Published On: Lun, Mar 11th, 2013

SONDAGGIO: a poche ore dall’inizio del Conclave, chi vorresti come nuovo Pontefice?

conclaveSONDAGGIO. La Chiesa cattolica sta per eleggere il suo nuovo Pontefice, dopo la rinuncia epocale di Papa Benedetto XVI.

Inizierà alle 16:30 di domani (martedì 12 marzo) la processione che dalla Cappella Paolina, attraversando la Sala Regia, porterà nella Cappella Sistina i 115 cardinali elettori chiamati a scegliere il nuovo Pontefice.

In mattinata invece, alle ore 10, comincerà nella Basilica di San Pietro la ‘Missa pro eligendo Romano Pontifice’, con la presenza di tutti i cardinali, compresi i non elettori, e la liturgia – aperta a tutti – sarà presieduta dal cardinale Decano, Angelo Sodano.

E’ indubbio che le linee di un Pontificato, anche quando sono rivolte esclusivamente ai credenti influiscono nolenti o volenti, poco o tanto nelle scelte politiche soprattutto quando esse coinvolgono temi etici. Quale profilo dovrebbe avere, secondo la vostra opinione, il nuovo Pontefice?

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Note di Redazione:

Il cristianesimo è in crescita in Africa e Asia, dove peraltro subisce gli attacchi del fondamentalismo islamico. Ma in Occidente è diventata una celebrazione formale, spesso vuota e fredda, e incapace di rispondere alla domande sul senso della vita che ognuno ogni tanto riesce a fare emergere tra gli assilli quotidiani.

Eppure, ognuno può – laicamente – individuare il principio base della predicazione di Gesù: la presenza del bene e del male, dentro di  ognuno. Ognuno sa da che parte è il bene, anche quando fa una scelta sbagliata. Cristo dice tre cose soltanto: a) seguire il bene; b) che non esiste solo il mondo visibile (lo dice anche la scienza, oggi); che pensiero scientifico e pensiero intuitivo-religioso possono andare insieme, in autonomia ma integrati come arte e natura.

 Un teologo cattolico come René Girard ricorda nel suo “Delle cose nascoste sin dalla fondazione del mondo” (Adelphi, 2005) che Cristo in realtà non ha fondato una “religione”, ma anzi ne ha mostrato i limiti. Cristo infatti pone fine, con la propria morte, al sacrificio (la messa lo è), un atto che si fonda sul concetto fondamentale della società: trovare un capro espiatorio al quale attribuire la colpa per un disastro naturale. Da qui nasce la casta sacerdotale, che ha il compito di separare la vittima dalla comunità e la comunità da Dio (che viene “filtrato” dalla religione, pagana e non solo).

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