Published On: Ven, Nov 16th, 2012

Si accendono i riflettori sul senzatetto rapallese portando, forse, i primi risultati

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558901_374609019293930_109440212_nRAPALLO. Si accen­dono nuovi riflet­tori sulla vicenda di Ivano Aresu, il ses­san­tenne rapal­lese che da circa quat­tro anni vive in una can­tina di Via Castruc­cio. A far luce sulla tri­ste vicenda, sco­vata con garbo dalla gior­na­li­sta Sil­via Pede­monte del Secolo XIX, sono giunte nel pome­rig­gio anche le tele­ca­mere della RAI. Il bru­li­care di poli­tici di tutti gli schie­ra­menti e dei tanti curiosi, lasciava pre­sa­gire che qual­cosa, in Piazza delle Nazioni, sarebbe accaduto.

Tirava aria di mera spe­cu­la­zione poli­tica sull’accaduto, ma la troupe de “La vita in diretta”, il pro­gramma pome­ri­diano di Rai2 che lunedì pros­simo man­derà in onda la testi­mo­nianza di Aresu, è stata riso­luta: “ci inte­ressa solo il caso, nes­suno dei sog­getti poli­tici sarà inter­vi­stato, nep­pure il Sin­daco se non giun­gerà con una solu­zione defi­ni­tiva”.

L’uomo, un eccel­lente e ben voluto piz­za­iolo che ha sfa­mato negli anni cen­ti­naia di rapal­lesi con le sue spe­cia­lità, ha affron­tato con dignità e forza le domande della gior­na­li­sta con­du­cendo la troupe fino alla sua umile (è vera­mente il caso di dirlo) dimora. I poli­tici pre­senti (che volu­ta­mente non citiamo) affer­mano di non voler attri­buire colpe a nes­suno, ma di essere stati lì per affron­tare e pos­si­bil­mente risol­vere la tri­ste situa­zione del rapal­lese caduto in povertà.

Ancora non è stata indi­vi­duata una solu­zione defi­ni­tiva, ma la ribalta media­tica sem­bre­rebbe aver por­tato all’ex piz­za­iolo alcune buone noti­zie. Si dice infatti che nella vicina Lava­gna gli abbiano offerto un impiego e che un miste­rioso bene­fat­tore di Napoli avrebbe inviato un boni­fico a suo favore. Noti­zie che ancora non tro­vano con­ferme uffi­ciali, ma che fanno ben spe­rare. Si dice anche che in Comune cono­sces­sero già il caso e l’avessero inse­rito in gra­dua­to­ria per un allog­gio popo­lare. Non solo, gli uffici avreb­bero anche ten­tato di pro­cu­rar­gli alcuni impie­ghi tut­ta­via rifiu­tato dal sessantenne.

Chissà, magari  l’Amministrazione cittadina, ora che è a cono­scenza delle gravi con­di­zioni del pro­prio concittadino, potrà indi­vi­duare una solu­zione tem­po­ra­nea, magari con­ven­zio­nan­dosi per i primi giorni con una pic­cola pen­sione. Un espe­diente, sep­pur prov­vi­so­rio,  per toglierlo dal pavi­mento umido della pic­cola can­tina e donar­gli un letto caldo e un tetto vero sotto il quale atten­dere le inter­mi­na­bili file per un allog­gio stabile.

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