Published On: Gio, Ott 4th, 2018

Sono già 1000 le richieste di rimborso a Iren per depurazione non effettuata

Il Comitato Aqua Equa a Sestri Levante è nato nel 2011 sull’onda del referendum sull’acqua “Pubblica”, che in città raccolse 2200 firme col 64% di voti in favore del Sì.
Molta acqua è da allora passata sotto i ponti.
Oggi con una conferenza stampa il comitato ha fornito aggiornamenti sull’iniziativa in corso con ASSO-CONSUM, che riguarda richieste collettive e individuali di rimborso alla società Iren, per la mancata depurazione delle acque reflue nei bacini del Petronio e del Gromolo (comuni di Sestri Levante e Casarza).
Per l’avvocato di Asso-consum Liguria Giulio Muzio, vi sono diversi problemi strutturali a monte, calcolando che la questione centrale è il rapporto tra Iren e i Comuni che fanno parte dell’A.T.O. (Ambito Territoriale Ottimale: gestisce i servizi idrici integrati di un’area che comprende diversi Comuni).
Quale è il potere di un “azionista” come lo è un Comune? Sono pochi, in realtà.
“L’A.T.O. ha fallito, visto il mancato adeguamento degli impianti… Il referendum è stato eluso, e l’acqua non ha controllo da parte delle popolazioni e dei loro amministratori. Nei diversi contesti del servizio idrico manca infine la presenza delle associazioni dei consumatori, che pure è contemplata dalla normativa”.

Per questo motivo Asso-consum si affianca a Aqua Equa. Non solo a Sestri Levante: in tutta la Liguria sono molte le situazioni di depurazione che tale non è ma che viene fatta pagare nelle bollette dei cittadini e delle loro aziende… (“Il contesto di Lavagna è anche peggiore di quello di Sestri Levante”, precisa Gianfranco Scartabelli, presidente del Comitato sestrino), il quale ricorda anche il contesto di Rapallo, e di Santa Margherita ligure, adeguata da poco…

“Ma il punto non è solo quello dei rimborsi delle spese in bolletta (che possono arrivare a decine di migliaia di euro per alcuni tipi di azienda, ndr). Si tratta di ridisegnare la Carta dei Servizi in sede ATO”, dice l’avv. Muzio.
“Il mare non è lo strumento per “digerire” le acque reflue: non riesce né a eliminare la loro componente chimica né quella organica… In alcune città liguri la Direttiva CEE 271 sul trattamento delle acque (recepita da Regione Liguria) viene elusa. A.T.O. chiede di rispettare le regole con un cronoprogramma, chiede di dare i rimborsi, ma Iren non lo fa”.
Oggi vi sono 6 cause “collettive” a Riva e Casarza (40 persone circa) sul “rotostaccio” di Riva Trigoso.

“Il Comitato Aqua Equa ha 1000 richieste di rimborso bollette pronte. In un paio di mesi dovrebbe avviarsi il procedimento”, precisa Gianfranco Scartabelli.
“…L’accordo con Asso-Consum come rappresentante legale dei cittadini è stato fondamentale perché si tratta di un’associazione nazionale, che quindi ha piena titolarità di avviare le cause. …I costi per avviare la causa sono minimi: una marca da bollo (il cui costo va condiviso se si tratta di una “class action”), e 10 euro di iscrizione all’Associazione. Aqua Equa chiede al titolare della bolletta il 10% del rimborso ottenuto, per sostenere le spese dell’azione legale.

Cosa serve per fare ricorso?

Serve l’estratto conto degli ultimi dieci anni di bollette pagate. Lo si ottiene facilmente chiedendolo agli uffici posti in via Latiro. Serve inoltre una copia delle ultime 5 bollette pagate. Nient’altro, se non la comunicazione dei propri dati.

La Perizia

Il dottor Valentino Fanti è iscritto all’Ordine dei Periti. Ha curato una perizia tecnica, commissionata da Aqua Equa, avvalendosi della consulenza di biologi marini, sia su terra sia nei fondali marini al largo di Sestri levante e Riva Trigoso.
“Si tratta di “non depuratori”, soprattutto nel caso di Riva Trigoso, dove il rotostaccio si limita a “filtrare” alcune parti delle acque, come plastiche, filtri di sigarette etc.. Nel caso di Portobello c’è almeno l’intento di depurare.
La perizia serve come documentazione tecnica che gli avvocati potranno utilizzare a sostegno delle istanze dei cittadini”. Il mare del Tigullio infatti non riesce ad assorbire tutto il refluo: “ne paga il prezzo”.

Depuratore di Genova Quinto