Published On: Mar, Feb 21st, 2012

Sicurezza del San Francesco e piccoli interventi

Particolare della copertura degradata del San Francesco

RAPALLO. Il panorama della campagna elettorale si arricchisce di nuovi spunti di dibattito. Il nuovo ed al contempo vetusto tema emerso in questi giorni riguarda la sicurezza dei fiumi e rii rapallesi e si sofferma in particolar modo sulle fatiscenti condizioni della copertura del San Francesco in prossimità della foce. E’ prassi quotidiana percorrere a piedi, in macchina o motocicletta quel lembo di asfalto strappato al greto del fiume, ma mai ci si sofferma a valutarne le condizioni strutturali. Eppure basta scendere nella piccola spiaggetta tra il fiume e l’antico castello per fotografare un cemento armato che presenta poco rassicuranti segni di erosione.

Già nell’ottobre 2010 il tecnico Pietro Misurale, presidente della società Itec Engineering impegnata nella pianificazione territoriale e di bacino della Liguria, aveva lanciato un’allerta non trascurabile: “il torrente è coperto nella sua parte finale con una copertura ormai vetusta risalente ai primi del ‘900. Una piena di notevole portata potrebbe provocare un’esondazione disastrosa. Un rischio da non sottovalutare e da tenere sempre ben presente quando si progettano interventi”.

A circa tre mesi di distanza dalle urne il tema torna in auge. Sicuramente l’interesse principale e doveroso è la sicurezza dei cittadini, ma le coincidenze temporali lasciano presagire anche un più sottile tentativo di ricerca del consenso elettorale.

Come si presenta il San Francesco visto dal mare

Armando Ezio Capurro riporta alla luce un suo progetto deliberato nel 2006 che prevedeva l’eliminazione dell’intera copertura stradale a partire dalla zona ex Agip fino al Polipo ed il dragaggio del fiume nella zona a monte. Accusando il sindaco Mentore Campodonico denuncia inoltre come queste operazioni non siano state fatte “nonostante le decine di lettere inviate a tutti gli organi competenti tra cui il Prefetto che più volte ha chiesto notizie al Comune, ma non è mai intervenuto pesantemente nonostante i rischi di crollo della copertura più volte evidenziati dalle perizie dell’Ing. Nattero”. A seguito di tali perizie furono imposti limiti di peso di 9 e 18 tonnellate, ma anche in questo caso non si è provveduto a farli rispettare, anzi, “Campodonico ha messo il parcheggio degli autobus nella zona ex Agip”. Il progetto di smantellamento proposto dall’ex-sindaco Capurro, avrebbe permesso di far decadere la zona rossa (del piano di bacino) che si estende fino alla piazza del Comune rendendo così possibile la costruzione di parcheggi interrati la cui vendita parziale avrebbe finanziato le opere di risanamento idraulico del S, Francesco.

Dello stesso avviso anche Antonella Cerchi che richiamando alla mente i tragici episodi avvenuti alle Cinque Terre, in Val di Vara e nel capoluogo ligure, compie un parallelismo tra l’urbanizzazione selvaggia del rio Ferreggiano di Genova e la rapallina Via Betti:  “costeggiando il fiume, guardando le case che lo stringono inesorabili, provo la stessa inquietudine: non si può non pensare ad una bomba d’acqua che si scarichi nella valle di Montallegro” e rimarcando l’impellenza di adottare provvedimenti prosegue dicendo che “non sempre l’ostinazione paga, tornare indietro, rinunciare ad un centinaio di parcheggi a fronte della salvezza dei cittadini mi sembra sia un impegno d’onore”.

I lungofiume del San Francesco ai primi del novecento

Due voci elettoralmente contrapposte che risuonano all’unisono declamando la volontà di riportare il paesaggio del lungofiume a quelle immagini novecentesche in cui era privo di copertura e magari accompagnato da due filari di alberi.

Intanto, probabilmente per una semplice coincidenza, proprio nella giornata di ieri il Comune ha disposto ed eseguito piccoli interventi di pulizia del greto del San Francesco (sotto alla copertura) e dei rii Tuja e Carcara. Per l’assessore ai Lavori pubblici Fabio Mustorgitutto è andato per il meglio”.

Sulla questione sentiremo con buona probabilità anche altre voci nei prossimi giorni, altri progetti e svariate idee dai numerosi candidati alla poltrona di primo cittadino, ma l’auspicio ricorrente nei pensieri dei rapallesi, quando si tratta di promesse elettorali ed ancor più quando le promesse riguardano la sicurezza della collettività, è che i proclami roboanti vengano poi messi in atto con opere concrete.

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