Pubblicato il: ven, Lug 14th, 2017

Tigullio e val di Taro: un legame più forte della burocrazia statale

Sabato 22 luglio una “Giornata di Studio” a Bedonia per sottolineare gli storici rapporti fra il Tigullio e la Val di Taro

Il Tigullio è un’entità culturale, economica e storica non legata soltanto alla costa, famosa in tutto il mondo, ma ben ancorata a un entroterra che travalica, e molto, la “frontiera” delle province e delle Regioni.
Pensiamo alla val di Vara, che fa parte del Tigullio e del genovesato ma che è affidata alla Provincia di La Spezia.
Pensiamo all’Alta val di Taro, da sempre luogo di scambi commerciali (ancora oggi: formaggi, il “pane di montagna” di Santa Maria del Taro…), di turismo, e anche di lingua dialettale, che è un genovese diversificato, più che un parmigiano-emiliano.

Poi ci sono gli scambi culturali fra il Tigullio e la Val di Taro. E’ questo lo scopo di una iniziativa scaturita da un incontro fra esponenti del Centro Studi di Bedonia, della Società Economica di Chiavari, della Sezione Tigullia dell’Istituto di Studi Liguri nonché del Centro Culturale del Lascito Cuneo nella veste di promotore e coordinatore. Scambi culturali da farsi periodicamente per ampliare la conoscenza  dei legami storici che uniscono i due territori. Partendo da un dato di fatto, lo stesso dialetto, la parlata, che è quella ligure, o genovese che dir si voglia. Ma anche guardando a epoche remote, a cominciare dalla preistoria, allorchè i nostri lontani progenitori avevano in comune la montagna, dove salivano a caccia di animali o per condurre al pascolo greggi e armenti. Ricerche e studi recenti, i cui risultati fanno fatica a uscire da una cerchia ristretta di studiosi e ad arrivare al pubblico, mettono bene in evidenza i molteplici fattori che per secoli, ma potremmo dire per millenni, hanno contribuito a formare un’area omogenea in cui il dialetto e gli aspetti del paesaggio rappresentano ancora oggi gli elementi caratterizzanti, che ignorano i confini politico-amministrativi.

La “giornata di studio” che si terrà a Bedonia sabato 22 luglio, nella sala-convegni del seminario vescovile con inizio alle ore 10, è il primo di una serie di incontri culturali destinati a ripetersi alternativamente nei due territori. Il prossimo incontro si svolgerà infatti a Chiavari, alla Società Economica, il 23 settembre, e per entrambi la finalità è la stessa, ossia iniziare a colmare quel vuoto di conoscenza che è andato formandosi nel corso del tempo, per cui nel Tigullio si sa poco della Val di Taro e in Val di Taro poco del Tigullio.

Il primo degli interventi in programma reca un titolo significativo – “Quando i monti univano” – e a trattare l’argomento sarà l’archeologo Roberto Maggi che illustrerà i ritrovamenti avvenuti sui monti tra la Val Trebbia, la Val d’Aveto e le valli del Parmense, dai quali emerge una sorprendente unitarietà culturale già nella preistoria.       Giovanni Mennella, docente di epigrafia latina, affronterà invece il tema del popolamento del territorio in epoca romana partendo da due documenti epigrafici di eccezionale interesse per la conoscenza dell’ordinamento fondiario, ossia del sistema di sfruttamento delle risorse ambientali: la cosiddetta “tavola alimentaria” di Veleia e l’ormai famoso “cippo confinario” del monte Ramaceto, la cui scoperta ha scardinato studi e conclusioni erroneamente ritenuti definitivi.

Lo storico locale Giorgio Viarengo, nella veste di ricercatore della Società Economica,  tratterà il terzo argomento, riferibile ad un tempo a noi più vicino, il “Dipartimento degli Appennini”, una unità amministrativa che in epoca napoleonica aveva, con la sua istituzione, riconosciuto la comunanza di interessi e gli antichi rapporti fra gli opposti versanti dell’Appennino.

La “Giornata di Bedonia”, con un intermezzo gastronomico che consentirà di apprezzare le specialità locali partendo dalla considerazione che anche la cucina tradizionale costituisce un elemento importante della cultura, proseguirà nel pomeriggio con la visita guidata ad alcuni degli interessanti musei allestiti nei vasti spazi del seminario,  improntati alla conoscenza della Val di Taro, del suo ambiente, della sua storia.

Lo splendido Monte Penna, sopra Santa Maria del Taro