Published On: Mar, Apr 23rd, 2013

Siglata intesa in Regione: depuratore di Lavagna in 4 anni

In mattinata, a Genova, nella sede dell’assessorato all’Ambiente della Regione Liguria,  è stata firmata l’intesa che, di fatto,  avvia la progettazione, già in fase preliminare, dell’opera,  condivisa dagli otto comuni del territorio interessato.  Il documento, illustrato dall’assessore all’Ambiente Renata Briano prevede anche un confronto su tutti gli aspetti ambientali e finanziari dell’infrastruttura, che non rientra fra gli agglomerati a rischio infrazione immediata da parte dell’Unione Europea per gli impianti di raccolta e depurazione delle acque reflue urbane inadeguati o inesistenti,  ma che la Regione Liguria considera una priorità.

Il nuovo depuratore comprensoriale del Levante genovese sarà costruito- si stima nell’arco di quattro anni-  in un’area adiacente alla diga foranea, oltre la barra del fiume Entella. [“Area adiacente alla diga foranea” significa non più sulla diga?].

Il protocollo di intesa è stato sottoscritto dalla Regione Liguria con il  commissario straordinario della Provincia di Genova Piero Fossati, i sindaci di Lavagna, Carasco, Casarza Ligure, Castiglione Chiavarese, Cogorno, Ne, Sestri Levante, Moneglia e Valter Seggi e Simone Passalacqua per Iren Acqua e Gas.

Proteste bipartizan
Domani alle 18.00, davanti al depuratore di Lavagna si svolgerà una breve dimostrazione per dire il nostro NO al progetto della Colmata.
Chiunque sia interessato e ritenga che questo progetto non debba andare avanti per la sua evidente pericolosità per tutto il comprensorio venga a darci man forte.
Sottolineo che NON sono graditi simboli di partito visto che si tratta di una protesta civile ed assolutamente trasversale.
Grazie per la partecipazione, speriamo di vedervi domani alle 18.

Colmata Lavagna: effetti possibili

Colmata Lavagna: effetti possibili

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  1. Stento a credere che la dott.Briano – conoscendola e conoscendo la sua trascorsa sensibilità ambientale(non a caso ricopre oggi la carica di assessore regionale all’ambiente)- si sia espressa nei termini riportati nella notizia a commento.
    Notizia che, ricordando il famoso discorso di Pericle agli Ateniesi, suonerebbe così:
    “Noi, amministratori regionali, sappiamo bene che il Comune di Lavagna è dotato di un depuratore attivo e che tale Ente non rientra tra gli agglomerati a rischio infrazione immediata da parte dell’Unione Europea per gli impianti di raccolta e depurazione delle acque reflue urbane inadeguati o inesistenti, ciononostante consideriamo una priorità dismettere il vostro impianto, attualmente attivo all’interno del porto turistico, per trasferirlo, potenziato ed adeguato alla normativa vigente, in un’area di colmata da realizzare immediatamente all’esterno della diga foranea del porto stesso, come tale idoneo a soddisfare un più ampio bacino d’utenza (Sestri Levante, Casarza, Castiglione Chiavarese)rispetto all’attuale (Lavagna,Cogorno,Carasco, Ne). Noi, a Genova, la pensiamo così [e voi Lavagnesi zitti e mosca n.d.r.].
    Stento a credere, dicevo, che questo sia il Briano-pensiero e quindi, per traslazione, il Regione-pensiero, peraltro diffuso acriticamente dai media.
    Se, infatti, quest’incredibile “castello di carte” non imploderà prima su i suoi mille distinguo e scontati condizionali della pur volonterosa amministrazione lavagnese,l’intero progetto finirà per prestare il fianco a neppur troppo ardite aggressioni giudiziarie,quantomeno sotto il profilo della mancanza dei presupposti di legittimità che difficilmente potrebbero non essere riconosciute in sede giurisdizionale se non si risponde esaustivamente alla dirimente domanda, preliminare ad ogni altra azione: perchè non attuare il progetto esistente di adeguamento in sito alla normativa vigente del depuratore attualmente attivo in ambito portuale, immediatamente all’interno della diga foranea?
    Diversamente opinando oltre che correre il predetto rischio non è escluso che l’occhiuta Corte dei Conti chieda, questa volta sì, conto dell’eventuale danno arrecato all’erario da un sì disinvolto operare della P.A., non sorretto da un più che conclamato,
    incontrovertibile e condiviso interesse pubblico, di fronte al quale sarebbe ben poca cosa la spesa per l’eventale organizzazione illegittima del richiesto referendum popolare paventata a suo tempo dall’A.C. lavagnese, con ciò uniformandosi al parere obbligatorio ma non vincolante espresso sul punto dal Segretario Generale dell’Ente.

  2. claudio vergano ha detto:

    Ieri sera la manifestazione di protesta e sensibilizzazione contro il progetto della Colmata (poco ina), organizzata in pochi giorni, ha dato esito estremamente positivo, non solo per il numero di partecipanti ma soprattutto per la loro qualità e diversa appartenenza. Erano presenti esponenti di associazioni ambientaliste del territorio, Verdi, Lagambiente, Ayushia, Contratto di Fiume, di movimenti come Partecipattiva o M5S e cittadini che militano o si riconoscono a destra, sinistra o centro dello schieramento politico.
    Colgo l’occasione per ringraziare nuovamente chi si è messo in gioco in modo assolutamente multipartizan, bipartizan sarebbe riduttivo, per cercare di evitare un simile scempio.
    Sappiamo benissimo che il principale fautore del progetto, IREN, essendo una società a scopo di lucro e non certo una Onlus, continuerà per la sua strada come uno schiacciasassi, ma speriamo che altri, coloro che “amministrano” il nostro territorio, capiscano che un simile progetto sarebbe fonte più di problemi e costi rispetto ad altre soluzioni, non ultima quella caldeggiata dai Verdi di un depuratore comprensoriale nell’interno e non sulla costa, piuttosto che due depuratori separati per Bacino dell’Entella e Bacino del Petronio, in cui quello di Lavagna potrebbe essere realizzato in un paio di anni a differenza degli almeno 4, teorici, previsti per quello in colmata.
    Grazie ancora a tutti i partecipanti

  3. Mykros ha detto:

    Il depuratore – con relativa colmata – è stato fortemente voluto dai cittadini di Lavagna che hanno votato e rivotato con percentuale bulgara l’amministrazione Vaccarezza – Caveri che si sapeva benissimo che voleva realizzarlo.
    Chissà se per far cambiare idea ai lavagnesi ci vorrà un’altra serie di mareggiate con considerevoli danni, come già accaduto all’epoca della costruzione del porto turistico che ormai sembra un deposito di barche fuori uso,

  4. Darko Perrone ha detto:

    Avrebbero deciso? L’unica speranza è che le corenti marine siano benigne nel momento della piena dell’Entella e portino a Genova, in caso di piena non prevista, i liquami del depuratore tanto caldeggiato. Sarebbe una rivincita, ma una catastrofe per l’ambiente.

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