Published On: Ven, Mar 9th, 2012

Tie-break tennistico sulla strettoia di San Michele

RAPALLO. Una partita di tennis all’ultimo respiro sulla strettoia di San Michele. A disputarla sono il Consigliere regionale e comunale Armando Ezio Capurro in difesa della conservazione del “palazzo della discordia” ed il coordinatore PDL e Consigliere comunale Domenico Cianci che spinge per il suo arretramento. In soli due giorni hanno fatto pervenire a tutti gli organi di stampa un’interminabile sequela di note e comunicati motivando le opposte posizioni.

Il primo servizio del match risale ad ottobre 2008 quando in consiglio comunale venne presentato un progetto di allargamento della strada che prevedeva l’abbattimento e la successiva ricostruzione arretrata dei due edifici che insistono sulla strettoia, concedendo ai proprietari un ampliamento volumetrico del 20%.

Nel 2011 i risultati sono rimbalzati più volte con i ripensamenti sull’abbattimento di casa Carlevaro prima, seguiti dal blocco agli interventi posto in essere dalla Regione Liguria e dalla Sopraintendenza. E mentre il sindaco Campodonico minacciava ricorsi, i privati avanzarono la proposta di arretramento del civico 68 senza ricorrere ad alcun aumento volumetrico. Il Comune approvò la soluzione salvo poi subire l’ennesimo veto da parte della Regione alla modifica del paesaggio poichè non sussisterebbero “sufficienti ragioni di pubblico interesse“. Se da una parte venne posto il veto, il sopraintendente ai beni architettonici Giorgio Rossini approvava invece l’operazione di abbattimento. Successivamente il direttore regionale del ministero dei Beni culturali Maurizio Galletti chiese una verifica da parte degli ispettori. Ad agosto 2011 la conferenza dei servizi conferisce il via libera per il civico 68 generando l’inevitabile ricorso al Tar da parte dei proprietari di casa Carlevaro.

Questa la cronaca dei primi set, ma nel 2012 la partita non è ancora conclusa.

Il di­rettore regionale del Ministero Beni culturali Maurizio Galletti, infatti, sollecita la Soprintendenza “a revocare in via di autotutela il parere favorevole di competenza sulla pratica della strettoia di San Michele rilasciato dalla Soprin­tendenza stessa nella conferenza dei servizi del 21 aprile 2011“. Analogo ripensamento anche da parte della Soprintendenza che tramite l’architetto Giorgio Rossini, invita Comune ed Enti coinvolti “a rivedere le valutazioni di com­petenza“.

Forte di questi ultimi due argomentti, il consigliere Capurro, ha richiesto all’Amministrazione rapallese “di adeguarsi prontamente alle prescrizioni del ministero, dell’architetto Rossini e dell’architetto Galletti, di revocare eventuali autorizzazioni o concessioni rilasciate, di non rilasciare nuove concessioni e di cancellare non solo la conferenza di servizi del 13 marzo 2012, ma anche  le previsite entrate finanziarie appostate per la demolizione e ricostruzione dell’edificio di via San Michele dal bilancio 2012“.

Ribatte prontamente Domenico Cianci affermando che “ancora una volta la verità giuridica viene travisata dal con­sigliere Capurro” e che “le indicazioni ministeriali confermano come il fabbricato sia sottoposto esclusivamente a vincolo paesaggistico, e non a quello monumentale come erroneamente affermato da Capurro” e così prosegue: “il Comune, coerentemente con quanto sempre sostenuto, ha ottenuto tutte le approvazioni dovute sia da parte della Regione che dalla Sovrintendenza con particolare riguardo ai titoli abilitativi da confrontarsi con il Piano Paesistico. Questa Amministrazione procederà pertanto a definire velocemente la pratica con il rilascio del Permesso di costruire ed il conseguente superamento dell’emergenza creata dalla strettoia“.

Il Coordinatore Cittadino del Pdl Cianci rilancia la palla nel campo dell’avversario sostenendo che “il Consigliere Capurro , nella sua ricerca di sostegni esterni alla comunità di Rapallo, ritiene che il problema della strettoia di San Michele che affligge cittadini e turisti non esista, o che possa essere risolto con la conservazione inalterata dell’edificio posto sulla strettoia, e con una sconosciuta soluzione che peraltro non ha mai avuto il coraggio di esporre chiaramente. Ribadisco ancora una volta che sia nell’interesse dei cittadini di Rapallo e dei molti turisti che vengono in questa nostra bella città, e sia nell’interesse degli abitanti di S. Michele di Pagana, uno scempio del genere non deve più esistere“.

Ribatte nuovamene CapurroIl caro Cianci nasconde la testa sotto la sabbia e fa finta di non capire le chiare lettere inviate dal Direttore Regionale del Ministero Beni Culturali. Parole come quelle citate ” revocare” ,”prudenza, buona fede e leale collaborazione ” ( sic) , ” mancata possibilità di introdurre modifiche all’assetto di luoghi” sno chiarissime e Cianci ben le capisce. Allora perchè fa finta di non capire? Allora perchè si sostituisce al posto di Campodonico a fare brutte figure?

Insomma, il punto decisivo in questo match di altri tempi non è stato ancora assegnato e siamo certi che questo incontro andrà avanti finché i due giocatori conserveranno fiato e resistenza.

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