul territorio la cultura dei leudi.  Circa un anno fa l’associazione Amici del leudo, presieduta dall’ingegnere Marco Chiappe, aveva proposto di inserire la cultura e le tradizioni di queste storiche imbarcazioni a vela latina nel patrimonio intangibile dell’Unesco. Un silenzio durato mesi e poi, quasi inaspettata, la risposta: prima la catalogazione di queste conoscenze e la compilazione delle relative schede inventariali, poi la classificazione necessaria presso Roma. L’arrivo degli esperti era stato annunciato nei giorni scorsi dal proprietario dell’ultimo leudo, il dottor Gian Renzo Traversaro, che attraverso i giornali e i social network aveva lanciato un appello per segnalare a tutti coloro che avessero a cuore la cultura e le tradizioni marinare di intervenire.

Tra sabato e oggi pomeriggio decine di persone si sono reacate nella casetta dei pescatori, ai piedi del Nuovo aiuto di Dio, per farsi intervistare e riprendere dalla telecamera delle tre antropologhe arrivate da Roma: come in una maratona di fiabe e racconti, ecco sfilare le immagini di tempeste, bonacce, carichi fortunati e altri meno di olio e vino pregiato, storie di marinai e maestri d’ascia. Racconti drammatici di chi allora era solo un bambino, come Domenico Podestà, sopraggiunto da Lavagna, o di chi un leudo addirittura l’ha posseduto, nella fattispecie Sergio Schiaffino, ultimo proprietario del Felice Manin. E poi Lazzarin Ghio, memoria storica di Riva Trigoso; Quinze, personaggio mitico della baia di Levante; Carlo Bregante e il fratello Ferdinando, uno degli ultimi costruttori di leudi in miniatura; Pietro Berti, la cui passione lo spinse a scrivere anche un opuscolo.

Durante la giornata di ieri le interviste sono continuate, alternate a rilievi e disegni delle barche collocate sulle spiagge della bimare. Nella giornata di oggi la delegazione del ministero si è recata a Casarza Ligure per intervistare Mosè Bordero, l’ex capitano ottantaquattrenne che sta terminando la titanica impresa di costruire un vero leudo completamente da solo, e ha poi raggiunto il Santuario delle Grazie, a Chiavari, per filmare la straordinaria raccolta di ex voto marinari là conservata. L’associazione attende ora l’ok per la classificazione, iter ancora molto lungo e tortuoso, ma che potrebbe spalancare le porte ad un giusto riconoscimento e alla possibilità di accedere a finanziamenti per mantenere e far conoscere la tradizione di queste storiche imbarcazioni oramai circondate da un’alone di leggenda.

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