Pubblicato il: mar, Nov 14th, 2017

Tenuta di Marinella (ex Montepaschi): un suicidio assistito con resurrezione?

 

Complicata ed esemplare la storia della tenuta di Marinella, una splendida area tra campagna e mare, in cui una decina di anni fa si era cercata di fare una megalottizzazione dall’allora proprietario unico, il Montepaschi di Siena.  L’idea di farne un villaggio turistico, con porticciolo e appartamenti, fu bloccata (in parte era anche positiva, nel tentativo di produrre ricchezza senza museificare il territorio, ma era troppo orientata al cemento).

Nel 2008 i sindaci di Sarzana e Ameglia dicevano:

È per noi significativo che in una situazione di declino e crisi economico-finanziaria internazionale proprio oggi il consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi abbia deliberato la scelta dei partner consentendo così al nostro territorio di fare un passo in avanti verso il rilancio economico. Ricordiamoci infatti che si sta parlando di investimenti per centinaia di milioni di euro e di un migliaio di posti di lavoro che garantiranno indubbi vantaggi all’intero comprensorio e , in particolare, ai residenti delle località coinvolte».

Le dichiarazioni seguivano alla decisione di vendita della Tenuta di Marinella deliberata dal consiglio di amministrazione del Monte dei Paschi di Siena. Vendita che avrebbe dato il via “alla più grossa operazione immobiliare spezzina degli ultimi anni“.

Si formò una cordata SEMIPOLITICA -secondo il più classico dei disastri italici, quello della politica che si mischia al businness e al libero mercato!)- composta da Consorzio Cooperative Costruzioni, Unieco Società Cooperativa, Società Italiana Condotte d’Acqua Spa e Condotte Immobiliare Spa per acquisire il 75 % del capitale di Marinella Spa – per un importo di 51 milioni di euro – con l’obiettivo dichiarato di “perseguire insieme ai nuovi acquirenti, soggetti imprenditoriali di primaria importanza nazionale, la realizzazione del progetto complessivo di sviluppo immobiliare, turistico, nautico e agricolo nella frazione di Marinella e in quella di Bocca di Magra/Fiumaretta”.

Aree -lo ripetiamo- tanto misconosciute quanto splendide.

In partenza gli uomini del Monte dei Paschi avevano stimato, con il progetto Marinella, un affare da 300 milioni di euro, con la realizzazione di una darsena con 900 posti barca, 200 esercizi commerciali e centinaia di residenze. Ma i comuni della val di Magra, che dopo la storica esperienza di Luni Mare, temevano una colata di cemento erano decisi ad evitare eccessi edilizi.

POI -inevitabilmente diremmo- e per colpa di una errata impostazione (la banca che fa la speculatrice edile… i politici che fanno i businness men invece di favorire i privati ma ponendo paletti al cemento) più che per colpa della malefica crisi economica, le aree di Marinella e di Bocca di Magra sono rimaste lì, intonse e libere per la fauna e il sole.

OGGI
Il fallimento della SPA di Marinella di Sarzana è previsto entro il 31 dicembre di quest’anno. In queste ore c’è stato un incontro tra il liquidatore della fattoria, Davide Piccioli, i rappresentanti delle organizzazioni sindacali (Luca Comiti Flai-CGIL), Matias Patricia (FAI-CISL), Walter Bertolini (FAI-CISL), Riccardo Cagnoli della Rsu dell’azienda, gli assessori regionali all’Agricoltura Stefano Mai, al Lavoro Gianni Berrino e alla Difesa del Suolo Giacomo Giampedrone, accanto ai sindaci di Ameglia e di Sarzana, Andrea De Ranieri e  Alessio Cavarra.

L’obiettivo dell’incontro era fare il punto sulle prospettive delle Tenuta, in vista del termine ultimo della società Marinella SpA e capire quali eventuali novità sul fronte di una vendita, tenendo conto della presenza di una ventina di lavoratori al suo interno.

Gli assessori regionali presenti al tavolo hanno lanciato un appello ad eventuali investitori affinché si presentino, al più presto, in modo da poter attivare tutti gli strumenti finanziari utili, derivanti dal PSR, per la prosecuzione dell’attività. Strumenti che potranno essere definiti solo in presenza di un nuovo acquirente. Tutti i presenti hanno concordato sulle priorità del tavolo che riguardano la ricollocazione dei lavoratori impiegati nella Tenuta e gli assessori hanno ringraziato i dipendenti anche per l’importante compito di presidio territoriale che stanno svolgendo.

Ci auguriamo – ha aggiunto l’assessore regionale al Lavoro Gianni Berrino – che arrivino le risposte che ci aspettiamo, ma siamo anche pronti ad attivare tutte le tutele possibili per i lavoratori e a mettere in campo tutte le azioni necessarie”.

Un nuovo tavolo verrà convocato a breve per monitorare costantemente la situazione.