Published On: Lun, Feb 27th, 2012

The Artist, film che ci dice molto

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L’Oscar del cinema va a The Artist. Infatti ieri sera a Hollywood questo film muto e in bianco e nero ha mietuto ben 5 statuette.
Il successo era prevedibile, ma il consiglio per i lettori è capire quali sono i contenuti e il messaggio di questo film, che vanno al di là del cinema e toccano direttamente le corde della storia e della società contemporanee.

Il rimando -ripeto- è a quanto ho scritto. Il nodo è la paura che la tecnologia non serva a regalarci libertà e sviluppo individuale (reale).

Il social network regala un progresso virtuale nei rapporti tra gli individui , come lo ha fatto il cinema sonoro rispetto al muto, ma porta il mondo virtuale a un livello di sofisticazione così alto da soffocare il reale. Dubbi? Vedere la vita di molti adolescenti…
Qualcuno si è accorto di questa divergenza, e come nel 1929 (in questa seconda Grande Depressione) chiede che la realtà e la vita cambino e migliorino. Anche con l’arte. Col lavoro. Con l’impegno di ognuno. E’ la realtà muta che chiede a gran voce di emergere.
Non è questione di chiedere democrazia, come nei paesi di cultura musulmana. In Europa e in Italia la questione è pretendere che il singolo recuperi il colore del proprio tempo (il riferimento filmico è Viale del Tramonto), non nel senso di evitare il flusso degli anni, ma nel senso di avere tempo e modo di recuperare il silenzio naturale e intimo, opposto al chiasso dei media.
Questo, e altro, è l’urlo silenzioso di The Artist.

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