Published On: Ven, Feb 15th, 2013

Terza frana in pochi mesi a Cavi, 5 auto danneggiate. Il Comune di Lavagna che fa?

E’ passato meno di un mese dall’ultima frana che ha colpito la zona tra Cavi di Lavagna e Sestri Levante. Quella di questa mattina è stata la peggiore: c’era già stato uno smottamento all’alba, e sul posto c’erano già i pompieri, quando è arrivata la frana vera e propria: in un giorno normale, in quei minuti sarebbe transitato un autobus stracarico di studenti. Alcune auto sono state travolte, ma senza nessuna conseguenza per le persone dei soccorsi per fortuna. Caos sulle strade, autoambulanze impazzite, gli studenti sui bus dirottati sull’autostrada, automezzi di pompieri, polizia municipale, il valzer delle inversioni di marcia…

Il sindaco di Lavagna Vaccarezza promette che entro domani sarà possibile liberare almeno una corsia dell’Aurelia, ma la questione è un’altra: siamo alla terza frana in pochi mesi, con un ingente danno alla circolazione : code di chilometri, il traffico tra Chiavari e Sestri Levante, Casarza e Moneglia, deviato sulla autostrada A12, e gravi rischi per le persone in transito. Il comune di Lavagna lavora sul piano di intervenire dopo il disastro. Ma cosa è stato fatto sul piano della prevenzione e dell’analisi dei terrapieni e dei terreni? Ormai è chiaro che siamo di fronte a un problema strutturale, o meglio a un insieme di problemi: terrapieni vecchi e con gli scarichi intasati, gli alberi che non fanno più il loro lavoro di contenimento degli smottamenti, piogge intense che scavano tra roccia e terra. Ci sono poi anche i rischi di frana sulla sottostante ferrovia, da calcolare.

Il fatto che si tratti quasi sempre di terreni privati non è una giustificazione sufficiente per nessuno: in questi casi è obbligo attivare un’unità di crisi pubblica che faccia in modo che gli studi dei geologi e gli eventuali interventi pubblici e privati siano fatti in tempi ultraveloci e con efficacia. E’ mai possibile che in Giappone dopo il terremoto e lo tzunami si sia ricostruita un’autostrada in una settimana,  mentre l’Italia subisce la tortura di una burocrazia tanto lenta quanto costosa e inefficiente?

Certamente i Comuni fanno “quello che possono”. Ma “quello che possono” è poco, troppo poco. Come dimostra questa ennesima frana, un evento alquanto pericoloso, come si capisce dal video di Teleradiopace qui di sotto riprodotto.
Adesso però, nessun dorma.

frana cavi di lavagna

Displaying 3 Comments
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  1. Claudio V. ha detto:

    Una volta l’Aurelia era gestita dall’ANAS ma il Comune di Lavagna, per poter mettere i parcheggi a pagamento lungo i Cavi ed incamerare quattro soldi, ne ha preso la gestione. Da quel momento la manutenzione è crollata ed i controlli sono praticamente inesistenti. Non serve fare ordinanze che responsabilizzando i proprietari hanno il solo scopo di pararsi il culo dal punto di vista legale. I controlli devono essere fatti periodicamente da tecnici.
    Pensierino della Sera …….
    Mi sbaglio ma non è lungo quella direttrice che dovrebbepassare il collettore fognario per trasferire i liquami da Sestri verso Lavagna ???

  2. Redazione ha detto:

    In effetti è importante che si provi a svegliare la Balena addormentata, cioé la macchina burocratica comunale. Non per fare il male del Comune con speculazioni politiche, ma per fare il bene dei cittadini dando la sveglia a chi ha dormito. Suona strano che tutti gli organi di informazione locali, anche web, si siano astenuti da qualsiasi commento, opinione, impressione, suggerimento etc. E’ lo stato -pessimo- della nostra informazione.

  3. Alessandro L. ha detto:

    Quello che fa pensare è che come voi dite è la terza in pochi mesi, la seconda in 3 settimane!

    E’ vero che è un terreno privato, ma qualcuno nel Comune di Lavagna non è molto attento alla ordinaria manutenzione, al controllo del territorio, alla prevenzione.
    Forse da troppo tempo son più impegnati a far gli interessi di Buralndo e dell’Iren con la faraonica costruzione della Colmata alla foce dell’Entella, che gi interessi primari dei cittadini lavagnesi.
    Immaginicamoci solo se ciò fosse accaduto in estate, una sera d’esatate.. non si contavano solo le macchine danneggiate..

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