Published On: Lun, Ott 24th, 2016

Sopraluogo della Regione all’impianto di acquacultura di Lavagna

Questa mattina i consiglieri regionali hanno effettuato un sopralluogo nell’impianto di acquacultura ittica nato sedici anni fa, in mare aperto, al centro del golfo del Tigullio, nel comune di Lavagna. Si tratta soprattutto di orate, branzini e altre specie pregiate.
Molto si dice sugli impianti di acquacultura. Per esempio, è sicuro che il pesce selvaggio ha una consistenza e un sapore migliore (anche se i liguri dicono con malizia che “i milanesi” non se ne accorgono). Nello stesso tempo, però, il futuro sta tutto nell’allevamento di pesci, visto che la pesca è ormai uno scempio di tutte le specie ittiche dei nostri mari.
Si potrà di sicuro migliorare gli impianti, puntando su mangimi migliori e su “gabbie” più grandi.

Questa mattina, su invito della società titolare, la  III Commissione-Attività produttive, ha partecipato ad un sopralluogo nell’impianto di maricoltura AQUA, al largo delle costa fra Lavagna e Sestri Levante.

«In questa visita abbia avuto modo di verificare l’elevato livello qualitativo di questa attività – spiega il presidente della Commissione Stefania Pucciarelli – che rappresenta, quindi, un’eccellenza europea nel settore».

La società è stata fra le prime in Italia a svolgere integralmente il  ciclo di produzione in mare aperto. L’attività, che riguarda orate e branzini, è iniziata nel 2000, attualmente l’impianto dispone di 16 vasche collocate in fondali profondi fino a 50 metri e dà lavoro a 18 addetti fra amministrativi, comandanti, sommozzatori professionisti, pescatori, marinai e personale a terra preposto alla lavorazione e confezionamento.

«La collocazione in mare aperto di questo impianto e i ripetuti controlli a cui viene sottoposto il pesce allevato nelle vasche – ha aggiunto il presidente –  dimostrano come possano coesistere felicemente un’attività di maricoltura con prodotti di eccellenza e il rispetto degli equilibri ambientali».

La delegazione, che era accompagnata dall’assessore regionale alla pesca Stefano Mai,  era composta anche dai consiglieri Giovanni Bargagallo, Giovanni De Paoli, Giovanni Lunardon, Claudio Muzio e Franco Senarega.

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