Published On: Mer, Apr 3rd, 2019

Titoli di giornale orribili… Come sono lontani gli anni del “Peace & Love”

Ecco cosa ci tocca leggere (e sentire di persona, se non vedere), in questi giorni:
1. “Afghanistan, donne frustate per aver ascoltato la musica”;
2. “Gli arabi padroni della piazza… Gli italiani? Sono i prigionieri”;
3. “Buttati per terra i panini destinati ai Rom. Auto in fiamme a Roma”;
4. “Il magistrato che ha inflitto alla avvocata iraniana che si è tolta il velo in pubblico 38 anni di carcere e 148 frustate, è stato nominato membro di una commissione ONU sulla questione femminile…”
Etc. etc.

Di fronte a questa ecatombe della civiltà, penso all’unico movimento positivamente sovrano degli ultimi secoli: il movement americano degli anni ’60, quello di “Peace & Love”.
Non era ecclesiale come i totalitarismi rossi o bruni, o come le organizzazioni religiose di vario colore.
Era parente del gandhismo e del movimento trascendentalista di R. W. Emerson e di H. D.Thoreau. Aveva il pregio di avere e mostrare i suoi difetti, e non aveva il difetto di non avere e non mostrare difetti. Non era contrario al lavoro, perché credeva nell’artigianato e nell’agricoltura come libera espressione del commercio tra gli individui e le comunità piccole e grandi.
Non era integralista ed eremita come gli Amish, però aveva nel suo Dna la capacità di interrogarsi sulle cose nascoste, con strumenti diversi dai vari catechismi. Aveva una buona pratica di fratellanza e tolleranza.
Ha partorito jeans, minigonne, la musica che si ascolta ancora oggi, gli ultimi romanzi, la capacità di viaggiare e conoscere senza essere turisti tristi e seriali.
Soprattutto non esalava l’attuale putrescente carica di odio. Oggi siamo al WAR & HATE anche nei Paesi dove non si combatte. PEACE & LOVE era una nicchia, ma indicava comunque la possibilità di riuscire a vivere nonostante guerre e odio sociale, di riuscire a pensare nonostante l’ignoranza che ci ammorba, di riuscire ad amare e fare sesso nonostante l’indifferenza che ci governa. Era un mito, ma almeno era migliore di quelli attuali.

ca. 1960s-1970s, Hog Farm, Woodstock, New York, USA — A hippie girl stands on the psychedelic bus of the Hog Farm commune. Woodstock, New York, USA. — Image by © Henry Diltz/CORBIS