Published On: Mar, Set 3rd, 2019

Sestri Levante nel progetto “Clima” sui rifiuti compostabili con partner tunisini e libanesi (e la plastica?). Il linguaggio ostrogotico della UE

Sarà avviato a metà settembre il progetto CLIMA, (“Cleaning Innovative Mediterranean Action: reducing waste to boost economies”), che vedrà il Comune di Sestri Levante come ente capofila e il Comune di Mahdia in Tunisia, quello di Bikfaya in Libano, la ONG libanese Arc En Ciel, il Centre International de tecnologies de l’Environnement CITET e COSPE in qualità di partner operativi.

NOTA BENE
E’ sacrosanto utilizzare la parte riciclabile dei rifiuti con una filiera interamente tracciabile. Soprattutto sarebbe obbligatorio che i rifiuti della frazione umida venissero trattati a km. zero.
Troviamo poco ambientalista portare le bucce delle banane di Sestri levante in Lombardia per trasformarle in concime, e poi dalla Lombardia riportare via TIR il compost confezionato da una fabbrica nei negozi di Sestri Levante (e magari anche a Calcutta).
Ci sembrerebbe delirante. Temiamo che a volte e in parte sia proprio così.
La cultura del Km. zero deve valere non solo per gli ortaggi e i cibi raccolti, ma anche per i loro scarti.
Allo stesso modo
insistiamo
con tenacia e perseveranza
a chiedere alle amministrazioni dei Comuni della Riviera ligure e del Tigullio
di prendere radicali e urgenti iniziative
contro l’utilizzo della plastica,
vista
la pessima situazione delle campagne, delle spiagge e del mar Tirreno.
Vorremmo anche
capire
come saranno effettivamente spesi i (molti, forse troppi) 2,8 milioni di euro.

NOTIZIE SUL PROGETTO CLIMA
Il progetto, finanziato dall’Unione Europea (Programma ENI), ha una durata di tre anni, ha un budget di 2,8 milioni di euro e intende contribuire alla riduzione della produzione di rifiuti, potenziando le politiche e le tecnologie sulla raccolta, ma anche valorizzandone economicamente la componente organica.

CLIMA, e la piattaforma regionale composta da amministrazioni italiane, libanesi e tunisine ma anche di agenzie pubbliche e ONG, affronterà la questione della cattiva gestione della componente organica dei rifiuti da un punto di vista ambientale, economico e sociale, sviluppando strumenti come i Piani Municipali di Gestione dei rifiuti di nuova generazione (WMMP 2.0), soluzioni tecnologicamente avanzate (il COMPOST DRUM e 2 siti di compostaggio migliorati), ma anche sostenendo imprese territoriali attive nella economia circolare e campagne di informazione e advocacy per promuovere paradigmi dei Rifiuti Zero e della economia circolare (Vedi Nota 1).

NOTA 1
Purtroppo spesso i Comunicati Stampa arrivano nel linguaggio iperburocratico della fonte originale: Unione Europea o ONG.
In questo comunicato si notano:
a) l’uso di francesismi/anglicismi della lingua originale (i.e. “Municipalità” al posto di “Comuni” o “Amministrazioni locali”.
b) l’uso di anglicismi fuori contesto, desunti dal marketing di aziende o ONG.
C) In particolare in una frase del Comunicato si sentono echi di linguaggio burocratico da Unione Sovietica, più che Europea:

“…advocacy per promuovere paradigmi dei Rifiuti Zero e della economia circolare”

Qualcuno potrebbe dire ai “comunicatori” (sic) degli uffici regionali o brussellini della UE che |Advocacy| potrebbe essere sostituita da parola meno ostrogotica, e che |Promuovere paradigmi dei Rifiuti Zero| è espressione da assumere con cautela con un bicchiere d’acqua e con ricetta medica, non più di una volta all’anno?